di (senza nome)
Ho riconosciuto su PrimaTV, Carmelo Caragliano e Francesca Le Mura promotori di una raccolta firme per l’attuazione di una più consona illuminazione della Piazza San Pietro.
Chiedo a chiunque – tra i promotori – legge su questo social-blog, di dare comunicazione su come mettersi in contatto con loro, per sostenerne “la causa”.
Approfitto dell’occasione per fare qualche osservazione e dare dei suggerimenti sempre se graditi. Noto in questi giorni il proliferare di ulteriori installazioni di colonne, parabole, luci, fari e faretti tutt’intorno alla piazza. Mi domando: ma quanti ne hanno richiesti? e fin dove si spingeranno? Capisco solo ora di questi lavori dilazionati e cioè far ingoiare – pardon – assuefare i ripostesi a questa nuova forma di “arte illuminata”. D’altronde se l’appalto, come si sente dire è di 2 milioni di euro hanno voglia di quanti “palaccioni e faretti” possono mettere. Suggerisco all’ amministrazione di lasciare un bel po’ di questi euro di riserva, per il consumo Enel dei quasi 100 faretti installati e per la sostituzione quando inizieranno a fulminarsi per esaurimento o perché vandalizzati; allora si che la piazza e dintorni sarà veramente illuminata. A proposito, oltre all’ufficio tecnico ed al satrapo chi ha avallato politicamente “il progetto”?, visto che a suo tempo la cittadinanza non “ha voluto partecipare” alla sua presentazione!!.
Come si sente dire un pò da tutti, il problema non sono i “palaccioni” che sono effettivamente particolari e perché no, anche bellini, il problema è che fanno risaltare l’architettura moderna dei palazzi Bonaccorso-Banco di Sicilia e non più lo stile della Chiesa, del municipio e degli altri palazzi. Suggerisco pertanto il cambio nome in “Piazza Banco di Sicilia SpA”, oppure se dei “palaccioni” si vuole risaltare la forma “a cannolu” si potrebbe mettere il nome “Piazza Spina Polisano” e che “San Pitruzzu” non me ne voglia.
Qualora invece questa nuova amministrazione vorrebbe riparare alla cosa, suggerisco varie soluzioni:
- lasciare le 12 colonne, togliere le parabole e sommontarle con una trabeazione come in foto (a) allegata, impiantando qualche semplice faro per la Chiesa e la Piazza;
- oppure, lasciare le 12 colonne, togliere le parabole e “raccamarle” ad arte come foto (b);
- oppure, lasciare le 12 colonne, togliere le parabole e sommontarle da leggere ma resistenti cupole semisferiche in vetro-plastica, in modo da rendere la piazza una grande galleria – tipo I Portali – e fruibile anche con tempo avverso;
- infine la più semplice: mettere in vendita su Ebay i “palaccioni” e col ricavato acquistare 4 semplici lampioni in stile epoca ‘900 ed aggiungere se ne fosse necessario fari per illuminare zone carenti. Tutto questo è fattibile se fatto all’insaputa del satrapo e dell’ufficio tecnico.
Per tutte le sopra esposte idee, rinuncio pubblicamente sin d’ora ai diritti d’autore e dell’ingegno.

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mi permetto, rispettosamente di dire una sola cosa…..esagerato
Caro “senza nome”, lamentarsi è la cosa più semplice di questo mondo. Credo che la tua opinione su piazza S. Pietro è opinabile in quanto dipende dal punto di vista che ognuno di noi ha. Comunque ,la tua critica è sicuramente costruttiva, anche se il mio pensiero mi dice è che è meglio non lamentarsi delle cose visibili, e che danno lustro alla nostra comunità (un esempio sono stati i romani, che son diventati un grande popolo perchè pensavano ed agivano in grande), ma impariamo a lamentarci dei fatti nascosti non tangibili, contorti e aggrovigliati.
E io credo che il tuo commento,Roberto,sia superfluo….ognuno è libero di lamentarsi di quello che vuole visibile o non visibile…o di non lamentarsi affatto…e non credo esista una scuola che insegni a sapersi lamentare di una cosa piuttosto che di un’altra dato che,come dici tu,bisogna “imparare a lamentarsi etc”….
Niamh, naturalmente sono punti di vista prettamente personali.