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Il solleone di via P. Santi Mattarella

di Saro Cerra 

Potrei usare sinonimi come Ennesimo, Altro, Ulteriore, Ancora, ma non basterebbero per definire tutti gli incidenti che avvengono in via Piersanti Mattarella a Riposto.
Quello che è successo ieri non è altro il quadro che il sottoscritto da DUE anni dipinge a chi ha il dovere, e il potere, per fare qualcosa.
Per dovere di cronaca, seppur a malincuore, devo rendere noto che ben TRE incidenti hanno caratterizzato la giornata del 15 agosto in via Piersanti Mattarella. Un incidente alle ore 12.00 circa, uno alle ore 14.00 circa e ancora un altro alle ore 19.00 circa.
La gravità di ogni singolo incidente è chiara, lampante e di facile intuizione guardando solo le fotografie. 

Pur non essendo affetto da nessuna sindrome di Cassandra, da tempo ho sempre denunciato la pericolosità dei due incroci di via Piersanti Mattarella, provando e riprovando a far ragionare in merito l’Amministrazione, a invitarla a verificarne la veridicità delle mie preoccupazioni, a far osservare che, a seguito del senso unico instituito in via M. Carbonaro, l’affluenza delle autovetture in transito negli incroci aumenta così come la percentuale di probabilità di incidenti. 

Incidente delle ore 12Incidente delle ore 12Incidente delle ore 14Incidente delle ore 14Incidente delle ore 19 

Incidente delle ore 19  

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Ma la storia la conoscete e sapete bene che le rotatorie non sono PRIORITARIE (!!!). 

(vedi articolo

(vedi articolo

(vedi articolo

Mi chiedo: come mai il circolo del PD di Riposto, tanto indaffarato in questi giorni nella distribuzione di volantini a difesa (e per mascherare) l’inoperosità di qualcuno, non si sia mai preoccupato di questo annoso problema? è a conoscenza che una rotatoria oggi poteva essere già realizzata (e quindi eludere i tanti incidenti) grazie ai soldi a scomputo provenienti dagli oneri di urbanizzazione di un realizzando edificio?

CDR, emendamenti al bilancio 2010

di Saro Cerra

Ieri sera il travagliato e tanto sofferto Bilancio di previsione 2010, è stato votato in Consiglio comunale.

Il gruppo consiliare del CDR (Centro Democratico Riformista), considerando che la migliore soluzione per far fronte ai tanti servizi di cui la comunità di Riposto necessita è la riduzione della spesa pubblica, ha ritenuto opportuno presentare degli emendamenti allo strumento finanziario.

Gli emendamenti prevedevano lo spostamento di risorse al fine di aumentare i capitoli relativi

  • all’assistenza domiciliare anziani e famiglie bisognose;
  • al ricovero dei minori;
  • alla manutenzione delle strade;
  • alla manutenzione ordinaria del servizio necroscopico e cimiteriale;
  • alla pulizia delle opere di urbanizzazione;
  • alla manutenzione delle ville, parchi e giardini;
  • ai giochi ludici per i bambini;
  • all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Seppur questi emendamenti validi e assolutamente condivisibili, la maggioranza (PD Gruppo di Centro Sinistra), e qualche consigliere di opposizione (!), ha preferito NON VOTARLI.

Il caso più emblematico su cui invito i lettori a riflettere, è stato quello relativo all’emendamento n. 7. Prot. N. 373, nel quale il CDR aveva previsto l’eliminazione della spesa relativa ai delegati di frazione (euro 12.000) per rimpinguare l’intervento ricovero minori in forte carenza finanziaria. A causa del voto contrario all’emendamento, alcuni bambini non potranno usufruire di tale servizio.

Nella presentazione degli emendamenti il CDR ha sottolineato la povertà dei capitoli sopraelencati – così come peraltro lamentato dai Dirigenti del Servizio -, e come l’Amministrazione abbia preferito lasciare invariata la spesa pubblica relativamente alle consulenze, agli incarichi, ai contributi  per le  solite associazioni sportive, ai rimborsi spese per telefonate, e chi più ne ha più ne metta.

Ma il CDR non demorde e continuerà la sua battaglia riproponendo, in fase di assestamento di Bilancio, la propria volontà politica con gli stessi emendamenti, auspicando che la maggioranza non si lasci sfuggire nuovamente l’occasione di intraprendere finalmente quel cammino di sviluppo e rinnovamento che Riposto, e i ripostesi, da due anni a questa parte reclamano a gran voce.

