Non c’è che dire. Da noi è diventato un piccolo far west: rapine che per poco non si trasformano in tragedie, gente che muore folgorata mentre sta rubando il rame, macchine rubate e mai più ritrovate, oppure bruciate, oppure misteriosamente ricomparse. Una situazione non bella insomma che fa di Giarre e Riposto tutt’altro che una piccola isola felice. In questa situazione, se uno di “loro” muore, forse in qualcuno di “noi” si genera una sottile soddisfazione. Se l’è cercata e ha trovato ciò che si meritava. Se si fosse trattato di un operaio morto mentre svolgeva il proprio lavoro, la sensazione sarebbe stata molto diversa e la partecipazione emotiva assai maggiore. Ma è uno morto mentre rubava e della cosa ci interessa poco e niente. Eppure la morte rende tutti uguali. Prima si era degli onesti padri di famiglia oppure dei ladri. Ora si è tutti morti. Comunque… è un discorso solo teorico. Non voglio fare nessun moralismo poiché non ne ho titolo non essendo migliore di nessuno, tanto meno sotto questo aspetto. Quello che vorrei fare con questa nota è cercare il dibattito e la generazione di idee su una possibile politica della sicurezza e della legalità nelle nostre città, che possa partire, visto che le nostre amministrazioni pubbliche sembrano rimuovere il problema (forse perché non sanno che pesci pigliare) dai cittadini. Tanto per aprire il dibattito vorrei dire che non condivido questa farisaica distinzione che si fa tra “noi” e “loro”. Alcuni di noi delinquono. Che fare? Ecco il primo punto. E poi il secondo: personalmente sono abbastanza di destra per quanto riguarda la repressione e molto di sinistra per quanto la prevenzione. Una rigorosa applicazione delle leggi penali senza una seria politica di reinclusione sociale di determinati ceti, aumenta solo la popolazione carceraria ma non fa diminuire i delitti. Questo doppio binario può essere seguito anche a livello locale? Un commissariato di p.s. a Giarre aiuterebbe? Uno sviluppo dell’economia locale tale da ridurre la disoccupazione e la povertà, distoglierebbe qualcuno dal rubare, per esempio, macchine e cavi di rame? Che ruolo potrebbero giocare il volontariato e le associazioni in quest’ottica? E ancora: possiamo essere così ipocriti da pensare che da noi non esista la criminalità c.d. dei colletti bianchi? E sappiamo che esistono anche i comportamenti penalmente rilevanti della gente comune: per esempio gli abusi edilizi e le discariche abusive di rifiuti o di materiale di risulta, che andrebbero repressi con rigore come gli altri, soprattutto attraverso l’eliminazione a cura e spese del contravventore, ma anche prevenuti con la diffusione di informazioni, esempi e modelli positivi, per far capire che la legalità oltre che doverosa, è anche conveniente. Una maggiore cultura della legalità, attraverso l’abbandono di comportamenti non delinquenziali, comunque illegali (penso al codice della strada, per esempio), potrebbe nel lungo periodo contribuire a migliorare la situazione? E basta. Spero che qualcuno abbia voglia di parlarne…
Isidoro Bonaventura

Giarre Riposto Blog
Salviamo l'Ospedale di Giarre
Spazio Pubblico
Uno sviluppo dell’economia locale tale da ridurre la disoccupazione e la povertà, distoglierebbe qualcuno dal rubare, per esempio, macchine e cavi di rame?
bellissima questa frase, peccato, pero’, che in molti non rubino per necessita’ma per procurarsi il “superfluo”
secondo me è (anche) così, si ruba pure per il superfluo. Ma chi può dire oggi cosa è superfluo e cosa no? Un computer possiamo ancora dire che sia una cosa superflua? Le cose cambiano, il mondo pure, e i bisogni anche, pure quelli primari. Con questo ovviamente non giustifico nessun furto!!! Ma voglio solo dire che la questione centrale non è questa: il problema è che da noi si ruba tanto, e sempre di più e che c’è una altissima microcriminalità! E questo è tipico di zone in declino, o sottosviluppate, o degradate..Insomma non è la stessa cosa che in Finlandia!! O in Svizzera, va..L’economia e il tipo di società civile che ci sono in questi posti vorrano pure avere il loro peso, no?
