di Fabio P.
Si erano fermati. Tutto, nella già ferita piazza San Pietro, sembrava fosse congelato. Rimanevano solo le anime in ferro delle 10 orribili stufe ancora da installare, quando un giorno, come dite? non sono stufe? avete ragione, sono lampioni, se così si possono definire. Dicevo? a si ricordo, quando un giorno, ieri, 04/09/2008, le orribili stufe,pardon,lampioni continuavano ad essere installate!
Sembrerebbe un racconto ed invece è la triste realtà.
Il MAESTRO cantava:
Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos’è il pudore, si credono potenti e gli va bene quello che fanno; e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
Riposto è davvero devastata dal dolore per lo sfregio subito e perpretato dalla VECCHIA AMMINISTRAZIONE ai danni dei tanti, tantissimi cittadini a cui non piace questo scempio.

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Spazio Pubblico
Caro Fabio,
il tuo messaggio non ammette repliche!!
dato che la gente come te è buona solo a criticare il lavoro altrui..lavoro che per altro mancava a una città splendida come la nostra..città che potrebbe fare del turismo la sua fortuna e invece a causa dell’ignoranza delle persone rischia di rimanere attaccata all’antico.
Questi pali, che il tuo spiccato senso di ironia ti fa chiamare stufe, sono uno dei tanti sintomi di cambiamento che la città sta avendo..si perchè la modernità anche quando accostata all’antico deve essere motivo di sviluppo e non di vergogna..ti ricordo infine che in tutte le mete turistiche più apprezzate a livello mondiale nessuno si scandalizza per cose del genere,anzi..
non so che età tu abbia ma mi rattrista sentir fare questi discorsi anche a alcuni giovani..
saluti
Mi piacerebbe sentire sull’argomento anche i progettisti, dando loro la possibilità di difendere il proprio operato. A me non sembrano tanto brutti i lampioni; sempre molto meglio di quelle fetenzie che ci sono attualmente.
Piuttosto, come mi ha fatto notare il mio amico Salvo Zappalà, è facile inciampare nella scivola di fronte all’ingresso del municipio. Ho constatato direttamente sabato scorso che la gente non se ne accorge e “ntruppica”.
Ciao ciao
Isidoro
mi chiedo caro Fabio P, dove stazionavi tu che ora piangente e gemente in questa valle di lacrime citi il maestro ed una delle sue più belle canzoni, quando la VECCHIA AMMINISTRAZIONE ( e fai bene ad usare le maiuscole…)sottoponeva alla città i progetti di restyling del centro storico, chiedendo a tutti quanti fossero interessati consiglio, giudizio e critica???
Dov’era il maleassortito stuolo di prefiche che con ipocrita indignazione adesso si strappa le vesti di fronte allo “scempio” di Piazza San Pietro quando era il momento di intervenire, discutere e se necessario combattere?
E mi chiedo ancora cosa si è posato sui tuoi occhi negli ultimi trent’anni, da impedirti di cogliere il dolore della piazza che adesso tu piangi, nel vedersi deturpata da quegli orribili trespoli (pardon lampioni…)degni della più squallida piazzuola di sosta della più anonima delle autostrade del mondo???
E dov’erano i tuoi colleghi firmatari di petizioni ieri, due mesi fa, tre anni addietro, lo scorso secolo…quando passando dalla povera nostra piazza San Pietro incassavano con nonchalance l’impatto mostruoso che il palazzo del BdS ha ogni giorno da quasi 50 anni con il sistema architettonico del salotto cittadino?
forse non vedevate la ferita, forse tu Fabio P. non sentivi il grido di dolore della piazza colpita a morte e il rantolo nelle tombe dei grandi architetti del passato oltraggiati nel loro sonno eterno da cotanto misfatto?
Eppure per me è difficile pensare che i ripostesi che oggi firmano e si indignano…sono gli stessi che ieri nn vedevano, non soffrivano, non salivano sulle barricate facendo la questua di improbabili autografi da parte dei concittadini per altrettanto improbabili battaglie.