Il Capogruppo del CDR
Cons. Cerra Rosario.

Cosa accade alla politica ripostese?

 di Saro Cerra

Da un po’ di tempo, vuoi per l’incremento di social network sempre più alla portata di tutti, vuoi perché i blogger sono anch’essi rapiti da questi splendidi strumenti di ultima generazione, i blog – tra cui anche il mio – vengono un po’ trascurati.
Stamattina però un mio caro amico e “consigliere” di buona gestione politica, G.G., mi ha sollecitato nello scrivere un articolo che potesse spiegare in larghe linee quello che accade alla politica ripostese.
Accolto il suggerimento, provo a spiegare quanto segue.

A Riposto accade che la delusione ed il disarmo verso l’inerzia di una politica attiva ferma che poco, o nulla, di quanto promesso e sbandierato in campagna elettorale, ha fatto si che alcuni Consiglieri comunali di maggioranza - compreso il sottoscritto - prima invaghiti dalla possibilità di un reale rinnovamento e poi delusi dalla continuità di una parte politica atavica e non a passo coi tempi, coscienziosamente e con coraggio lasciassero il “carro dei vincitori” per approdare tra le fila dell’opposizione.
Poco male qualcuno potrebbe rispondere. Ma la delusione di cui parlavo prima lascia l’amaro in bocca soprattutto in coloro che credevano (e in cuor proprio ancora crede) che un rinnovamento e svecchiamento della politica ripostese potesse finalmente far breccia nel Palazzo di città.
Ma quando un rinnovamento può essere considerato tale? A mio modo di vedere forse quando si ha il coraggio delle proprie scelte, quando si ha la spregiudicatezza nell’affrontare i problemi con strumenti e idee all’avanguardia e forse anche quando si decide di camminare con i propri passi senza paura di inciampare o senza il timore degli spauracchi artatamente posti sul cammino. Ad ogni modo questo rinnovamento a Riposto, a distanza di due anni, pare non riesca a spiccare il volo e questa situazione bene non fa, tranne a chi sa gestire tutto e tutti governando la cosa pubblica come fosse una questione personale.  Ecco quindi che affiorano le necessità di colmare quei debiti prodotti in passato, ecco quindi la necessità di “salvare” i non eletti, ecco quindi la stasi in cui versa la comunità ripostese senza – come detto –  il rinnovamento tanto sperato e tanto creduto.
Il risultato che salta agli occhi di tutti è: servizi poco efficienti, pulizia nelle strade inesistente, invasione di rovi e sterpaglie dappertutto, servizio rifiuti porta a porta senza buste repellenti per gatti e cani e – poiché zucchero non guasta bevanda – discariche a cielo aperto con il sempre e perenne rischio di malattie infettive per i cittadini. Per non parlare delle scelte politiche prima fatte e poi rinnegate (vedi divieto alla vendita di prodotti alimentari per strada); regolamenti approvati e mai attuati (vedi regolamento che vieta il volantinaggio selvaggio); o ancora sprechi dei soldi pubblici per incarichi e consulenze.
Su quest’ultimo argomento la situazione è talmente anomala che persino i Revisori Contabili dell’Ente, allarmati da tale situazione, sono stati costretti a sottolinearne la gravità in una relazione nella quale si invita l’Amministrazione «a considerare non solamente l’eventuale”danno erariale” a fronte di un rapporto professionale non necessario, ma anche un possibile “danno da disservizio” conseguente a una cattiva organizzazione, con relativo danno all’immagine dell’ente».
Se vi state chiedendo come mai nonostante i tagli alla spesa previsti dalla finanziaria si continui a sperperare il danaro pubblico con incarichi ad personam piuttosto che risparmiare laddove sia possibile, non vi posso biasimare.  Seppure a malincuore, devo dire inoltre che a Riposto si gode di consulenti di quartiere (i famosi delegati di frazione retribuiti mensilmente 470 euro cadauno), abbiamo consulenti per il sito web (obsoleto) retribuiti a 500 euro mensili, abbiamo “progetti educativi” che costano ai cittadini 1.250 euro al mese, concediamo rimborsi spese per telefonate pari a euro 470 mensili, usufruiamo (!) di responsabili per la sicurezza con indennità superiore ai 25.000 euro annue (nemmeno Comuni con più abitanti pagano così tanto), elargiamo contributi ad associazioni sportive pari a 15.000 euro ad evento e paghiamo fitti passivi per immobili del tutto inagibili che costano svariati migliaia di euro al mese. E questo solo per citare alcuni casi.

