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Uno «sgambatoio» verde per cani

da La Sicilia del 23.09.2011 

RIPOSTO. Una porzione del parco di Quartirello concessa al comitato cittadino «Dog Run». 

Sgambatoio

Uno spazio verde dedicato agli “amici a quattro zampe”. Si tratta dello sgambatoio per cani che è stato allestito nel parco sito tra le vie Galeano, Caragliano e Donato. Una porzione del parco (circa 900 mq) è stata, infatti, concessa dall’Amministrazione comunale al comitato cittadino “Dog Run” per realizzare il primo sgambatoio cinofilo. Lo sgambatoio, costruito in legno, è un recinto dove i cani possono giocare liberi e “socializzare” tra di loro. Il comitato “Dog Run” – che si avvale della collaborazione dell’educatore cinofilo Giuseppe Di Stefano – è stato fondato da Danilo Borruso (presidente), Melania Caponnetto (vice presidente), Gino Gruppillo, Giovanna Spina, Sergio Prima e Saro Cerra. «Ho portato avanti con fermezza le richieste del “Dog Run” – ha commentato il consigliere comunale Saro Cerra – perché è assolutamente indispensabile che un cane possa ogni giorno muoversi e giocare libero dal guinzaglio. Questa opportunità non solo sviluppa e mantiene una corretta modalità di approccio sociale del cane, ma è riuscita a formare un centro di aggregazione per i cittadini di Riposto». «L’apertura dello sgambatoio nel parco di Quartirello – ha osservato l’assessore alle Politiche animaliste, Domenico Di Martino – vuole essere l’ennesimo segnale della sensibilità dell’amministrazione comunale nei confronti delle tematiche animaliste. Siamo sicuri che lo spazio, peraltro previsto dal regolamento comunale per la tutela degli animali, soddisferà le esigenze di molti cittadini e dei loro amici a quattro zampe».

SALVO SESSA

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Acqua: «Il Cga revoca appalto a Sie ora serve gesione pubblica»

«Dopo mesi di denunce al prefetto, volantinaggi e conferenze stampa da parte del ‘Forum catanese per l’acqua pubblica’, finalmente l’Ato idrico, con deliberazione n. 8 del 22 novembre scorso, ha riconosciuto il valore della sentenza del Cga n. 589/2006 e ha revocato l’appalto per la gestione del servizio idrico alla Sie spa, annullando la privatizzazione dell’acqua che, del tutto illegttimamente, era stata avviata nel 2005» dice il presidente del Forum catanese per l’acqua pubblica, Marcello Failla, che nelle prossime settimane avvierà «una campagna provinciale perchè l’Ato decida per una gstione pubblica del servizio idrico integrato, attraverso un ente di diritto pubblico e consortile, che veda protagonisti i comuni che tanti investimenti hanno destinato alle reti e ai pozzi, per una gestione partecipata e aperta ai consumatori, affinchè si consideri l’acqua bene comune e diritto inalienabile e si bandisca ogni nefasta logica del profitto». Intanto la prossima primavera l’elettorato italiano sarà chiamato ad esprimersi sui referendum contro la privatizzazione dell’acqua. La Corte costituzionale infatti ha dichiarato ammissibili due dei tre quesiti referendari. Nel periodo tra aprile e giugno si voterà quindi per cancellare l’art. 23 bis dela legge 133/2008, con il quale il governo Berlusconi obbliga gli Ato ad appaltare la gestione del servizio idrico ad aziende private o miste, nonché l’art. 154, comma 1. del D.lgs. n. 152/2006, che prevede il computo dell’utile d’impresa pari al 7% nella formazione della tariffa per il servizio ldrico.