Io in piazza San Pietro ci sono letteralmente nato. Sul quel porfido ho imparato la vita, ho assaporato le gioie più grandi e incassato le sconfitte più amare. Io in piazza San Pietro, nchianu per dirla alla ripostese, continuo a viverci e nelle sera d’estate mi si può trovare seduto sui gradini di una chiesa (tanto scomodare ancora il maestro…)e allora in confidenza posso dire che a me la piazza così come sta trasformandosi non dispiace affatto, nè trovo il suo futuro assetto talmente orribile da scatenare sommosse popolari. Il mondo si evolve, l’architettura è una scienza viva, in continuo divenire, si adatta ai tempi e cambia sempre pelle. L’idea di coniugare la tradizione alla modernità mi sembra geniale: il nuovo che incontra il vecchio e dall’abbraccio scaturisce solo per occhi superficiali il contrasto stridente. Chi sa guardare alle cose senza preconcetti scorgerà sintesi, armonia, sobrietà…di certo valori ben superiori alle posticce imitazioni di epoche passate che invece i rivoltosi suggeriscono a gran voce. A me i 12 lampioni che adorneranno la mia piazza piacciono, quando saranno tutti realizzati conferiranno solennità all’insieme…12 sentinelle di pietra e luce che ci introducono al cuore pulsante della nostra tradizione.
Per quanto sopra esposto non firmerò petizioni, non mi sentirò oltraggiato e non mi sento per niente un buffone per aver giudicato, a suo tempo, positivamente il progetto. Anzi sono riconoscente a chi con coraggio e audacia ha prospettato un volto nuovo per il nostro paese, contribuendo con il suo osare a smuovere le acque spesso stagnanti di questa città.
Sono un ripostese…in piazza San Pietro…nchianu… ci sono nato e in Piazza San Pietro ci passo la vita.tutti i giorni, da 37 anni e non solo nelle feste comandate…
E’ inevitabile dopo tutto questo suo solenne romanzo aver capito che i lampioni le piacciano signor dattilo, bastava però anche qualche parola pomposa in meno e magari meno a sproposito…se li goda i lampioni, da ora in poi pùo tranquillamente farlo,si sieda magari su una di quelle deliziose ed azzeccate panchine e si perda nella loro ammirazione per magari altri 37 anni ancora…E complimenti per aver a suo tempo appoggiato il progetto… Ah e poi volevo dire al signor Ettore che mi dispiace che si rattristi tanto per noi poveri antichi ignoranti….su che la vita è bella ma di certo non posso dire altrettanto di quella cozzaglia di lampioni….
Dovrei sentirmi umiliato? forse dovrei vergognarmi? forse dovrei rimanere in silenzio senza dire quello che penso? magari potrei farlo, ma prima vorrei rispondere a voi illustri sapienti di vita intramontabile.
Mi domandi caro dottolo, dov’ero quando veniva sottoposto alla città i progetti di restiling del centro storico? non ero presente, così come non ero presente durante l’esecuzione di tutti gli altri progetti realizzati dal comune e resi eseguibili (oggi realizzati) e mai presentati preventivamente ai proprietari della città, noi ripostesi.Però la mia, non è un’ipocrita indignazione, ma una critica condivisa da tante persone.Offendere me è come offendere tanti ripostesi e anche a nome loro ti ringrazio.Visto che come dici stai sempre nchianu,perchè non fai una cosa davvero interessante? chiedi alle persone,a chi passeggia a chi va a comprare il pesce e a chi semplicemente osserva questi lampioni, cosa ne pensa e chiedi sopratutto la fatidica domanda:ma ti piace? fino a quando uno stolto, ipocrita e inutilmente critico come dice il buon amico Ettore, come me esternalizza il proprio pensiero,sicuramente può essere attaccato facilmente,ma quando uno,due,dieci,cento ripostesi dicono all’unisono che questi lampioni non piacciono, forse qualcosa che non va di sicuro c’è.