Certo, inevitabilmente il pensiero corre ai precari, corre ai meno abbienti e corre a tutti quei ripostesi che sono costretti a convivere con ratti, insetti vari e con il pericolo di incendi sotto casa perché residenti a fianco, e di fronte, a questo scempio che, nonostante i vari solleciti, persiste da diversi mesi:

Via Libertà (CENTRO STORICO)Via Libertà (CENTRO STORICO)

Via Libertà (CENTRO STORICO)Via Libertà (CENTRO STORICO)

foto-1Via Libertà (CENTRO STORICO)

In questi giorni il Consiglio è chiamato ad approvare il Bilancio di previsione 2010.
Io con il mio gruppo, il CDR, presenterò degli emendamenti perché sono convinto che la migliore ricetta per far fronte ai tanti servizi di cui Riposto necessita, è senza ombra di dubbio la riduzione della spesa pubblica ed il contenimento, se non addirittura, l’annullamento di incarichi e consulenze.
 Bisogna cambiare direzione. Bisogna capire gli errori commessi e bisogna necessariamente ridare fiducia e speranza ai cittadini: questi sono gli unici presupposti se si vuole ritornare ad una cooperazione fattiva ed energica sia con me che con i componenti del CDR.

Saro Cerra

SICILIA, IL LESSICO DELLE BANALITA’

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicitá. Non puó pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del o7.03.2001. 

di Agostino Spataro

Lessico...Come previsto, il Lombardo-ter ha avuto vita breve e difficile. Si pensava che avrebbe passato l’estate, invece parrebbe di no. Tutte le forze che, in modo dichiarato o surrettizio, sostengono il governatore hanno posto il problema di un nuovo esecutivo.
La situazione è precipitata. Fra Roma e Palermo è ripreso un frenetico andirivieni di capi e capetti del PdL diviso, speranzosi o incolleriti, in pellegrinaggio dal gran Capo assoluto dal quale si fanno dipendere le sorti della Sicilia.
Il risultato di queste missioni (credo molto seccanti per Berlusconi) è davvero eclatante: dopo sei mesi di perfido silenzio e di attese snervanti, il Cavaliere, pregato da Micciché, si è degnato di telefonare al presidente della regione. Mai telefonata fu così preziosa e “gradita” come assicura il ricevente. Alla faccia dell’Autonomia speciale!
Che strana sorte quella dell’Autonomia: nel momento della sua massima esaltazione (a parole) subisce il massimo degrado della sua pratica politica.
Nei rapporti col governo centrale mai si era giunti a tanto. Anche per l’assegnazione dei fondi spettanti.

Dalla demagogia autonomistica alla questua 
Se è questo è il modello che si vorrebbe appioppare all’Isola, c’è da star freschi: dalla crisi si passerà alla questua, con la coppola in mano.
Spiace rilevarlo, ma così è e peggio sarà se dovesse continuare questa esperienza anomala e inconcludente.
A salvare la situazione non saranno, certo, le formulette enunciate in questi giorni che, a ben pensarci, denunciano il fallimento dei partiti che le invocano perché incapaci di assicurare alla Sicilia un governo politicamente responsabile e identificabile.
Questa non è politica, ma esattamente il suo contrario.
Tempi duri. Per sopravvivere è stato inventato un nuovo lessico delle banalità: dalle geometrie variabili al governo “con chi ci sta”, dalla giunta dei tecnici a quella dei competenti.
Di questo passo, dovremo anche aspettarci “governi a sorteggio” o fantasie similari.

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Il CDR si disimpegna dalla maggioranza

Intervento del cons. Saro Cerra, capogruppo del CDR (Centro Democratico Riformista) durante il Consiglio comunale del 27 maggio 2010.