 da “La Sicilia” del 16.01.2011

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LA SERVITU’ VOLONTARIA

di Agostino Spataro

Berlusconi e la Sicilia: un rapporto molto speciale
Il caso e le circostanze hanno voluto che i festini di Berlusconi avessero un risvolto siciliano.
Non quello che il premier vorrebbe spiegare con la sua strampalata teoria secondo cui sarebbe tutta colpa di una perfida vendetta della mafia che gli invierebbe prostitute a ripetizione per comprometterlo.
Una misera frottola dentro un mare di guai, un’aggravante per lui giacché non si capisce come mai- pur nutrendo siffatto sospetto- le ha accolte, a braccia aperte, nelle sue dimore, nelle sue alcove.
Semmai, la connessione siciliana può essere colta nel fatto, meramente casuale, che Ruby, la scandalosa minorenne marocchina, venga da Letojanni, e soprattutto dai contenuti dei verbali della procura palermitana contenenti le dichiarazioni dell’escort, Nadia, che sostiene di avere avuto “incontri” non proprio protocollari col capo del governo della settima potenza industriale del Pianeta.
Vicende squallide, da maneggiare con cura poiché stanno sviando l’attenzione dalle vere difficoltà di Berlusconi provocate dalla crisi politica e del suo sistema di potere.
Crisi che si manifesta, in termini più laceranti, anche in Sicilia ossia una regione fondamentale con la quale il Cavaliere ha intessuto un rapporto molto speciale, elettorale e non solo.
Un rapporto a senso unico si potrebbe dire. Nel senso che Berlusconi, come politico-imprenditore, ha preso molto dai siciliani e restituito poco come capo di governo, anche sul terreno delle legittime aspettative. Il discorso, ovviamente, vale per l’intero Mezzogiorno.
Sicilia, PdL allo sbando
Oggi, però, la contraddizione è esplosa e rischia di travolgere l’idilliaco rapporto con la Sicilia che ha avuto un ruolo-chiave nella sorprendente ascesa, imprenditoriale e politica, del Cavaliere.
Sarà una coincidenza, ma da quando a Roma il tempo per Berlusconi è cambiato, a Palermo il PDL è deflagrato: spaccato in tre tronconi, l’uno contro l’altro armato, e, beffa delle beffe, estromesso dal governo regionale di cui si riteneva azionista almeno al 51%.
I berluscones vivono in un clima pesante, di nervosa attesa. Molti temono il crollo prossimo venturo. E così è iniziata la corsa ai rifugi. “Forza del sud” è nata anche come una sorta di centro d’accoglienza per profughi sbandati.
Si teme- com’è probabile- che dalla Sicilia, fino ad oggi grande serbatoio di voti, possa venire una spinta così poderosa e disgregatrice da assestare un colpo durissimo al PDL e al suo leader. D’altra parte, non sarebbe questa la prima volta in cui il macchinoso laboratorio- Sicilia contribuisca a promuovere e poi a distruggere un’illustre carriera politica.
Anzi, è un dato ricorrente che evoca la celebre frase di Wolfgang Goethe: “ Senza la Sicilia, il quadro dell’Italia dentro di noi avrebbe una grave lacuna, qui è la chiave di tutto”.
Profezia o logico dispiegamento di una storia dove l’intrigo prevale su rare ed eroiche virtù?
Agli storici la risposta. Noi torniamo all’amara attualità, quella degli scandali che condiscono la crisi politica, economica e morale del paese.
Il berlusconismo rapante e il perduto senso dell’onore
Molti si chiedono: come mai, nonostante la gravità dei fatti, i clamori mediatici, non è scattata la molla di una sana indignazione popolare?