Dattilo sarà bravo a romanzare per benino ciò che scrive,ma di una cosa pecca anzi di 2 e cioè di presunzione e di amore per l’arte io parlo della bella arte…E poi con questa storia che sei nato ndo chianu…beh allora?La tua opinione con questo,secondo te,ha più valore di quella di uno che magari è nato o scariceddu? Anch’io ci sono nata ndo chianu e per questo dovrei farmeli piacere questi lampioni?…che per te saranno sentinelle di pietra e luce,ma che per me sono una vera schifezza,il termine forse non è poetico come quelli che usi tu, ma di certo più appropriato.Non sei il solo ad esserci nato ndo chianu…c’è gente che ci è nata molto prima di te e di me e che ora passando per la loro piazza quasi non riesce più ad alzare lo sguardo in alto tanto è amareggiata. Abbi almeno rispetto per loro,la stessa cosa dico ad Ettore …ed aggiungo che non saranno di sicuro certe “meraviglie” ad incrementare il turismo a Riposto( i turisti soprattutto stranieri non gradiscono certi obbrobri) e poi non so in quali paesi tu sia stato ,ma in quelli dove sono stata io i centri storici si possono veramente considerare tali cosa di cui,ora come ora,non posso dire certamente per il nostro. Mari
A me non è stato mai chiesto niente,ne avevo mai avuto la sensazione che si stava per “violentare” la piazza S.Pietro.Mi dispiace rendermi conto di non avere quel senso artistico che parecchia gente illustre dell’amministrazione ha,si vede che è gente colta che frequenta il Museo del Louvre,e che si è inspirato forse alla piramide di vetro,oppure al Museo d’Orsay,Victoria and Albert Museum etc etc.
Gente con una raffinatezza che il mio essere ripostese nn riesce a cogliere.
Certa gente prima di partorire disastri artistici come questo dovrebbe scendere fra la gente “ripostese” e quindi grezza e “zaurda” come me e farsi un mea culpa dello scempio della piazza.
Che senso hanno 12 pali nella piazza?sembrano steli per metterci su le statue dei 12 apostoli.
Pilastri fatti in economicita’,si vede subito che è stata usata la piu’ scarsa pietra lavica possibile,poi cosa centrano con il centro storico?La prossima volta che dovro’ ristrutturare casa me ne infischiero’ di tutti quei vincoli che abbiamo vivendo nel centro storico,ci piazzero’ della belle porte di alluminio in primis dato che i privati sono strozzati da un’infinita’ di restrizioni.
Sappia che quest’estate diversa gente che è tornata a Riposto dal nord per le ferie è rabbrividita al vedere lo scempio del centro storico,mentre il resto della gente si è fatta 2 risate.
Vorrei sapere a quanta gente piace sta piazza.
Poi è bello scaricare le colpe sulla vecchia amministrazione,quella nuova se ne è fregata,ha continuato per un bel po’ a fare usare la piazza come posteggio,infatti ci sono in varie parti della piazza buchi e mancano parecchie mattonelline.Tutto cio’ perche’ i nostri cari concittatdini non possono fare 2 passi a piedi e devono posteggiare se è possibile dentro il negozio dove devono andare.
saluti
Estetica, si chiama, la disciplina filosofica, del bello. Bello oggettivo e soggettivo, certo è che ognuno di noi ha la propria opinione di bello e bellezza che coincide poi con il gusto. Una cosa può piacere oppure no. Ed ognuno nella vita sceglie rispettando il proprio gusto. Per quanto riguarda le opere pubbliche, in genere, il gusto di molti deve essere rispettato nella scelta degli arredi urbani, nell’architettura delle nuove opere e via dicendo. Ci sono poi bellezze definite universali, come le opere d’arte: Piazza San Pietro di Roma, piazza S.MARCO a Venezia,per fare due esempi, dove ogni cosa è stata studiata in funzione del suo insieme. Pensiamo per un attimo se l’illuminazione che sta per essere installata nel Duomo ripostese, fosse stata scelta per quello di Venezia, di Roma o Milano, non avrebbe cambiato del tutto quell’insieme che prima le rendeva uniche e diverse, e secondo voi non ci sarebbe stata una rivolta popolare? E come non ammettere che
tale insieme nel Duomo ripostese è stato stravolto dall’istallazione di questa nuova illuminazione? L’unione di moderno e antico va bene certo, va di moda nelle pagine dei giornali e nelle vetrine dei negozi di arredo, ma in un Duomo come quello ripostese non sarebbe stato meglio scegliere degli arredi urbani molto più semplici ma coerenti con il suo stile, che avrebbero realizzato un insieme più armonico e meno pesante di quello che purtroppo è adesso? Infine voglio aggiungere che le polemiche sono sterili adesso, è vero che ci sono delle riunioni pubbliche ma è anche vero che vengono disertate da tutti,poco pubblicizzate, e che in passato non ci andavano nemmeno molti consiglieri ed amministratori. Ricordo ancora come un assessore si vantava del fatto che non andava in consiglio da mesi e che non conosceva l’evolversi di numerose situazioni ecc. ecc. Infine sarebbe interessante capire e conoscere il criterio che è stato seguito per la scelta di questi arredi urbani, se per fare un esempio poco tempo fa notando l’assenza di cestini per i rifiuti, su tutta la lunghezza del Corso Italia, sia a Giarre che a Riposto, mi è stata data la risposta che i brik comuni ed cestini non potevano essere installati perchè non conformi allo stile architettonico del corso.
