di Roberto
Qual’è l’importanza di scrivere regolarmente in questo fantastico blog messo a disposizione da una persona adeguata, messa al posto giusto nel momento giusto?
La domanda non è retorica. Prima di tutto, inizio con lo sfidarvi a lasciare un commento con il vostro punto di vista relativamente alle questioni inerenti il nostro Comune, lasciando i vostri suggerimenti per poter migliorare, abbellire, perfezionare, criticare etc. etc. tutto cio che ha a che fare col Comune di Riposto.
Cosa che già fate, ma io sono convinto che se tutti noi frequentatori di questo blog, iniziassimo materialmente a dare l’esempio per migliorare le cose, magari col passaparola, infatti, a tal proposito Vi ricordo che il passaparole è la migliore pubblicità. Vi faccio un esempio prendendo spunto sulla raccolta differenziata dei rifiuti:
La raccolta differenziata richiede una buona collaborazione tra i cittadini e gli enti che la realizzano.
Infatti, se ognuno di noi cominciasse nel suo piccolo ad impegnarsi nella differenziata, convincendo anche il vicino di casa e poi l’amico e poi l’amico dell’amico e cosi via, si potrebbe raggiungere una certa eccellenza, con tornaconti economici per tutti ma sopratutto cominceremmo a porre le basi per un futuro migliore per i nostri figli(vi assicuro che non è poco). E’ anche vero che finora gli enti pubblici non hanno lanciato campagne informative adeguate ad informare correttamente i cittadini. A tal proposito vi invito di visionare il sito dell’ente che si occupa della raccolta dei rifiuti differenziati nel nostro Comune che è: (www.atoct1joniambiente.it).
Qui potrete trovare notizie utili.
Il mio obbiettivo in questo campo è quello di superare come raccolta differenziata il quantitativo prodotto dalla vicina comunità di Giarre anche se sono molti più abitanti, potremmo dargli uno smacco non da poco e se ci riusciamo potremmo diventare l’esempio per tutta la provincia di Catania.
Ne approfitto per salutarVi e dirvi grazie per il solo fatto di aver letto questo articolo.
P.S.:SONO SICURO CHE CRESCEREMO COME COMUNITA’ PERCHE’ LO VOGLIAMO.

Giarre Riposto Blog
Salviamo l'Ospedale di Giarre
Spazio Pubblico
Ciao Roberto…così come ti dicevo in garage questa mattina, dobbiamo far intendere ai cittadini che la politica può cambiare. Anche un blog può servire a questo…grazie per l’articolo.
Cari lettori di questo Blog…. oggi Vi voglio tediare con questa curiosità, chiedendovi nel contempo cosa ne pensate?
“AVERE UNA CASA E POTERNE GODERE ALTRE 100!
Molte persone possiedono una sola abitazione (per fortuna che c’è) eppure vorrebbero averne una a Madrid, un’altra a Londra, Parigi, Roma, San Francisco, Sydney e, sognando e risognando un’altra a Venezia, new York etc. etc..
Come fare?
Per esempio ci si può iscrivere a dei siti internet come ad esempio http://www.ScambioCasa.com (alcuni con una piccola quota di abbonamento) e scambiare la propria casa per il periodo di vacanza o addirittura più lungo.
Come funziona?
Bisogna inserire delle foto della propria casa od anche dei dintorni, delle informazioni su di se e quali destinazioni si intendono visitare. Il “listing” verrà visitato, qualcuno vi contatterà con una email e se vi garba concorderete il periodo e tutto il resto. Un altro aspetto molto interessante è che ci si conosce con persone di tutto il mondo (la conoscenza dell’inglese aiuta), facendo intanto pubblicità alla nostra terra, contribuendo a far giungere persone che per forza di cose dovranno spendere nel nostro territorio, con tutto ciò che ne consegue. Un proverbio dice: “Il tuo miglior amico è l’estraneo che non hai ancora conosciuto”. Naturalmente bisogna fidarsi quando si lascia casa propria in mani sconosciute, ma lo stesso dovrà fare chi la lascia a noi. Lo spirito che anima le persone che soggiornano in casa altrui è quello di rispettare ogni cosa, proprio come si vuole che venga rispettato ciò che ci appartiene, e soprattutto quello di visitare un paese straniero senza la freddezza e le cose in serie offerte da un Hotel. In tal modo ci si potrà addentrare un po di più nella realtà del luogo visitato, lo si vedrà un po più da vicino. Infatti, si andrà a fare la spesa come i residenti, si comunica con i vicini di casa (di solito questi sono coloro che in questi tipi di scambi, detengono le chiavi lasciate dai proprietari).