Ovviamente, l’interrogativo vale per l’Italia intera, ma noi ci soffermiamo sulla realtà isolana che meglio conosciamo e più ci interessa.
Giacché, spiace rilevare come anche sopra la nostra cattolicissima, e onoratissima, Sicilia (quanti delitti si sono consumati in nome di un malinteso e univoco senso dell’onore!) aleggiano sentimenti ambigui a riguardo, oscillanti fra una scarsa indignazione in pubblico e una certa compiacenza in privato.
Insomma, al fondo del barile c’è un humus culturale e morale davvero scadente, substrato del berlusconismo rampante e nazional-popolare, che consente al Cavaliere di potersi permettere comportamenti così disdicevoli, confidando nella fedeltà “stoica” del ceto politico e di ampi settori dell’elettorato del centro-destra.
Mai nell’Italia repubblicana si era visto un comportamento così zelante, subalterno, al limite servile.
Si va oltre l’obbedienza debita, di circostanza e si sconfina in una forma di “servilismo volontario ” ossia una categoria dello spirito pubblico molto presente nelle società antiche. 
“Non basta abbattere il tiranno senza liquidare la tirannia”
Il fenomeno doveva essere importante che ha interessato diversi filosofi e saggisti.
Fra cui, sicuramente Etienne de la Boetie che nel 1548 scrive un pamphlet “Discurso sobre la servidumbre voluntaria” (ho trovato l’edizione spagnola a B. Aires) pubblicato, postumo, nel 1571, dal suo grande amico ed estimatore Michel de Montaigne.
Ne riporto solo qualche brano.
“ E’ un fatto sorprendente e frequente vedere milioni di uomini asserviti…non per costrizione di forza maggiore ma perché  affascinati e quasi stregati dal solo nome di uno di fronte al quale non dovrebbero temerne la forza…”
Ovviamente, la gran parte di questi soggetti cerca una personale convenienza e per questo sono disposti anche a sacrificare la loro dignità e libertà.
Cita l’esempio dell’eccezionale aumento del potere decretato dal Senato (romano) in favore di Giulio Cesare “ a ben vedere non certo per riorganizzare la giustizia ma per dare nuovi punti di appoggio alla tirannia”. Insomma, quello della “riforma” della giustizia è stato sempre un pallino per i gli autocrati di ogni risma e colore.
Il servilismo volontario o meno doveva essere un fenomeno ben vasto e radicato che per estirparlo“non basta abbattere il tiranno senza liquidare la tirannia”.
A conferma, l’autore cita il caso della congiura ordita contro Nerone dai suoi fedelissimi, fra i quali il prefetto Tigellino che alcune fonti indicano come originario di Agrigento.
Che coincidenza! Un siciliano potente che aiutò il tiranno a “suicidarsi”, ma non riuscì ad ascendere al trono. Nerone fu abbattuto, ma il popolo romano “ne rimase talmente dispiaciuto che fu sul punto di portarne il lutto”.
Altri tempi, certo. Tuttavia, in queste vecchie storie si coglie una tentazione autoritaria sempre latente che potrebbe riproporsi anche nel tempo presente, in Italia e altrove. 
Perciò, ora che, dopo l’impennata dell’on. Fini, le dimissioni di Berlusconi sono balzate al primo posto dell’agenda politica, è utile sulla raccomandazione di De la Boetie, per evitare una soluzione di palazzo, verticistica e di facciata ossia il rischio di sostituire Berlusconi senza liquidare il berlusconismo. Anche se bisogna necessariamente partire dalle sue dimissioni.
8 novembre 2010