Signor Sindaco, Signor Presidente, Signori Consiglieri,
oggi il Centro Democratico Riformista scegliendo, con amarezza, la via percorsa già in passato sia da singoli assessori che da partiti politici riconducibili nell’area di sinistra, non si allontana di molto dalle valutazioni fatte da chi in passato ci ha preceduto in queste scelte sofferte, comunque necessarie, per riaffermare con la dovuta coerenza i contenuti programmatici che abbiamo condiviso con i nostri elettori.
Il CDR, con questo documento, afferma la propria volontà di disimpegno dalla maggioranza, pur continuando a lavorare, nel suo piccolo, per la realizzazione dei  punti programmatici che erano stati alla base dell’accordo politico che aveva dato vita a questa Amministrazione.
Avevamo creduto e fatto nostro l’obiettivo del rinnovamento  politico, sue, signor Sindaco, le frasi che oggi più di ieri facciamo nostre: «un programma politico all’insegna di un rinnovamento generazionale di cui la politica ripostese dopo trent’anni ha estremamente bisogno».
I fatti, quelli con cui ci misuriamo ogni giorno, malcontento generale, degrado della politica, qualunquismo di maniera, che spingono i Ripostesi ad allontanarsi dalla politica,  ci conducono  a questa decisione, che se pur sofferta, vuol rappresentare un segno di discontinuità e di diversità da parte di chi alla politica si interessa davvero con passione.
Queste parole, signor Sindaco, provengono prima da quei candidati, poi da quei Consiglieri comunali ed infine dagli amici che hanno voluto, sostenuto e fortemente creduto nell’idea di un possibile rinnovamento politico.
Ci consenta, signor Sindaco, di dire che un rinnovamento generazionale si definisce tale quando si ha il coraggio delle proprie scelte, quando si ha l’audacia di camminare con i propri passi e quando si decide, parafrasando un consiglio più volte suggeritole, di “essere” e non di “apparire”.
In questi due anni di attività politica ci siamo battuti durante le innumerevoli ed estenuanti riunioni di maggioranza, gridando, contestando e chiedendo la dignità del riserbo per far fronte a tantissime esigenze dei cittadini.
Abbiamo con forza contrastato le scelte sconsiderate che “affliggono” le casse comunali e che aumentano la spesa pubblica, quali per esempio la facile nomina per alcune consulenze, i contributi onerosi per associazioni non assodate nel tempo o l’investitura, tanto criticata, dei delegati di frazione, lasciando in sordina la situazione in cui versa il nostro Comune, vedansi debiti fuori bilancio.
Ciononostante noi consiglieri, confluiti poi nel CDR, siamo stati sempre corretti e abbiamo subito in silenzio lo sfrontato giudizio di persone che sfacciatamente hanno offeso sia la nostra dignità politica che quella personale, mettendo a dura prova la nostra presenza nella maggioranza, tuttavia, per disciplina, abbiamo assunto sempre e coerentemente mantenuto e sostenuto questa  maggioranza all’interno del Consiglio comunale.
Sembra  appena il caso però, in questa occasione,  evidenziare l’inerzia di alcuni componenti della Giunta, i quali, forse per la frammentazione delle deleghe “sapientemente” orchestrata, o forse per mera inoperosità degli stessi, hanno mostrato inefficienza ed impreparazione con delibere illegittime, fortunatamente poi annullate.
Questo esecutivo, privo di un vicesindaco, e presumibilmente di incerta matrice di centrosinistra, (fotocopia della maggioranza a vostro dire), non è altro che il frutto di un progetto politico atto a tenere in piedi un unico e monocratico potere.
Questa giunta ha trascurato la politica “produttiva” e quella imprenditoriale delle società partecipate preferendo le effimere passeggiate in passerella, le sagre, le deserte fiere e i declamati successi partecipativi per di più su social network non istituzionali.
Tutto ahinoi anche a discapito di quelle società e cooperative sociali che ad oggi non hanno ricevuto i  compensi dovuti; a discapito di una Riposto svilita sotto il profilo culturale e turistico; a discapito di un porto turistico chiuso, inagibile e per cui si fa più concreta quella che era un’ipotesi: il porto non sarà mai dei Ripostesi.
Non ci riserbi, signor Sindaco alcun rancore personale perché lei, come noi, è parte integrante di un disegno politico subdolo e che proviene forse da lontano; un suggerimento: separi la politica dal fatto personale, perché in fondo il CDR non è stata è non è una contrapposizione alla sua persona.
Il CDR vuol fare politica, vuol liberarsi da tutoraggi d’altri tempi, ha diritto alla visibilità e alla affermazione della sua diversità; e contro ogni forma di pensiero unico afferma il diritto propositivo, partecipato supporto necessario per una interazione reale, fattiva con la politica di governo, perché ritiene che dall’onesto confronto di idee e progetti può venir fuori il rinnovamento promesso in campagna elettorale.
Abbiamo condiviso gli obbiettivi del suo programma politico e ne abbiamo sottoscritto le affermazioni programmatiche, oggi, purtroppo,  non possiamo esimerci dal denunziare la loro vuota esibizione, anche per quanto riguarda l’idea di politica portatrice di trasformazione e non mai bieco capitolino starnazzo.
Per quanto su esposto, per i metodi assunti nei nostri confronti e per contrastare questo improvvisato modo di fare politica, ribadiamo il nostro disimpegno da questa finta maggioranza di “centrosinistra”, svolgendo i compiti propri di una opposizione dura, seria e responsabile.