Per il resto la mia opinione l’ho espressa nel mio commento al post di Isidoro nel nostro blog (Giarre Riposto blog http://idee-e-fatti.blogspot.com/). Condivido le sue riflessioni e i suoi spunti, ma non proprio tutte le proposte..
si e’ verisimo che non siamo in Finlandia o in Svizzera, ma io sfido chiunque a dimostrarmi che in Finlandia o in Svizzera la criminalita’ non viene contrastata come dovrebbe essere contrastata, non mi fraintendete, non do la colpa algoverno nazionale a quello regionale ma a qualcuno che qua ci vive e ci “pasce”, mai visto in tanti anni una cosi’ grande proliferazione di abusivismo commerciale con bancarelle, camioncini e “l’ape” di tutti i tipi e di tutte le qualita’, ma cosa si fa’ per evitare tutto cio’? NULLA e perche’? perche’ quando ci saranno le prossime elezioni comunali, chi di competenza sapra’ dove andare a bussare per ricevere la “cortesia”.
Cosa si fa’ per i posteggiatori abusivi del mercato settimanale?
Ci vuole solo e soltanto repressione e la repressione, cara giarrese, non si fa’ con le belle parole con i convegni con i “comizi” la repressione si fa’ con i fatti e io di fatti ne vedo sempre, purtroppo, meno, anche perche’ si aumentano gli scippi, le rapine , i furti, la microcriminalita’, ma con l’arresto “i scasssapagghiari” non si possono fare le conferenze stampa in cui invitare giornalisti e televisioni….i “scassapagghiari” fanno poco rumore!
p.s. Saro non saltare subito sulla sedia, cio’che ho scritto non e’ riferito solo a Riposto ma e’ generalizzato
In Finlandia o in Svizzera -è innegabile- vi è un maggiore adeguamento spontaneo alle leggi. Se vi fossero tanti episodi di criminalità come da noi, sarebbero anche loro in estrema difficoltà.
com’è mio solito. Ma sono solo un fesso, perché un tizio con la macchina parcheggiata sul marciapiede, scende ed entra prima di me, dicendomi con un sorriso: “mi scusi ma c’ero io prima”. Sono piccole cose che non mi fanno tanto incazzare, quanto riflettere…
Io avevo buttato giù questa nota per porre un problema sventagliando, molto en passant una serie di temi. L’idea cardine però è che di solito abbiamo un approccio sbagliato con il problema della sicurezza e della legalità. Noi pensiamo che ci sia un “noi” in cui va tutto bene e poi ci sono “loro”, i bambini cattivi, che rubano le uova e la marmellata. Non è così: il problema è molto complesso e coinvolge la nostra società e le nostre comunità fin dalle radici. Noi ci adeguiamo poco, male e con fatica alle leggi. Tutti o quasi (mea culpa mea culpa mea culpa). Fate un giro: quanti abusi edilizi ci sono? quante discariche abusive? quante macchine parcheggiate in doppia e tripla fila? quante truffe, piccole o grandi, alle assicurazioni? Sono sempre e soltanto “loro” a fare queste cose? Un piccolo esempio tratto da un episodio che mi è accaduto: L’altro giorno vado a fare bancomat alla San Paolo a Giarre: lascio la macchina a quasi un chilometro di distanza
Per quanto riguarda le motivazioni che spingono le persone a delinquere, ovviamente non esiste solo il furto di necessità. Ma vi posso dire, in base alla mia ormai decennale esperienza, che il livello culturale (oserei dire “cerebrale”) di queste persone è bassissimo. Quante carceri dovremmo costruire per rinchiuderle tutte (perché tantissime persone vivono di attività illecite, ve lo assicuro). Possibile che nessuno veda l’assurdità di un sistema in cui metà della popolazione dovrebbe stare in carcere e un quarto fare il poliziotto?
Allora che facciamo? Ce la prendiamo solo con il piccolo commerciante abusivo che almeno non va a rubare o a fare le rapine? o dobbiamo cominciare a pensare che come ci siamo finiti nella cacca, dobbiamo anche uscirne attraverso l’elaborazione e l’attuazione di una “Politica”. A prescindere dal fatto che quello di vigile urbano non è ancora un posto elettivo e quindi non vincolato alle logiche del procacciamento di voti. Io non posso affermare che i vigili urbani lavorino male per loro demerito. Forse sono pochi, forse demotivati, forse davanti a una mole talmente alta di illeciti penali e amministrativi da reprimere, che non possono fare di più e di meglio. Ma una cosa è certa: le polizie municipali e gli apparati amministrativi comunali non sono soggetti ai sindaci e agli assessori di turno, quando si tratta di rispettare e far rispettare le leggi. Quindi non esiste l’alibi della politica, quanto piuttosto la doverosità di atti del proprio ufficio.
