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Intervento del cons. Saro Cerra, capogruppo del CDR (Centro Democratico Riformista) durante il Consiglio comunale del 27 maggio 2010.
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Signor Sindaco, Signor Presidente, Signori Consiglieri,
oggi il Centro Democratico Riformista scegliendo, con amarezza, la via percorsa già in passato sia da singoli assessori che da partiti politici riconducibili nell’area di sinistra, non si allontana di molto dalle valutazioni fatte da chi in passato ci ha preceduto in queste scelte sofferte, comunque necessarie, per riaffermare con la dovuta coerenza i contenuti programmatici che abbiamo condiviso con i nostri elettori.
Il CDR, con questo documento, afferma la propria volontà di disimpegno dalla maggioranza, pur continuando a lavorare, nel suo piccolo, per la realizzazione dei punti programmatici che erano stati alla base dell’accordo politico che aveva dato vita a questa Amministrazione.
Avevamo creduto e fatto nostro l’obiettivo del rinnovamento politico, sue, signor Sindaco, le frasi che oggi più di ieri facciamo nostre: «…un programma politico all’insegna di un rinnovamento generazionale di cui la politica ripostese dopo trent’anni ha estremamente bisogno».
I fatti, quelli con cui ci misuriamo ogni giorno, malcontento generale, degrado della politica, qualunquismo di maniera, che spingono i Ripostesi ad allontanarsi dalla politica, ci conducono a questa decisione, che se pur sofferta, vuol rappresentare un segno di discontinuità e di diversità da parte di chi alla politica si interessa davvero con passione.
Queste parole, signor Sindaco, provengono prima da quei candidati, poi da quei Consiglieri comunali ed infine dagli amici che hanno voluto, sostenuto e fortemente creduto nell’idea di un possibile rinnovamento politico.
Ci consenta, signor Sindaco, di dire che un rinnovamento generazionale si definisce tale quando si ha il coraggio delle proprie scelte, quando si ha l’audacia di camminare con i propri passi e quando si decide, parafrasando un consiglio più volte suggeritole, di “essere” e non di “apparire”.
In questi due anni di attività politica ci siamo battuti durante le innumerevoli ed estenuanti riunioni di maggioranza, gridando, contestando e chiedendo la dignità del riserbo per far fronte a tantissime esigenze dei cittadini.
Abbiamo con forza contrastato le scelte sconsiderate che “affliggono” le casse comunali e che aumentano la spesa pubblica, quali per esempio la facile nomina per alcune consulenze, i contributi onerosi per associazioni non assodate nel tempo o l’investitura, tanto criticata, dei delegati di frazione, lasciando in sordina la situazione in cui versa il nostro Comune, vedansi debiti fuori bilancio.
Ciononostante noi consiglieri, confluiti poi nel CDR, siamo stati sempre corretti e abbiamo subito in silenzio lo sfrontato giudizio di persone che sfacciatamente hanno offeso sia la nostra dignità politica che quella personale, mettendo a dura prova la nostra presenza nella maggioranza, tuttavia, per disciplina, abbiamo assunto sempre e coerentemente mantenuto e sostenuto questa maggioranza all’interno del Consiglio comunale.
Sembra appena il caso però, in questa occasione, evidenziare l’inerzia di alcuni componenti della Giunta, i quali, forse per la frammentazione delle deleghe “sapientemente” orchestrata, o forse per mera inoperosità degli stessi, hanno mostrato inefficienza ed impreparazione con delibere illegittime, fortunatamente poi annullate.
Questo esecutivo, privo di un vicesindaco, e presumibilmente di incerta matrice di centrosinistra, (fotocopia della maggioranza a vostro dire), non è altro che il frutto di un progetto politico atto a tenere in piedi un unico e monocratico potere.
Questa giunta ha trascurato la politica “produttiva” e quella imprenditoriale delle società partecipate preferendo le effimere passeggiate in passerella, le sagre, le deserte fiere e i declamati successi partecipativi per di più su social network non istituzionali.
Tutto ahinoi anche a discapito di quelle società e cooperative sociali che ad oggi non hanno ricevuto i compensi dovuti; a discapito di una Riposto svilita sotto il profilo culturale e turistico; a discapito di un porto turistico chiuso, inagibile e per cui si fa più concreta quella che era un’ipotesi: il porto non sarà mai dei Ripostesi.
Non ci riserbi, signor Sindaco alcun rancore personale perché lei, come noi, è parte integrante di un disegno politico subdolo e che proviene forse da lontano; un suggerimento: separi la politica dal fatto personale, perché in fondo il CDR non è stata è non è una contrapposizione alla sua persona.
Il CDR vuol fare politica, vuol liberarsi da tutoraggi d’altri tempi, ha diritto alla visibilità e alla affermazione della sua diversità; e contro ogni forma di pensiero unico afferma il diritto propositivo, partecipato supporto necessario per una interazione reale, fattiva con la politica di governo, perché ritiene che dall’onesto confronto di idee e progetti può venir fuori il rinnovamento promesso in campagna elettorale.
Abbiamo condiviso gli obbiettivi del suo programma politico e ne abbiamo sottoscritto le affermazioni programmatiche, oggi, purtroppo, non possiamo esimerci dal denunziare la loro vuota esibizione, anche per quanto riguarda l’idea di politica portatrice di trasformazione e non mai bieco capitolino starnazzo.
Per quanto su esposto, per i metodi assunti nei nostri confronti e per contrastare questo improvvisato modo di fare politica, ribadiamo il nostro disimpegno da questa finta maggioranza di “centrosinistra”, svolgendo i compiti propri di una opposizione dura, seria e responsabile.
I consiglieri del CDR
Rosario Cerra, Biagio Daidone, Gianfranco Pappalardo Fiumara, Virgitto Antonino.
Contrada Gancia: Deserta anche la seconda «gara»
Dopo la prima che si era svolta a metà marzo, è stata dichiarata deserta, nei giorni scorsi, anche la seconda gara di pubblico incanto per l’alienazione del terreno di proprietà comunale di contrada Gancia, ubicata tra le frazioni di Archi e Carruba. Il 28 aprile è stato il termine ultimo per partecipare al bando pubblico che prevedeva un importo a base d’asta di oltre dodici milioni di euro per la vendita del terreno in questione; terreno che si estende su una superficie di 103.545 metri quadrati, di cui 102.965 mq sono dichiarati edificabili. «Anche questa volta la gara – commenta il sindaco Carmelo Spitaleri – è andata deserta. Dopo una seria concertazione, posso annunciare che saranno vagliate diverse strade percorribili: dall’advisor finanziario al confronto con investitori istituzionali. Valuteremo quale possa essere la strada migliore da seguire per arrivare alla vendita del terreno di proprietà comunale di contrada Gancia». Dalla vendita del terremo in questione – che è stato confiscato dalla magistratura e assegnato al Comune marinaro negli anni 80 a seguito di speculazione edilizia – l’amministrazione del sindaco Spitaleri, come detto, intende ricavare dodici milioni di euro da destinare a un «piano di investimenti nell’interesse della comunità», puntando soprattutto su progetti occupazionali che servano a creare, in un momento di crisi come quello attuale, dei nuovi posti di lavoro. Secondo le indicazioni dello strumento urbanistico in atto nel Comune, nell’area di contrada Gancia possono essere edificati impianti produttivi di carattere turistico, con una bassissima densità territoriale e nessuna deroga al rispetto della fascia di 150 metri dalla battigia.
SALVO SESSA