I consiglieri del CDR

Rosario Cerra, Biagio Daidone, Gianfranco Pappalardo Fiumara, Virgitto Antonino. 

L’uovo del serpente

 .

di Agostino Spataro

Sommario:
L’Europa in pieno subbuglio. Il liberismo è incapace di governare le economie e gli Stati. La destra estrema, xenofoba: il nuovo pericolo per l’Europa. In Italia, Berlusconi ha attutito le spinte più gravi? L’uovo di Bergman e il male del secolo. Sottrarre i giovani alle manovre della destra. Se la sinistra non vuole morire d’inedia. L’Italia si salva tutta intera.

L'uovo del serpente

L’Europa in pieno subbuglio
A poco più di vent’anni dal crollo del muro di Berlino, l’Europa sta vivendo la sua crisi più grave. Molteplici sono i fattori, interni ed esterni, che, nel tempo, l’hanno determinata.
Dopo il default greco e le avvisaglie che minacciano altri Paesi del sud, fra i quali l’Italia, l’Europa è in pieno subbuglio.
Inquietudini e paure si stanno impadronendo dello spirito pubblico; si temono fallimenti a catena, disordini sociali e instabilità dei governi dall’Atlantico agli Urali, dalla Finlandia alla Grecia.
Sul versante politico il dopo- Berlino ha provocato un forte ridimensionamento del ruolo e della forza della sinistra (comunista, socialista e socialdemocratica), mentre si stanno affermando  movimenti e partiti nazionalisti e neo fascisti anche come risposta alle “insicurezze”, vere e/o presunte, dei ceti più colpiti dalla crisi.
Sul terreno morale la crisi scuote le basi della cultura, dell’informazione e persino  della religione, soprattutto quelle della chiesa cattolica al centro di un ciclone che non accenna a placarsi.
Il neocapitalismo finanziario globalizzato, uscito vincitore unico dal lungo confronto, alla prova dei fatti, sta dimostrando di non essere all’altezza della situazione, anche se ha preteso e ottenuto l’asservimento ai suoi disegni della gran parte della classe politica e della stessa rappresentanza sociale.
Dal dopoguerra, mai si era verificata una condizione di predominio così incontrastato. Eppure, il risultato è lo sconquasso generale: dal disordine monetario e fiscale al mancato controllo della spesa pubblica, dalla corruzione dilagante alla crescita esponenziale della disoccupazione, alle nuove povertà.
E’ stata pianificata e attuata una destrutturazione degli assetti dei poteri, un’iniqua redistribuzione delle ricchezze nazionali (PIL) a tutto danno dei ceti produttivi medio – bassi; un colossale ri-equilibrio, in senso classista, a vantaggio dei ceti più ricchi.

Il liberismo è incapace di governare le economie e gli Stati
Insomma, alla sua prima uscita in pubblico, questo neo capitalismo, liberista solo a parole giacché i conti dei suoi disastri li continuano a pagare gli Stati e i cittadini (vedi crisi delle borse in Usa e, oggi, la crisi dell’euro in Europa), si sta dimostrando incapace di governare gli Stati e i processi da esso stesso generati.

