da una segnalazione di Robin77
di ALESSANDRO LONGO
UNA PROPOSTA di legge che, combattendo la pirateria digitale, spinge verso una censura del web. Una censura dall’alto, con un rigore mai visto prima in Italia. E a farne le spese potrebbero essere non solo gli utenti ma anche soggetti come YouTube, a vantaggio di Mediaset e delle emittenti che sentono violati i propri diritti d’autore.
Sono questi aspetti che stanno facendo divampare le polemiche, in rete, sulla prima proposta di legge arrivata al neonato Comitato tecnico governativo contro la pirateria digitale e multimediale. Il documento è trapelato sul web e pubblicato da Altroconsumo, associazione dei consumatori, che lo boccia allarmata: “Il provvedimento appare arcaico, protezionista e contrario agli interessi dei consumatori e dell’innovazione del mercato digitale”.
“Ad inquietare sono numerosi punti di quella proposta”, spiega a Repubblica.it Guido Scorza, avvocato tra i massimi esperti di internet in Italia. “Per prima cosa, si dà una delega in bianco al governo, per attuare nuove misura a difesa del diritto d’autore. I imponendo responsabilità, in caso di violazione, a utenti e a”prestatori di servizi della società dell’informazione”. Chi sono questi soggetti? “Nella proposta si parla anche di provider internet, che però per il diritto comunitario, recepito in Italia, non possono essere responsabili di quanto fatto dai propri utenti. Pensiamo allora che la proposta voglia attribuire responsabilità, ora non certe sul piano giuridico, a soggetti come YouTube e a fornitori di hosting”.
“Se passasse questa proposta, certo YouTube perderebbe la causa contro Mediaset e altre emittenti che lo denunciano per la presenza di materiale pirata sul portale”, aggiunge Scorza. YouTube (e altri portali analoghi) chiuderebbe in Italia, subissato da cause perse, o sarebbe a cambiare molto il servizio solo per gli italiani.
La proposta non parla di misure contro gli utenti che violano il diritto d’autore (scaricando e condividendo file pirata), “ma quella delega in bianco non lascia presagire nulla di buono. Potrebbe essere la nota misura della disconnessione coatta degli utenti da internet, la cosiddetta dottina Sarkozy, che questo governo, la Siae e Fimi hanno già dichiarato di apprezzare”. Dottrina che però è ancora in forse e ha già ricevuto una bocciatura dal parlamento europeo perché lesivo dei diritti degli utenti.
Sorprende poi un articolo, nella proposta, che con il diritto d’autore non ha niente a che vedere ma che ha il sapore della censura a 360 gradi: “Attribuzione di poteri di controllo alle Autorità di governo e alle forze dell’ordine per la salvaguardia su tali piattaforme telematiche del rispetto delle norme imperative, dell’ordine pubblico, del buon costume, ivi inclusa la tutela dei minori”.
Insomma, una specie di commissione di censura di quello che sta sul web, come avviene per il cinema, ma con ricadute molto più pesanti: perché andrebbe a porre paletti alla possibilità di ciascun utente di leggere o pubblicare una notizia o un video d’informazione. Su uno sciopero non autorizzato, per esempio, o su alcuni fatti potenzialmente diffamanti per un politico. Si noti che una norma simile, il Child Safe Act, voluto da Bush, è appena stata dichiarata anticostituzionale negli Usa. L’Italia andrebbe quindi contro tendenza, se passasse la proposta.
A contorno di tutta la vicenda c’è un giallo. In rete i primi commenti hanno attribuito la proposta alla Siae, che siede al Comitato. La Siae nelle scorse ore ha smentito quest’attribuzione, ma senza entrare nel merito del documento. Ha smentito, insomma, solo di esserne il padre, ma non ne ha negato l’esistenza. Addetti ai lavori continuano però a sospettare che sia stata proprio la Siae a redigerlo. Il motivo è che il nome della Siae appare indicato come l’autore del documento, nelle proprietà del file della proposta di legge trapelato agli addetti ai lavori (e che Repubblica.it ha potuto leggere).