Agostino Spataro

 

ex-consigliere comunale “Mio Povero Riposto !”

di Santo Palmiro Grasso

Come ho pre-annunciato, ho saputo leggere bene nel futuro, finalmente un Assessore è stato iscritto nel Registro degl’indagati !
Ma nonostante, la Megalomania prevale, che sarà la sua totale distruzione.
Come nella foto, Dio dice, e ciascuno prende la sua pena, pentitevi e sarete con me. Ma sicuramente la Megalomania è cosi Grossa e ormai fuori controllo, che pensa di essere al di sopra della Giustizia terrena e celeste, ma mi sembra che in questi tempi e quet’inverno porta Molto-Molto Mal Tempo per qualche Assessore Megalomane, anche dai suoi stessi Amici/??? alleati.
Spero, solamente che il Sindaco non si lascia coinvolgere “ANCORA” piu di tanto, di questi atti di megalomania, perchè potrebbero coinvolgere anche lui, un assessore è un delegato del sindaco, “Quindi stiamo attenti” il lupo è dietro l’angolo, e l’angelo non sarà sempre e/o piu lì per salvare le situazioni. La “Legge è Uguale per Tutti” e Non ammette ingnoranza.
A Riposto sembra che si comincia forse a respirare aria fresa.
Ma come dico sempre, se qualcuno da fastidio quello che dico, perchè non mi denuncia, così posso liberarmi di tante cose!
Adesso??? Attendiamo i tempi della Giustizia, e chi sa quale cose veranno fuori, una cosa è sicura, Io e altri non possiamo nascondere nulla alla giustizia.
Importante che la nostra memoria venga stimolata…….
Ah…. Mio Povero Riposto, e presto forse potrà diventare la Mia Povera Riposto, almeno con persone corrette, affidabili, ecc… e non Megalomane Assessore che viene lasciato a Padroneggiare a destra e sinistra, minacciando anche dei Funzionari ? Ma nessuno ha il corraggio di dire.
Caro Saro, provengo da una nazione di VERA – Democrazia e Libertà, dove si va anche a morire con corraggio e coscienza per difendere la propria nazione, bandiera e libertà, e non avendo nulla da nascondere, nessun scheletro nell’armadio, mi posso permettere di andare fin in fondo, alcune Megalomanie non possono essere perdonate.
Il Megalomane lo faccia a casa sua, e non giocando con gli strumenti di una pubblica amministrazione, che significa il pane dei cittadini.
Come ho detto e ripeto, attendo con ansia che qualcuno interessato mi denuncia, cosi finalmente arriviamo al “Show Down” .
Io non mi nascondo dietro “Avatar”, Nick Name, o altro” mi chiamo Santo P. Grasso che quasi tutti conoscono per vari motivi, in particolare il settore del volontariato della protezione civile, la associazione che il sindaco ha deciso di mettere in ginocchio economicamente e di conseguenza strutturalmente, ben dopo circa 15 anni di servizi, compreso quasi tutte le emergenze territoriale e quella di “Saraievo”.
Chi sà perchè, forse qualche assessore megalomane avveva anche una associazione di protezione civile, (che non ha MAI fatto un servizio gratis e/o d’emergenza, solamente ha sempre partecipato a gare di appalto.
Caro Saro, chi sa in quale comune succedono tutte queste cose vergognose, sicuramente i volontari ormai stanchi di barzalette, si farano sentire loro direttamente.
VERGOGNIA a un Sindaco che si comporta in questo modo, nessun altro Sindaco in tutta Italia si è mai comportato cosi, VERGOGNIA…………….
Ho tanto ma tanto da dire, lasciamo il giusto tempo alle cose, una alla volta…….. le parole sono finite ora i Fatti !

Santo Palmiro Grasso

Il solleone di via P. Santi Mattarella

di Saro Cerra 

Potrei usare sinonimi come Ennesimo, Altro, Ulteriore, Ancora, ma non basterebbero per definire tutti gli incidenti che avvengono in via Piersanti Mattarella a Riposto.
Quello che è successo ieri non è altro il quadro che il sottoscritto da DUE anni dipinge a chi ha il dovere, e il potere, per fare qualcosa.
Per dovere di cronaca, seppur a malincuore, devo rendere noto che ben TRE incidenti hanno caratterizzato la giornata del 15 agosto in via Piersanti Mattarella. Un incidente alle ore 12.00 circa, uno alle ore 14.00 circa e ancora un altro alle ore 19.00 circa.
La gravità di ogni singolo incidente è chiara, lampante e di facile intuizione guardando solo le fotografie. 

Pur non essendo affetto da nessuna sindrome di Cassandra, da tempo ho sempre denunciato la pericolosità dei due incroci di via Piersanti Mattarella, provando e riprovando a far ragionare in merito l’Amministrazione, a invitarla a verificarne la veridicità delle mie preoccupazioni, a far osservare che, a seguito del senso unico instituito in via M. Carbonaro, l’affluenza delle autovetture in transito negli incroci aumenta così come la percentuale di probabilità di incidenti. 

Incidente delle ore 12Incidente delle ore 12Incidente delle ore 14Incidente delle ore 14Incidente delle ore 19 

Incidente delle ore 19  

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Ma la storia la conoscete e sapete bene che le rotatorie non sono PRIORITARIE (!!!). 

(vedi articolo

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Mi chiedo: come mai il circolo del PD di Riposto, tanto indaffarato in questi giorni nella distribuzione di volantini a difesa (e per mascherare) l’inoperosità di qualcuno, non si sia mai preoccupato di questo annoso problema? è a conoscenza che una rotatoria oggi poteva essere già realizzata (e quindi eludere i tanti incidenti) grazie ai soldi a scomputo provenienti dagli oneri di urbanizzazione di un realizzando edificio?