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Contrada Gancia: Deserta anche la seconda «gara»

Contrada Gancia: Deserta anche la seconda «gara»
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da “La Sicilia” del 6 maggio 2010

Dopo la prima che si era svolta a metà marzo, è stata dichiarata deserta, nei giorni scorsi, anche la seconda gara di pubblico incanto per l’alienazione del terreno di proprietà comunale di contrada Gancia, ubicata tra le frazioni di Archi e Carruba. Il 28 aprile è stato il termine ultimo per partecipare al bando pubblico che prevedeva un importo a base d’asta di oltre dodici milioni di euro per la vendita del terreno in questione; terreno che si estende su una superficie di 103.545 metri quadrati, di cui 102.965 mq sono dichiarati edificabili. «Anche questa volta la gara – commenta il sindaco Carmelo Spitaleri – è andata deserta. Dopo una seria concertazione, posso annunciare che saranno vagliate diverse strade percorribili: dall’advisor finanziario al confronto con investitori istituzionali. Valuteremo quale possa essere la strada migliore da seguire per arrivare alla vendita del terreno di proprietà comunale di contrada Gancia». Dalla vendita del terremo in questione – che è stato confiscato dalla magistratura e assegnato al Comune marinaro negli anni 80 a seguito di speculazione edilizia – l’amministrazione del sindaco Spitaleri, come detto, intende ricavare dodici milioni di euro da destinare a un «piano di investimenti nell’interesse della comunità», puntando soprattutto su progetti occupazionali che servano a creare, in un momento di crisi come quello attuale, dei nuovi posti di lavoro. Secondo le indicazioni dello strumento urbanistico in atto nel Comune, nell’area di contrada Gancia possono essere edificati impianti produttivi di carattere turistico, con una bassissima densità territoriale e nessuna deroga al rispetto della fascia di 150 metri dalla battigia.

SALVO SESSA

Pongista ripostese conquista medaglia d’oro

da l’Ufficio Stampa del Comune di Riposto

COMUNICATO STAMPA

Comune di Riposto

Comune di Riposto

Il sindaco Carmelo Spitaleri si congratula con il pongista ripostese Gabriele Puglisi che ha conquistato la medaglia d’oro nel doppio maschile (categoria giovanissimi) ai recenti campionati italiani giovanili di tennistavolo di Terni.Carmelo Spitaleri: «Un risultato che rende orgogliosi gli sportivi ripostesi e che costituisce un esempio per i giovani che vogliono investire sullo sport. Con i sacrifici, la costanza e l’umiltà si raggiungono i risultati prefissati. Lo sport insegna la disciplina, la pazienza, la capacità di fare squadra e stimola all’impegno costante. Il tennistavolo è una realtà in crescita nella nostra comunità ripostese. Ci ha già dato ottimi risultati e continua a coinvolgere giovani di talento». Puglisi ha conquistato la medaglia d’oro nel doppio maschile in coppia con l’atleta palermitano Antonino Amato. Il risultato assume particolare rilievo se si tiene conto che la medaglia d’oro conquistata dalla giovanissima coppia è l’unica nel palmares della Sicilia, importante titolo  nella lunga storia del tennistavolo ripostese in ambito maschile. Turi La Rosa, vicepresidente della Asd “top ever green di Riposto”, nonché allenatore di Gabriele Puglisi ha dichiarato:  «questo è un risultato straordinario che giunge a conferma dell’ottimo lavoro svolto nel settore giovanile e che sicuramente costituirà stimolo  per i nostri atleti. Da segnalare anche la partecipazione di Carmelo Marco Di Bella, un altro atleta ripostese».

US
06.05.2010

Lombardo, recitazione della controversia siciliana

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 di Agostino Spataro
* pubblicato, con altro titolo, in “La Repubblica/Pa” del 14/4/2010