“Crediamo che adesso, dopo questa polemica, si possa tornare a discutere prendendo le distanze da quel documento. Così, del resto, il governo ci aveva promesso: il ministro Sandro Bondi (per i beni e le attività culturali) aveva detto infatti che la proposta di legge sarebbe arrivata al Comunicato solo dopo una consultazione con le varie parti”, dice Marco Pierani, responsabile rapporti istituzionali di Altroconsumo. Consultazione che ancora non è avvenuta. Ecco perché i consumatori si sono sentiti traditi all’arrivo di questa proposta di legge.


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Internet è potenzialemente molto pericoloso per il potere. Ha una portata innovativa straordinaria sul piano della circolazione delle idee. Proveranno a sterilizzarlo e magari ci riusciranno. Sono ottimista tuttavia riguardo a questo. Quello che mi preoccupa in realtà è che si respira aria di regime. La politica mi sembra totalmente incapace di guidare la società e intenzionata a zittire tutti quelli che osano cercare di esprimere liberamente il proprio pensiero e che non si accontentano delle barzellette di Litterio (che pure è simpatico).
Ciao
Isidoro
Internet è l’unico “luogo” dove in effetti una sorta di democrazia ancora esiste nella propria interezza. Così come ogni luogo o cosa oggetto di dialogo non controllabile dai grandi del potere, anche internet è oggetto di conquista da parte dei grandi “latifondisti mediatici”. La preoccupazione di Isidoro è anche la mia e nell’aria si sente già “puzza” di dittatura. Non vorrei essere catastrofico, ma credo che in atto ci sia già una sorta di “complotto” politico che tende alla censura dei tanti canali sociali presenti nel web. La domanda è: dobbiamo rimanere con le mani in mano?
Posted by Saro Cerra: La domanda è: dobbiamo rimanere con le mani in mano?
La risposta è sicuramente una sola NO.
Iniziamo a mettere le carte in tavola e mostriamo nel nostro piccolo quello che interessa a questo Governo,quali sono le priorità in tempi di crisi economica? Non di certo la perdita del potere di acquisto del consumatore o le difficolta economiche delle famiglie italiane,ma bensi la censura a tutto ciò che contrasta il “regime” e gli interessi ad esso collegato…non voglio dilungarmi troppo ma guardiamo il caso dell’aumento iva a Sky e seguiamo i suoi risvolti sul satellite con la nascita della nuova piattaforma Tivù (che mette insieme Rai Mediaset e la7)per adesso Free(il tempo di crearsi una fetta di mercato).
Queste sono le “Priorita” del Governo.
E da qui che deve ripartire l’opposizione sociale,ripartiamo col mettere il cittadino e i suoi diritti doveri al centro dello Stato e non le aziende.
Buona Resistenza 4 anni sono molto lunghi.
Ma come siete pessimisti…..o se ci fosse stato un governo guidato dal trombato Veltroni sarebbe andata diversamente!!!!!Parlate di dittatura ma la dittatura è altra cosa, Cuba ad es.dove da 50 anni non ci sono libere elezioni o alcuni stati africani dominati da dittatori senza scrupoli…..e noi che abbiamo tutto a partire dalla sanità gratuita ci lamentiamo o ci sentiamo oppressi e sottomessi dal governo dittatore…Certo la tv ci macchia il cervello così che i giovani vogliono andare tutti al grande fratello e chi si sente sinistrorso adora Santoro e l’onnipresente Dipietro con la sua falsa moralità che ormai fà ridere i polli!!!!Dunque non vi sentite oppressi se al governo ci sta Berlusca, ma siate felici di vivere in Europa, anzi quì al sud dove discretamente si stava prima mediocremente si sta adesso.Negli U.S.A dove veramente si sente la crisi ci sono tantissime famiglie che piangono disperate perche non hanno più una casa o il lavoro.Meditate gente meditate.Vorrei capire come l’opposizione sociale possa cambiare le cose con una crisi mondiale senza pari dal 1929; e all’epoca non esisteva la globalizzazione adesso basta che una nazione come gli U.S.A. vadano in recessione che tutto il mondo la segue a ruota…oltretutto spero che in questi 4 anni si riformi una sinistra valida in Italia perchè in questo momento non la percepisco.