e ciliegina sulla torta………,i più non sanno che il progetto prevede altri 30 di questi scempi sul nostro corso!!Poveri noi.Vorrei far notare che alcuni anni fa è stata ristrutturata la piazza di Giarre,a parer mio con del criterio,non avrà forse incrementato il turismo proiettando il paese in chissà quale futuro ma di sicuro non è stato stravolto il centro storico,ma si sa a noi ripostesi piace farci notare!ricordo a tal proposito delle coccarde enormi rosse che vennero apposte sul corso come addobbo natalizio ma che per nostra fortuna vennero rimosse nottetempo prima che i ripostesi si svegliassero e credessero di essere stati proiettati in RUSSIA!
SALUTI
!
Stento a credere a quello che ho appena letto,altri 30 di quei lampioni nel corso Italia? Altro che ciliegina sulla torta, Primiziae, questa è un ulteriore mazzata per noi ripostesi(tranne di certo per l’Illustrissimo e sommo poeta Dattilo e compagnia “bella”…) è proprio vero quel proverbio che dice “al peggio non c’è mai fine”…
Ciao ragazzetti.
Io non intervengo in merito anche perchè la mia posizione la conoscete già, però (c’è sempre un però) vi invito ad un linguaggio meno offensivo (da ambo i lati). Nessuno è un IGNORANTE o un IPOCRITA sol perchè esprime una propria valutazione, e tanto meno nessuno può o deve permettersi di dire che un articolo non merita repliche (tra l’altro replicando contestualmente). Il blog è stato creato per dare spazio a tutti e a tutti è riconosciuto il diritto di esprimere il proprio pensiero. Finisco solo dicendo che la nuova amministrazione, caro andrea, c’entra davvero poco e concludo rendendo noto che il nostro amico Carmelo Spitaleri non si è fermato un solo giorno dopo la sua elezione a primo cittadino, sobbarcandosi di innumerevoli problemi che, piano piano, sta cercando di risolvere….purtroppo in eredità ha trovato tante beghe, ma aimè, nessuna bacchetta magica.
Scusate l’intrusione e…a voi la parola cari Ripostesi.
Tra l’altro, caro Saro, questi toni mi sembrano veramente offensivi per i progettisti cui andrebbe riconosciuto il diritto di difendere il proprio operato e di spiegare i perché e i percome del loro lavoro che, personalmente, a me non sembra così orripilante.
Male che vada questa storia avrà reso ancora più urgente l’esigenza, per la gente comune, di partecipare alle pubbliche decisione e di controllare l’operato degli amministratori. Un piccolo “abbruttimento” resterebbe nella piazza principale del paese a ricordarci che non dobbiamo lamentarci di quello che fanno gli amministratori se abbiamo passato lunghi anni della nostra vita a badare ai nostri fatti, pensando a non inimicarci questo o quello e votando in base ai rapporti personali e non in base al merito, alle competenze e al disinteresse dimostrato dal candidato di turno.
Alla fine questo dividersi in tifoserie faziose risulta tardivo e sterile.
Lo stesso citato MAESTRO mi sembra chiuso nel suo eremo di Milo a guardare il mondo dall’alto in basso. Noi qui invece, sudando e sporcandoci le mani, cerchiamo di fare del nostro meglio…
Un saluto a tutti
I.
Buongiorno a tutti, sono daccordo con il consigliere Saro Cerra,
non occorre punzecchiarsi per esprimere le proprie opinioni.