Posto qui quello che avevo tentato di mettere come post autonomo e che poi ho pubblicato anche sul mio blog, perché voglio proprio sapere come la pensa Saro su questo argomento.
“Devo dire che oggi ho aperto il giornale per guardare la cronaca locale molto tardi, dopo pranzo e dopo essermi soffermato a parlare, con un’amica, della situazione di grave disagio che vivono gli insegnanti precari, di fatto, licenziati dalla Gelmini e dai tagli alla scuola. Lei mi dice: “non pensano mai a ridursi i loro di stipendi!”. E io dico: “è vero, ma si tratta di un problema complessivo di costi della politica che, in Italia, ammontano a cifre esorbitanti: pensa alle indennità di tutti i consiglieri comunali, provinciali, regionali, ai dirigenti di società di Stato “abbiati” là per meriti politici e così via…” Insomma io e la mia amica ci troviamo d’accordo su questa cosa su cui, peraltro, si trovano d’accordo tutti ma per la quale nessuno prende provvedimenti incisivi.
Poi torno a casa, pranzo, apro “La Sicilia” e vado alla pagina dell’informazione locale. E che ti scopro? Ti scopro che i consiglieri comunali di Riposto hanno avuto la brillante idea di aumentarsi le indennità a mille euro mensili lorde, per di più quasi all’unanimità, perché quando si tratta di danari ci si trova quasi tutti d’accordo, quando invece, in campagna elettorale, ci si è sbranati e si è detto peste e corna gli uni degli altri.
Poi magari si criticano i parlamentari nazionali, i deputati regionali, i dipendenti pubblici e quant’altro. Ma quando si passa dalle parole ai fatti è questo l’esempio che si da, per di più in un momento tanto difficile per tanta gente. Mi dispiace non essere gentile e diplomatico: vi giuro che non è per i soldi che fuggono via dalle tasche di tutti, che magari il comune non ha che ho questo senso di nausea, ma perché penso che alcuni continuano a ballare e festeggiare mentre il Titanic affonda…”
Caro consigliere ti lancio un’idea appena letta sul quotidiano “la Sicilia”,e vorrei sapere cosa ne pensi e se è possibile secondo te creare qualche cosa del genere presso la nostra comunità:
Si tratta del G.A.S.(gruppo di acquisto solidale) nato a Catania dall’idea di un gruppo di persone, politicamente impegnate, di realizzare un’associazione culturale solidamente operativa sul territorio di Catania e provincia che preveda il perseguimento di una serie di obbiettivi, di seguito elencati:
Rilanciare, senza nessun isterico e/o patetico campanilismo autonomistico, la coltivazione e la produzione di beni di ambito locale, mediante l’acquisto di prodotti della terra direttamente dai produttori;
Riprendere la sana abitudine di consumare prevalentemente prodotti stagionali;
Abbattere la filiera della distribuzione e commercializzazione dei prodotti della terra, che costituisce fonte di molteplici rendite parassitarie e determina, allo stesso tempo, un aumento rilevantissimo dei prezzi al consumo;
Lanciare l’idea che un gruppo di cittadini, che condivide ideali e progetti, può organizzarsi per realizzare forme di acquisto consapevole, informato e solidale
L’Associazione è aperta a tutti coloro i quali condividono queste idee e progetti.
Esiste un sito del gas Catanese che è:
http://www.tapallara.it
Ciao Roberto,
qualcosa del genere tempo addietro, è stata discussa da me e dal consigliere Bergancini.
L’iniziativa è lodevole, ma bisognerebbe attenzionarne un pò la metodologia.
Adesso spulcio per benino il sito che hai linkato e mi riprometto di valutare le reali possibilità realizzative, magari in appoggio a questa associazione.
Ottima dritta. Grazie.
Anch’io ho letto l’articolo e visitato il sito che cita Roberto. Ho trovato i prezzi uguali ed alcuni anche più cari del prezzo di mercato. Non sono giustificabili nemmeno se sono prodotti biologici.
Le stesse iniziative sono da un paio di anni in funzione al settendrione, ma a differenza di questo i prezzi sono decurtati da circa la metà, grazie proprio ai costi mancanti di intermediazione, stoccaggio, scarti, tasse, personale, pubblicità ecc..
Anche se il prodotto è biologico, deve essere decurtato delle citate superiore spese in quanto non sostenute dal produttore e quindi non deve specularci come i mediatori.
Rimango comunque favorevole all’iniziativa ( ma non fesso) in quanto ritengo sensato consumare prodotti locali, di stagione, freschi e controllati dalle strutture sanitarie italiane.