CDR, emendamenti al bilancio 2010

di Saro Cerra

Ieri sera il travagliato e tanto sofferto Bilancio di previsione 2010, è stato votato in Consiglio comunale.

Il gruppo consiliare del CDR (Centro Democratico Riformista), considerando che la migliore soluzione per far fronte ai tanti servizi di cui la comunità di Riposto necessita è la riduzione della spesa pubblica, ha ritenuto opportuno presentare degli emendamenti allo strumento finanziario.

Gli emendamenti prevedevano lo spostamento di risorse al fine di aumentare i capitoli relativi

  • all’assistenza domiciliare anziani e famiglie bisognose;
  • al ricovero dei minori;
  • alla manutenzione delle strade;
  • alla manutenzione ordinaria del servizio necroscopico e cimiteriale;
  • alla pulizia delle opere di urbanizzazione;
  • alla manutenzione delle ville, parchi e giardini;
  • ai giochi ludici per i bambini;
  • all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Seppur questi emendamenti validi e assolutamente condivisibili, la maggioranza (PD Gruppo di Centro Sinistra), e qualche consigliere di opposizione (!), ha preferito NON VOTARLI.

Il caso più emblematico su cui invito i lettori a riflettere, è stato quello relativo all’emendamento n. 7. Prot. N. 373, nel quale il CDR aveva previsto l’eliminazione della spesa relativa ai delegati di frazione (euro 12.000) per rimpinguare l’intervento ricovero minori in forte carenza finanziaria. A causa del voto contrario all’emendamento, alcuni bambini non potranno usufruire di tale servizio.

Nella presentazione degli emendamenti il CDR ha sottolineato la povertà dei capitoli sopraelencati – così come peraltro lamentato dai Dirigenti del Servizio -, e come l’Amministrazione abbia preferito lasciare invariata la spesa pubblica relativamente alle consulenze, agli incarichi, ai contributi  per le  solite associazioni sportive, ai rimborsi spese per telefonate, e chi più ne ha più ne metta.

Ma il CDR non demorde e continuerà la sua battaglia riproponendo, in fase di assestamento di Bilancio, la propria volontà politica con gli stessi emendamenti, auspicando che la maggioranza non si lasci sfuggire nuovamente l’occasione di intraprendere finalmente quel cammino di sviluppo e rinnovamento che Riposto, e i ripostesi, da due anni a questa parte reclamano a gran voce.

Il Capogruppo del CDR
Cons. Cerra Rosario.

Cosa accade alla politica ripostese?

 di Saro Cerra

Da un po’ di tempo, vuoi per l’incremento di social network sempre più alla portata di tutti, vuoi perché i blogger sono anch’essi rapiti da questi splendidi strumenti di ultima generazione, i blog – tra cui anche il mio – vengono un po’ trascurati.
Stamattina però un mio caro amico e “consigliere” di buona gestione politica, G.G., mi ha sollecitato nello scrivere un articolo che potesse spiegare in larghe linee quello che accade alla politica ripostese.
Accolto il suggerimento, provo a spiegare quanto segue.

