Cosa accade alla politica ripostese?

 di Saro Cerra

Da un po’ di tempo, vuoi per l’incremento di social network sempre più alla portata di tutti, vuoi perché i blogger sono anch’essi rapiti da questi splendidi strumenti di ultima generazione, i blog – tra cui anche il mio – vengono un po’ trascurati.
Stamattina però un mio caro amico e “consigliere” di buona gestione politica, G.G., mi ha sollecitato nello scrivere un articolo che potesse spiegare in larghe linee quello che accade alla politica ripostese.
Accolto il suggerimento, provo a spiegare quanto segue.

A Riposto accade che la delusione ed il disarmo verso l’inerzia di una politica attiva ferma che poco, o nulla, di quanto promesso e sbandierato in campagna elettorale, ha fatto si che alcuni Consiglieri comunali di maggioranza - compreso il sottoscritto - prima invaghiti dalla possibilità di un reale rinnovamento e poi delusi dalla continuità di una parte politica atavica e non a passo coi tempi, coscienziosamente e con coraggio lasciassero il “carro dei vincitori” per approdare tra le fila dell’opposizione.
Poco male qualcuno potrebbe rispondere. Ma la delusione di cui parlavo prima lascia l’amaro in bocca soprattutto in coloro che credevano (e in cuor proprio ancora crede) che un rinnovamento e svecchiamento della politica ripostese potesse finalmente far breccia nel Palazzo di città.
Ma quando un rinnovamento può essere considerato tale? A mio modo di vedere forse quando si ha il coraggio delle proprie scelte, quando si ha la spregiudicatezza nell’affrontare i problemi con strumenti e idee all’avanguardia e forse anche quando si decide di camminare con i propri passi senza paura di inciampare o senza il timore degli spauracchi artatamente posti sul cammino. Ad ogni modo questo rinnovamento a Riposto, a distanza di due anni, pare non riesca a spiccare il volo e questa situazione bene non fa, tranne a chi sa gestire tutto e tutti governando la cosa pubblica come fosse una questione personale.  Ecco quindi che affiorano le necessità di colmare quei debiti prodotti in passato, ecco quindi la necessità di “salvare” i non eletti, ecco quindi la stasi in cui versa la comunità ripostese senza – come detto –  il rinnovamento tanto sperato e tanto creduto.
Il risultato che salta agli occhi di tutti è: servizi poco efficienti, pulizia nelle strade inesistente, invasione di rovi e sterpaglie dappertutto, servizio rifiuti porta a porta senza buste repellenti per gatti e cani e – poiché zucchero non guasta bevanda – discariche a cielo aperto con il sempre e perenne rischio di malattie infettive per i cittadini. Per non parlare delle scelte politiche prima fatte e poi rinnegate (vedi divieto alla vendita di prodotti alimentari per strada); regolamenti approvati e mai attuati (vedi regolamento che vieta il volantinaggio selvaggio); o ancora sprechi dei soldi pubblici per incarichi e consulenze.
Su quest’ultimo argomento la situazione è talmente anomala che persino i Revisori Contabili dell’Ente, allarmati da tale situazione, sono stati costretti a sottolinearne la gravità in una relazione nella quale si invita l’Amministrazione «a considerare non solamente l’eventuale”danno erariale” a fronte di un rapporto professionale non necessario, ma anche un possibile “danno da disservizio” conseguente a una cattiva organizzazione, con relativo danno all’immagine dell’ente».
Se vi state chiedendo come mai nonostante i tagli alla spesa previsti dalla finanziaria si continui a sperperare il danaro pubblico con incarichi ad personam piuttosto che risparmiare laddove sia possibile, non vi posso biasimare.  Seppure a malincuore, devo dire inoltre che a Riposto si gode di consulenti di quartiere (i famosi delegati di frazione retribuiti mensilmente 470 euro cadauno), abbiamo consulenti per il sito web (obsoleto) retribuiti a 500 euro mensili, abbiamo “progetti educativi” che costano ai cittadini 1.250 euro al mese, concediamo rimborsi spese per telefonate pari a euro 470 mensili, usufruiamo (!) di responsabili per la sicurezza con indennità superiore ai 25.000 euro annue (nemmeno Comuni con più abitanti pagano così tanto), elargiamo contributi ad associazioni sportive pari a 15.000 euro ad evento e paghiamo fitti passivi per immobili del tutto inagibili che costano svariati migliaia di euro al mese. E questo solo per citare alcuni casi.

Certo, inevitabilmente il pensiero corre ai precari, corre ai meno abbienti e corre a tutti quei ripostesi che sono costretti a convivere con ratti, insetti vari e con il pericolo di incendi sotto casa perché residenti a fianco, e di fronte, a questo scempio che, nonostante i vari solleciti, persiste da diversi mesi:

Via Libertà (CENTRO STORICO)Via Libertà (CENTRO STORICO)

Via Libertà (CENTRO STORICO)Via Libertà (CENTRO STORICO)

foto-1Via Libertà (CENTRO STORICO)

In questi giorni il Consiglio è chiamato ad approvare il Bilancio di previsione 2010.
Io con il mio gruppo, il CDR, presenterò degli emendamenti perché sono convinto che la migliore ricetta per far fronte ai tanti servizi di cui Riposto necessita, è senza ombra di dubbio la riduzione della spesa pubblica ed il contenimento, se non addirittura, l’annullamento di incarichi e consulenze.
 Bisogna cambiare direzione. Bisogna capire gli errori commessi e bisogna necessariamente ridare fiducia e speranza ai cittadini: questi sono gli unici presupposti se si vuole ritornare ad una cooperazione fattiva ed energica sia con me che con i componenti del CDR.

Saro Cerra