Se Amiamo Riposto, dal profondo del cuore, sappiamo anche che le potenzialità per un importante miglioramento sociale ed economico c’è, si percepisce nell’aria che qualcosa sta cambiando in positivo e quindi bisogna UNIRSI e lavorare INSIEME per riuscire a raggiungere gli obbiettivi. E’ giusto lo scambio di opinioni, come accade anche in un piccolo nucleo familiare, ma che sia moderato, costruttivo e allora servirà a tenere unita la ” Famiglia “.
Avete notato che in meno di tre anni sono comparsi nuovi esercizi commerciali; Articoli da pesca , ristoranti , gelaterie ,bar e molti bed & breakfast. Questo è un segno chiarissimo di ottimismo di chi investe su riposto, e gente che crede in quello che fa.
Chiudo con un messaggio ad Isidoro Bonaventura. Noi della skaramakai siamo andati a casa di Franco Battiato, abbiamo mostrato un importante progetto per Riposto e chiesto la sua collaborazione, lui non ha esitato, ci ha risposto di si. Presto inviteremo tutti voi a conoscere questa bellissima iniziativa che vede coinvolti; bambini, anziani ,diversamente abili e tutti noi.
ciao
Francesco Belli
p.s. Grazie Saro per questo spazio.
Naturalmente mi riferivo più ai versi della canzone di Franco Battiato che a lui come persona. Soprattutto mi sembrava esagerata la citazione riferita ai lampioni di Riposto, che al massimo sono brutti. Con la disonestà dilagante, con gli interessi privati che si mischiano ad ogni piè sospinto con quelli pubblici, con gli imbrogli, le omissioni e le esagerazioni dell’informazione giornalistica, con un’economia drogata a tutti i livelli da debiti crescenti e sempre meno sostenibili, prendersela così tanto per dei lampioni mi sembra eccessivo.
Ciao e a presto
P.S. Ovviamente ricordo a tutti che esiste anche questo blog http://idee-e-fatti.blogspot.com/ dove sarei felice di pubblicare qualsiasi intervento che riguardi i problemi, le idee e le proposte che riguardino la nostra zona.
Ciao a tutti
carissimo Isidoro Bonaventura oltre all’economia ad essere drogata, mi sembra che ci siano anche tantissime altre cose e persone ad esserlo!
Ma chi se la sta prendendo con quei poveri lampioni?essi sono bellissimi,di pietra lavica ben fatti e torniati per bene da maestri dell’arte nostrana. Quello che noi comuni cittadini,sordi alle innovazioni terribili,abbiamo voluto fare è solo esternalizzare la nostra opinione che non è tecnica ma esclusivamente visiva: a me non piacciono nel contesto,il municipio e la chiesa vengono secondo me messi in secondo piano,danno un senso di disordine e non c’entrano nulla con l’architettura esistente. Per essere chiari i lampioni non “c’entrano” nulla,non sono nel nostro mirino anzi mi preoccupo un pò per loro e per quei FANALI con cui li hanno dotati che saranno presto presi di mira da vandali che li danneggeranno.Ma tanto che importa?ne rompono uno? e poi il comune li ricompra. Ne rompono due? e poi il comune li ricompra. Ne rompono tre? e POI IL COMUNE LI RICOMPRA!
Noi ripostesi siamo lieti di spendere soldi nostri per le stufe,pardon,per i lampioni a noi tutti cari.
Caro Amico Fabio, sui lampioni, dal punto di vista estetico, veramente non so che dire. E comunque ormai ci sono tante cose per cui indignarsi che cerco di riservare la mia indignazione per le cose più importanti, quelle che non si vedono magari o che non saltano subito all’occhio come i lampioni di Piazza San Pietro. Non vorrei però che tu avessi scambiato le mie osservazioni per una mancanza di rispetto nei tuoi confronti e di tutti quelli che avete esternato la vostra opinione in proposito.
Come spero anche che, al di là della tua ironia, posso aspettarmi il medesimo rispetto per le mie posizioni e di tutti quelli che non la pensano come te.
Un caro saluto
Isidoro
In realtà sempbrano antenne paraboliche ..
potevano installare sky per tutto il paese. NO!!