A Riposto accade che la delusione ed il disarmo verso l’inerzia di una politica attiva ferma che poco, o nulla, di quanto promesso e sbandierato in campagna elettorale, ha fatto si che alcuni Consiglieri comunali di maggioranza - compreso il sottoscritto - prima invaghiti dalla possibilità di un reale rinnovamento e poi delusi dalla continuità di una parte politica atavica e non a passo coi tempi, coscienziosamente e con coraggio lasciassero il “carro dei vincitori” per approdare tra le fila dell’opposizione.
Poco male qualcuno potrebbe rispondere. Ma la delusione di cui parlavo prima lascia l’amaro in bocca soprattutto in coloro che credevano (e in cuor proprio ancora crede) che un rinnovamento e svecchiamento della politica ripostese potesse finalmente far breccia nel Palazzo di città.
Ma quando un rinnovamento può essere considerato tale? A mio modo di vedere forse quando si ha il coraggio delle proprie scelte, quando si ha la spregiudicatezza nell’affrontare i problemi con strumenti e idee all’avanguardia e forse anche quando si decide di camminare con i propri passi senza paura di inciampare o senza il timore degli spauracchi artatamente posti sul cammino. Ad ogni modo questo rinnovamento a Riposto, a distanza di due anni, pare non riesca a spiccare il volo e questa situazione bene non fa, tranne a chi sa gestire tutto e tutti governando la cosa pubblica come fosse una questione personale.  Ecco quindi che affiorano le necessità di colmare quei debiti prodotti in passato, ecco quindi la necessità di “salvare” i non eletti, ecco quindi la stasi in cui versa la comunità ripostese senza – come detto –  il rinnovamento tanto sperato e tanto creduto.
Il risultato che salta agli occhi di tutti è: servizi poco efficienti, pulizia nelle strade inesistente, invasione di rovi e sterpaglie dappertutto, servizio rifiuti porta a porta senza buste repellenti per gatti e cani e – poiché zucchero non guasta bevanda – discariche a cielo aperto con il sempre e perenne rischio di malattie infettive per i cittadini. Per non parlare delle scelte politiche prima fatte e poi rinnegate (vedi divieto alla vendita di prodotti alimentari per strada); regolamenti approvati e mai attuati (vedi regolamento che vieta il volantinaggio selvaggio); o ancora sprechi dei soldi pubblici per incarichi e consulenze.
Su quest’ultimo argomento la situazione è talmente anomala che persino i Revisori Contabili dell’Ente, allarmati da tale situazione, sono stati costretti a sottolinearne la gravità in una relazione nella quale si invita l’Amministrazione «a considerare non solamente l’eventuale”danno erariale” a fronte di un rapporto professionale non necessario, ma anche un possibile “danno da disservizio” conseguente a una cattiva organizzazione, con relativo danno all’immagine dell’ente».
Se vi state chiedendo come mai nonostante i tagli alla spesa previsti dalla finanziaria si continui a sperperare il danaro pubblico con incarichi ad personam piuttosto che risparmiare laddove sia possibile, non vi posso biasimare.  Seppure a malincuore, devo dire inoltre che a Riposto si gode di consulenti di quartiere (i famosi delegati di frazione retribuiti mensilmente 470 euro cadauno), abbiamo consulenti per il sito web (obsoleto) retribuiti a 500 euro mensili, abbiamo “progetti educativi” che costano ai cittadini 1.250 euro al mese, concediamo rimborsi spese per telefonate pari a euro 470 mensili, usufruiamo (!) di responsabili per la sicurezza con indennità superiore ai 25.000 euro annue (nemmeno Comuni con più abitanti pagano così tanto), elargiamo contributi ad associazioni sportive pari a 15.000 euro ad evento e paghiamo fitti passivi per immobili del tutto inagibili che costano svariati migliaia di euro al mese. E questo solo per citare alcuni casi.

Certo, inevitabilmente il pensiero corre ai precari, corre ai meno abbienti e corre a tutti quei ripostesi che sono costretti a convivere con ratti, insetti vari e con il pericolo di incendi sotto casa perché residenti a fianco, e di fronte, a questo scempio che, nonostante i vari solleciti, persiste da diversi mesi:

Via Libertà (CENTRO STORICO)Via Libertà (CENTRO STORICO)

Via Libertà (CENTRO STORICO)Via Libertà (CENTRO STORICO)

foto-1Via Libertà (CENTRO STORICO)

In questi giorni il Consiglio è chiamato ad approvare il Bilancio di previsione 2010.
Io con il mio gruppo, il CDR, presenterò degli emendamenti perché sono convinto che la migliore ricetta per far fronte ai tanti servizi di cui Riposto necessita, è senza ombra di dubbio la riduzione della spesa pubblica ed il contenimento, se non addirittura, l’annullamento di incarichi e consulenze.
 Bisogna cambiare direzione. Bisogna capire gli errori commessi e bisogna necessariamente ridare fiducia e speranza ai cittadini: questi sono gli unici presupposti se si vuole ritornare ad una cooperazione fattiva ed energica sia con me che con i componenti del CDR.