Agostino Spataro

Agostino Spataro

Tanto rumore per nulla. Si potrebbe dire.
Chi s’aspettava dal discorso del governatore Lombardo sconvolgenti rivelazioni di fatti di mafia e di nomi “di politici legati alla mafia e agli affari” è rimasto deluso.
In realtà, egli ha fatto meno nomi di quelli preannunciati in discorsi e interviste e tante, tantissime allusioni orientate in varie direzioni.
Una serie di messaggi criptati oscillanti fra la minaccia di scioglimento e gli ammiccamenti rassicuranti verso l’intera Assemblea. Se continua, e si rafforza, il governo, si potrà terminare la legislatura e anche chi scalpita per occupare il suo posto di presidente potrà sperare nella sua annunciata non ricandidatura per “affaticamento”.
La parola d’ordine, maturata nelle ultime ore, pare essere quella di rasserenare il clima politico dando appuntamento a tutti alla prossima tornata elettorale.
Lombardo è apparso conciliante anche verso Berlusconi e perfino verso taluni esponenti nazionali del PDL  (in Sicilia ex alleati, a Roma colleghi dello stesso governo) che hanno posizioni di rilievo nel governo e nelle istituzioni. A cominciare da Alfano fino a ieri bollato come un ministro di giustizia “non giusto”. Paradossalmente, l’unica colpevole dovrebbe essere la libera stampa che ha pubblicato brani delle intercettazioni riguardanti, fra gli altri, il governatore e trasmesse dai Ros dei carabinieri al vaglio della magistratura catanese. Insomma, sembra che i tanti inviti e consigli ad abbassare i toni, a non inasprire lo scontro, provenienti anche dai ranghi del Mpa, siano prevalsi sulle intenzioni più bellicose che avrebbero complicato, e di molto, il precario disequilibrio politico- parlamentare su cui si regge lo strano governo di Lombardo e soci.
Perciò è rimasto deluso chi s’aspettava che il governatore desse un nome e un cognome ai tanti identikit tracciati e agitati in questi mesi per indicare coloro che, agendo in combutta col malaffare, hanno affossato la regione e con essa ogni speranza di rinascita dei siciliani.
Invece, a parte certi tono allarmistici, abbiamo sentito soltanto i nomi di due politici: quelli del sen. Firrarello e dell’on. Torrisi del Pdl.

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Via alla presentazione delle istanze per partecipare ai cantieri di lavoro

Via alla presentazione delle istanze per partecipare ai cantieri di lavoro

Per partecipare ai cantieri di lavoro

La domanda dovrà essere presentata da tutti i disoccupati e inoccupati residenti nei Comuni della provincia di Catania presso il centro per l’impiego di Giarre. L’interessato dovrà presentarsi nei locali del centro per l’impiego in via Veneto 69 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e il mercoledì dalle 15 alle 17 con la documentazione necessaria per la compilazione e presentazione della domanda. La domanda sarà compilata dall’operatore di sportello. Il centro provvederà alla stampa della stessa che dovrà essere sottoscritta dall’interessato in duplice copia. Una copia dell’istanza sarà consegnata all’interessato con ricevuta.

Documenti da allegare:

  1. copia della dichiarazione di disponibilità già presentata al centro per l’impiego;
  2. autodichiarazione della situazione familiare;
  3. copia del documento di riconoscimento;
  4. certificazione per usufruire dell’eventuale riserva ai sensi dell’articolo 27, comma 4, LR n.27/91.

La selezione, riservata ai soggetti di età compresa tra i 18 anni compiuti e i 65 anni non compiuti e che abbiamo rilasciano la dichiarazione di disponibilità al centro per l’impiego competente del territorio, ai sensi del DLGS 181 / 2001, avverrà nel rispetto dei seguenti criteri in ordine di priorità:

  • residenza, alla data di pubblicazione dell’avviso nel Comune dove si svolgono i lavori e in subordine, residenza nell’ambito del C.P.I. che comprende il Comune;
  • minore numero di mesi lavorativi (in qualunque comparto, compresi cantieri di lavoro e cantieri di servizi) nei 12 mesi che precedono la pubblicazione dell’avviso (29 marzo 2010);
  • maggiore carico di famiglia;
  • maggiore età.

Restano confermate le disposizioni relative alle riserve da accordare ai sensi dell’articolo 27, comma 4, LR n. 27/91. La graduatoria di avviamento redatta secondo i criteri stabiliti dalla CRI nella seduta del 9 febbraio 2010, avrà validità per tutto il corrente anno. Per la valutazione degli elementi di punteggio si terrà conto della situazione esistente alla data del 29 marzo 2010. il punteggio è immutabile per tutto il periodo di validità della graduatoria, fatta eccezione per il caricalo familiare che dovrà essere confermato al momento dell’avviamento con apposita autocertificazione rilasciata ai sensi del D.P.R. 445/2000. Sono considerati a carico i figli, nonché (solo se conviventi) i coniugi, genitori, generi e nuore, i suoceri, gli adottanti, i fratelli che nell’anno 2009 abbiamo avuto un reddito non superiore ad euro 2840,51.

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