di Roberto
Innanzitutto chiedo scusa a Saro per il fatto di approfittare di questo blog per scrivere cose magari un pò fuori tema ma non per questo meno interessanti.
Questo è un articolo di controinformazione storica, che non si trova di solito sui libri di scuola.
L’annesione della Sicilia al Regno d’Italia fu sancita dal plebiscito del 21 ottobre 1861. Dopo l’unificazione, l’Isola dovette affrontare problemi come quello di non essere più una regione indipendente, ma annessa ad uno stato di cui facevano parte aree geografiche molto diverse, sia dal punto di vista economico, sia giuridico che culturale. Inizialmente, l’arrivo di Garibaldi suscitò entusiasmo e molte positive speranze per un futuro migliore. Poichè, particolarmente acuti erano i problemi della tassa sul macinato e delle terre demaniali. Il sig. Garibaldi con un decreto promulgato ad Alcamo aboliva tale tassa e successivamente con altro decreto faceva intendere che sarebbe stata possibile la suddivisione delle terre demaniali tra i contadini. Ma tali decreti rimasero solo su carta; Infatti, forte fu la resistenza di chi deteneva le terre (latifondisti). Si passò cosi ad una sorta di guerra tra gli oppressi e gli oppressori. La sommossa dei contadini che chiedevano la t erra si trasformò in una vera e propria rivoluzione, che interessò decine e decine di Comuni Siciliani. Garibaldi ordinò la repressione dei disordini che ebbe come esempio drammatico l’eccidio di Bronte ad opera di Nino Bixio, con la fucilazione dei rivoltosi. Ancora una volta, i siciliani si videro ingannati, derubati e trattati come coloni. Cominciò cosi ad attuarsi da parte del Regio Governo una politica di SFRUTTAMENTO e di OPPRESSIONE contro la quale gli isolani subito protestarono. Nè segui l’incameramento di tutti i beni demaniali ed ecclesiastici, il prelievo dell’oro e dell’argento dal Banco di Sicilia e dal Banco di Napoli, che determinarono il dissanguamento della Sicilia ed il suo definitivo collasso economico. Il denaro pagato dai siciliani per l’acquisto delle loro stesse terre fini al NORD anzichè essere impiegato nel potenziamento delle strutture produttive isolane. Le aspirazioni indipendentiste esplosero con sollevazioni e proteste negli anni 1861,18 63,1866 e 1891, per culminare nei moti dei Fasci Siciliani del 1892/1894. Il Regio Governo rispose proclamando quattro stati di assedio. Tra 1l 1862/1897 i poteri straordinari furono conferiti a Prefetti ed a Generali per reprimere, con una dittatura militare, lo spirito ribelle ed i sentimenti indipendentisti dei Siciliani.
P.S.: Probabilmente, se Garibaldi fosse stato un agricoltore, noi potevamo essere la Svizzera mediterranea.
Saluti. ROBERTO

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