Saro Cerra

SICILIA, IL LESSICO DELLE BANALITA’

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicitá. Non puó pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del o7.03.2001. 

di Agostino Spataro

Lessico...Come previsto, il Lombardo-ter ha avuto vita breve e difficile. Si pensava che avrebbe passato l’estate, invece parrebbe di no. Tutte le forze che, in modo dichiarato o surrettizio, sostengono il governatore hanno posto il problema di un nuovo esecutivo.
La situazione è precipitata. Fra Roma e Palermo è ripreso un frenetico andirivieni di capi e capetti del PdL diviso, speranzosi o incolleriti, in pellegrinaggio dal gran Capo assoluto dal quale si fanno dipendere le sorti della Sicilia.
Il risultato di queste missioni (credo molto seccanti per Berlusconi) è davvero eclatante: dopo sei mesi di perfido silenzio e di attese snervanti, il Cavaliere, pregato da Micciché, si è degnato di telefonare al presidente della regione. Mai telefonata fu così preziosa e “gradita” come assicura il ricevente. Alla faccia dell’Autonomia speciale!
Che strana sorte quella dell’Autonomia: nel momento della sua massima esaltazione (a parole) subisce il massimo degrado della sua pratica politica.
Nei rapporti col governo centrale mai si era giunti a tanto. Anche per l’assegnazione dei fondi spettanti.

Dalla demagogia autonomistica alla questua 
Se è questo è il modello che si vorrebbe appioppare all’Isola, c’è da star freschi: dalla crisi si passerà alla questua, con la coppola in mano.
Spiace rilevarlo, ma così è e peggio sarà se dovesse continuare questa esperienza anomala e inconcludente.
A salvare la situazione non saranno, certo, le formulette enunciate in questi giorni che, a ben pensarci, denunciano il fallimento dei partiti che le invocano perché incapaci di assicurare alla Sicilia un governo politicamente responsabile e identificabile.
Questa non è politica, ma esattamente il suo contrario.
Tempi duri. Per sopravvivere è stato inventato un nuovo lessico delle banalità: dalle geometrie variabili al governo “con chi ci sta”, dalla giunta dei tecnici a quella dei competenti.
Di questo passo, dovremo anche aspettarci “governi a sorteggio” o fantasie similari.

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Il CDR si disimpegna dalla maggioranza

Intervento del cons. Saro Cerra, capogruppo del CDR (Centro Democratico Riformista) durante il Consiglio comunale del 27 maggio 2010.