Ovviamente anche io mi riferisco ad una situazione generale: quindi Saro può stare comodamente seduto sulla sua sedia
La repressione ci vuole, e certo! E ovviamente si fa con le forze dell’ordine che si attivano, ci mancherebbe!! Però secondo me ci vuole anche un occhio all’educazione, alla prevenzione e al reinserimento. E tutte queste cose si ottengono con lavoro, energie spese, fatica, convinzione, e con l’esempio, non con le chiacchere da convegni, dove è facile parlare e farsi belli.. Insomma, non possiamo buttarla solo sulla repressione, sono d’accordo con Isidoro, e l’ho detto meglio nel commento che ho linkato (puoi leggerlo, lì, Francesco) E’ una questione di sviluppo economico e, soprattutto, di cultura! Propio in questo ci differenziamo da Finlandia e Svizzera..Ed è sulla cultura della legalità che dobbiamo puntare,secondo me, ci dovremmo proprio “investire” in cultura della legalità! E il lavoro è tanto, e riguarda tutti, nessuno escluso..Io, per esempio, non sono così brava come Isidoro che posteggia a 1 kilomtero di distanza pur di parkeggiare in regola, tranne d’estate, ma solo perchè per un posteggio all’ombra farei anche 2 kilometri a piedi!..:-)
perfetto, Isidoro, tu hai posteggiato la macchina a un Km dalla banca, ma se quel signore uscendo dalla banca trovava la macchina caricata sul carroattrezzi,una coppia di vigili urbani inflessibili (non il vigile amico dell’amico del parente) una bella multa che qualora non venisse pagata andrebbe a ruolo, credi che quel “signore” la prossima volta la macchina la posteggiava davanti la banca o la posteggiava a 2Km dalla banca?
Caro Isidoro, la delinquenza non e’ solo lo spaccio di droga, l’estorsione o lo strozzinaggio, ma si parte dal basso, se vogliamo davvero vivere, ci vogliono regole serie e inflessibili, ma sappiamo benissimo che non e’ cosi’ perche’ nessuno le fa’ rispettare.
naturalmente e per fortuna non sono l’unico a pensare che l’abusivismo commerciale sia un “cancro” (vai a vedere i recenti articoli sui quotidiani), mi fa’ piacere che, sempre per rimanere in tema, i vigili urbani abbiano trovato in te un “difensore”, pero’, caro Isidoro, quando vedrai qualcuno di essi, con l’auto di servizio che magari si fa’ la spesa e poi la porta a casa o magari accompagna la figlia a scuola o magari compra il pane per il pranzo ecc ecc, pensa!
Per chiudere ti dico,onde evitare equivoci, che non ho mai preso una multa, non vorrei che qualcuno pensasse che ho qualcosa contro questa categoria di lavoratori, certo tutto converge contro di loro….ma noi siccome siamo “buoni” gli diamo il beneficio del dubbio anche se certe vole, come questa mattina in Via Settembrini a Giarre e’ proprio difficile
p.s.Isidoro e’ vero, i vigili urbani non sono soggetti ne al sindaco ne agli amministratori, infatti, se ti ricordi a Giarre la Sodano aveva nominato un appartenente alle forze dell’ordine (GdF)ad assessore alla polizia municipale, saprai benissimo che l’hanno fatto “dispizziari”;-)
Posso anche concordare con te su tutto. Tranne sul fatto che ho difeso la polizia municipale. Ho solo cercato di dosare bene le parole. Leggi il mio intervento senza essere prevenuto nei miei confronti e vedrai che non volevo dire quello che tu mi metti in bocca. Poi se vogliamo ridurre la complessità dei problemi e della realtà, e ridurre tutto in termini di bianco e nero, hai ragione tu: fa tutto schifo. Ma a me non sembra così. Quanto meno, non posso vivere con una visione così negativa della vita
Caro Isidoro, tu avrai sicuramente ragione al 100%, ma io vivo nella realta’ dei fatti e la realta’ e’ ben differente dalle parole qui non centra ne il bianco ne il nero ne tutti i colori dell’arcobaleno, qui conta solo e soltanto la realta’, ma so’ benissimo che non tutti abbiamo lo stesso olfatto ma l’odore di cacca (scusate la parola) e’ lo stesso per tutti, naturalmente c’e’ chi magari si adatta, chi anche ci sta’ bene, chi chiude gli occhi illudendosi che cosi’ sentira’ meno puzza, ma sempre della stessa cosa stiamo parlando e io in giro vedo solo quello.
Caro Isidoro, io per mia natura quando so’ di essere nel giusto, mi permetto di “non dosare le parole” come dici tu anzi cerco di “sturare” qualche naso magari un po’ chiuso!
Riguardo la tua frase:Ma a me non sembra così. Quanto meno, non posso vivere con una visione così negativa della vita, mi fa’ un grandissimo piacere che tu viva in “un isola dorata”, ma sicuramente se ti portassi in giro ti farei notare tante di quelle cose che neanche puoi pensare1