Tradimento, ipocrisia e speculazione: questi i tre demoni da eliminare per una politica nuova.
Sembra uno slogan elettorale ma in realtà non è altro che l’impegno che le nuove leve politiche dovrebbero imporsi. Invece – a scapito della collettività – chi fa politica oggi pensa troppo spesso a progetti personali o a tornaconti monetari. In molti sono quelli che pensano per esempio ai contributi da chiedere ai vari Enti (vedi Comuni e Provincie) al fine di racimolare quattrini per finanziare le proprie associazioni; numerosi quelli che monopolizzano un mercato escludendo la leale concorrenza; tanti coloro i quali aspirano a nomine in grandi aziende o in grandi strutture; e cospicui quelli che inventano alchimie per riesumare “cadaveri” politici.
In altre parole si usa il consenso elettorale – quindi il cittadino – come merce di scambio per finalità esclusivamente ad personam. Ciò nonostante, in tutte le Amministrazioni, si continua a tirare avanti nominando professionisti esterni; si continua ad essere avvezzi a conferire incarichi a parenti, amici o a futuri sposi; e ormai siamo quasi insensibili ai concorsi interni mirati oppure alle gare ad incanto pubblico poco pubblicizzate.
Questi politici, o perlomeno quelli che si reputano tali, stanno causando irreparabilmente una disaffezione verso la politica a danno, chiaramente, della collettività. Se si avesse un po’ di coscienza, o la giusta umiltà, sarebbe facile capire che frequentemente in politica non si centra mai il bersaglio solo perché si guarda spesso da un’altra parte. Chi cerca di evidenziare questi aspetti il più delle volte viene additato come un oppositore, un destabilizzatore o come – per usare un termine ormai noto agli addetti ai lavori – semplicemente un ribelle. Intanto però ieri, a prescindere dall’essere ribelle o meno, ho provato una sensazione non facile da descrivere nel vedere la Villa Pantano di Riposto gremita di tantissimi bambini entusiasti di usare i LORO nuovi giochi. Infatti, accostata alla splendida giornata quasi primaverile, nonostante fosse il 3 gennaio, vi era un’aria di festa. Il gioioso schiamazzo dei bimbi che aleggiava in aria con le immancabili raccomandazioni dei genitori e l’inconfondibile rumore dello scivolo, del bilico, dei giochi a molla e della giostrina roteante, mi hanno ridato l’energia e la grinta che avevo dimenticato di possedere. Adesso sulla terra dell’aiuola che ospita i giochi bisogna collocare del pietrisco o qualcosa di simile per evitare l’alzarsi della polvere; poi bisogna trasformare quel tronco mozzo in un bellissimo tavolo attorniato di sedute per bimbi così da poter dire: “almeno questa è stata fatta”. Ho voluto iniziare l’anno scrivendo questo articolo per anticipare la peculiarità dell’attività politica che intendo perseguire da qui in avanti, con l’augurio di poter magari riportare il giusto equilibrio alle cose e ridare fiducia e speranza ai cittadini.
Saro Cerra
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Sabato i miei figli alla vista in auto del tanto atteso scivolo mancante da diversi mesi, sono impazziti di gioia, non puoi immaginare la mia felicità. Finalmente! Dopo averli sballottati in altri comuni come Mascali ad esempio, per poter passare momenti di gioia e tranquillità tutti insieme, anche a Riposto qualcuno pensa a loro. Non posso però considerare che è inpensato lasciare quei giochi nell’aiuola in mezzo alla terra, oltre che lasciare quei vialetti in condizioni di pericolosità a causa del manto del tutto pericoloso e per questo che al mio malgrado sarò costretto a portare, spero ancora per poco tempo, i miei bimbi nei Comuni limitrofi, dove possono passare oltre che momenti felici anche sicuri. Per questo spero che ti batterai anche per risolvere questi problemi, perchè penso che le cose non si fanno tanto per farle, ma nell’ottica della fruizione totale della area. Grazie del tuo interessamento.
P.S:: Sarebbe bene anche recintare l’aiuola per evitare che i bimbi non trovino dei ricordini lascaiti da animali.