Signor Sindaco, Signor Presidente, Signori Consiglieri,
oggi il Centro Democratico Riformista scegliendo, con amarezza, la via percorsa già in passato sia da singoli assessori che da partiti politici riconducibili nell’area di sinistra, non si allontana di molto dalle valutazioni fatte da chi in passato ci ha preceduto in queste scelte sofferte, comunque necessarie, per riaffermare con la dovuta coerenza i contenuti programmatici che abbiamo condiviso con i nostri elettori.
Il CDR, con questo documento, afferma la propria volontà di disimpegno dalla maggioranza, pur continuando a lavorare, nel suo piccolo, per la realizzazione dei  punti programmatici che erano stati alla base dell’accordo politico che aveva dato vita a questa Amministrazione.
Avevamo creduto e fatto nostro l’obiettivo del rinnovamento  politico, sue, signor Sindaco, le frasi che oggi più di ieri facciamo nostre: «un programma politico all’insegna di un rinnovamento generazionale di cui la politica ripostese dopo trent’anni ha estremamente bisogno».
I fatti, quelli con cui ci misuriamo ogni giorno, malcontento generale, degrado della politica, qualunquismo di maniera, che spingono i Ripostesi ad allontanarsi dalla politica,  ci conducono  a questa decisione, che se pur sofferta, vuol rappresentare un segno di discontinuità e di diversità da parte di chi alla politica si interessa davvero con passione.
Queste parole, signor Sindaco, provengono prima da quei candidati, poi da quei Consiglieri comunali ed infine dagli amici che hanno voluto, sostenuto e fortemente creduto nell’idea di un possibile rinnovamento politico.
Ci consenta, signor Sindaco, di dire che un rinnovamento generazionale si definisce tale quando si ha il coraggio delle proprie scelte, quando si ha l’audacia di camminare con i propri passi e quando si decide, parafrasando un consiglio più volte suggeritole, di “essere” e non di “apparire”.
In questi due anni di attività politica ci siamo battuti durante le innumerevoli ed estenuanti riunioni di maggioranza, gridando, contestando e chiedendo la dignità del riserbo per far fronte a tantissime esigenze dei cittadini.
Abbiamo con forza contrastato le scelte sconsiderate che “affliggono” le casse comunali e che aumentano la spesa pubblica, quali per esempio la facile nomina per alcune consulenze, i contributi onerosi per associazioni non assodate nel tempo o l’investitura, tanto criticata, dei delegati di frazione, lasciando in sordina la situazione in cui versa il nostro Comune, vedansi debiti fuori bilancio.
Ciononostante noi consiglieri, confluiti poi nel CDR, siamo stati sempre corretti e abbiamo subito in silenzio lo sfrontato giudizio di persone che sfacciatamente hanno offeso sia la nostra dignità politica che quella personale, mettendo a dura prova la nostra presenza nella maggioranza, tuttavia, per disciplina, abbiamo assunto sempre e coerentemente mantenuto e sostenuto questa  maggioranza all’interno del Consiglio comunale.
Sembra  appena il caso però, in questa occasione,  evidenziare l’inerzia di alcuni componenti della Giunta, i quali, forse per la frammentazione delle deleghe “sapientemente” orchestrata, o forse per mera inoperosità degli stessi, hanno mostrato inefficienza ed impreparazione con delibere illegittime, fortunatamente poi annullate.
Questo esecutivo, privo di un vicesindaco, e presumibilmente di incerta matrice di centrosinistra, (fotocopia della maggioranza a vostro dire), non è altro che il frutto di un progetto politico atto a tenere in piedi un unico e monocratico potere.
Questa giunta ha trascurato la politica “produttiva” e quella imprenditoriale delle società partecipate preferendo le effimere passeggiate in passerella, le sagre, le deserte fiere e i declamati successi partecipativi per di più su social network non istituzionali.
Tutto ahinoi anche a discapito di quelle società e cooperative sociali che ad oggi non hanno ricevuto i  compensi dovuti; a discapito di una Riposto svilita sotto il profilo culturale e turistico; a discapito di un porto turistico chiuso, inagibile e per cui si fa più concreta quella che era un’ipotesi: il porto non sarà mai dei Ripostesi.
Non ci riserbi, signor Sindaco alcun rancore personale perché lei, come noi, è parte integrante di un disegno politico subdolo e che proviene forse da lontano; un suggerimento: separi la politica dal fatto personale, perché in fondo il CDR non è stata è non è una contrapposizione alla sua persona.
Il CDR vuol fare politica, vuol liberarsi da tutoraggi d’altri tempi, ha diritto alla visibilità e alla affermazione della sua diversità; e contro ogni forma di pensiero unico afferma il diritto propositivo, partecipato supporto necessario per una interazione reale, fattiva con la politica di governo, perché ritiene che dall’onesto confronto di idee e progetti può venir fuori il rinnovamento promesso in campagna elettorale.
Abbiamo condiviso gli obbiettivi del suo programma politico e ne abbiamo sottoscritto le affermazioni programmatiche, oggi, purtroppo,  non possiamo esimerci dal denunziare la loro vuota esibizione, anche per quanto riguarda l’idea di politica portatrice di trasformazione e non mai bieco capitolino starnazzo.
Per quanto su esposto, per i metodi assunti nei nostri confronti e per contrastare questo improvvisato modo di fare politica, ribadiamo il nostro disimpegno da questa finta maggioranza di “centrosinistra”, svolgendo i compiti propri di una opposizione dura, seria e responsabile.

I consiglieri del CDR

Rosario Cerra, Biagio Daidone, Gianfranco Pappalardo Fiumara, Virgitto Antonino. 

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