Cmq carissimo Roby 77, vedi un pò cosa farà Obama, con questa patata bollente tra le mani……..Ciao dal vs amico Riky!!!!!
Io però non avevo parlato di dittatura ma di regime. Con regime intendevo una cosa diversa dalla dittatura. Voglio precisarlo perchè la mia valutazione è che in Italia non penso proprio si possa andare a un revival del fascismo. Però è innegabile che oggil’informazione è al servizio del potere (vedi per esempio come è stato manipolato il presunto vilipendio di Di Pietro a Napolitano e se non ci credi guardati i filmati su youtube); che il lodo Alfano ha dato una botta non indifferente al principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Che i magistrati che hanno osato mettersi contro il potere sono stati estromessi e allontanati a forza dalle loro indagini e dalle loro funzioni (Forleo e De Magistris). Ovvio che non possiamo paragonare la nostra situazione a quella di Cuba o di altri Stati nel mondo, ma quello che vedo non è certo un progresso sulla strada del diritto e della democrazia. Quanto a Di Pietro, io alle prossime elezioni me lo voto. Il suo moralismo farà ridere ma, per quanto mi riguarda, non vedo alternative (Tuttavia preferirei avere altre possibilità…).
E ti saluto con il mio autentico e sincero rispetto per le idee diverse dalle mie perché dobbiamo fare tutti un sforzo per la tolleranza e la democraticità dei nostri comportamenti.
Ciao
Isidoro
Ciao Isidoro a me piace discutere in questo blog propio per questo, ognuno ha la sua idea e democraticamente le esponiamo, così possiamo condividere pensieri diversi senza entrare in contrasto o recare offesa….certo che ogni qual volta ci si misura con un governo di destra si creano questi conflitti tra magistratura e classe politica, per quanto riguarda il lodo Alfano sn daccordo con te,sicuramente una riforma della sinistra sarebbe cosa buona, certo è che leggendo i giornali in questo periodo si legge solo di cassaintegrazione recessione disoccupazione e cc…ecc…spero in un futuro più roseo e che l’ottimismo sia con tutti noi.Ciao da Riky.
Il colmo per me è stato che propio adesso “da circa 8 mesi” ho avviato un’attività commerciale!!!!!!Ma sn ottimista per il futuro.
Buon finesettimana!!!!!!
Allora quoto in toto quanto detto da Isidoro anche se ancora non so se votero Di Pietro alle Europee,vediamo che combinano a Sinistra,di sicuro non votero Veltrusconi.
Per Riky nessun problema se in Italia governa il centro destra il problema è che da 15 anni ha un leader mummificato sulla difesa di alcuni interessi/valori personali e quando ha governato non mi pare abbia fatto tutte ste gran riforme ah dimenticavo la Bossi/Fini o il digitale terrestre oppure la Social card per contrastare la “crisi”.
Quanto a Obama mi aspetto solo che non faccia peggio di Bush e che incentivi le energie rinnovabili.
Per quanto riguarda Veltroni in Italia non governera mai…forse un Bersani che è più simpatico a confindustria qualche carta in più se la gioca.
In Italia prima si deve riformare la società,poi la classe politica ed infine si fanno le riforme condivise a mio umile e modesto parere.
Poi possiamo parlare di Cuba Cina Russia India o Cile e Argentina ognuno ha i modelli e i leader che meglio preferisce,ma questa Italia è la peggiore dalla sua costituzione ad oggi.