P.O. di Giarre: 80enne tra Giarre ed Acireale

di Saro Pistorio Senior

MalasanitàUn ultro ottantenne viene ricoverato presso il P.O.di Giarre, dopo i primi ed attenti controlli viene ricoverato in Medicina. Trascorsi pochi giorni lo vogliono dimettere dicendo che può seguitare le cure mediche a casa e poi trovarsi un posto dove farsi operare. I parenti si oppogono dicendo che debbono essere quelli di medicina di Giarre a trovare un altro P.O. dove potere effettuare l’intervento operatorio. Finalmente dopo circa 15 giorni il posto si trova presso il P.O. DI ACIREALE, dove viene operato. Questo in contraddizione con quanto stabilito che quando si doveva effettuare qualche intervento a Giarre l’equipe di chirurgia di Acireale (che è poi l’equipe di chirurgia diretta dal Dott. ALFIO SAGGIO del P.O. di Giarre) si spostava a Giarre, invece non è così. Difatti l’anziano ripostese viene condotto in ambulanza ad Acireale, viene operato – come sopra detto – poi viene rinviato sempre in ambulanza al P.O. di Giarre, da dove dopo qualche giorno viene dimesso.

Sanità a Giarre da sempre nell'occhio del ciclone!

di Saro Cerra

Pubblico gli articoli a me inviati dalla Dott.ssa LUCIA BRISCHETTO.

Sanità ANNO 1997: I SERVIZI DELLA SANITA’ A GIARRE – SPORTELLO PER UTENTI AL POL….IL DITO NELLA PIAGA SULLA SANITA’ A GIARRE-L’OSPEDALE PRIVO DI 7 PRIMARI-UN OSCURO DISEGNO PER L’OSPEDALE ? – MANCANO DIVERSI PRIMARI- NELL’OSPEDALE DI GAIRRE MANCA L’ACQUA CALDA-RIPRISTINATI I 4 CENTRI DI DIABETOLOGIA-

ANNO 1998: A PROPOSITO DI SANITA’ MORTIFICATA- IL DIRETTORE GENERALE….- SALE OPERATORIE CHIUSE? …- DIVERSI INTERROGATIVI PER L’OSPEDALE DI GIARRE- GLI ASCENSORI DELL’OSPEDALE

ANNO 1999: iL DOTT.MANZONI ANCORA NELLA “NICCHIA” OSPEDALIERA

 ANNO 2000: PRESTO IN FUNZIONE IL NUOVO OSPEDALE ?

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Trasferimento del servizio idrico integrato

di Saro Cerra

.Cari amici, se pensavate che le battaglie si fossero limitate solo alla salvaguardia della Salute Pubblica, vi sbagliavate, adesso, tanto per cambiare, bisogna fare i conti anche con la salvaguardia delle nostre risorse.
Anche per il Comune di Riposto è arrivato il momento di fare i conti con la questione della gestione privatistica del servizio idrico integrato:

La Legge 36/94 – “Disposizioni in materia di risorse idriche” (Legge Galli) era, nell’idea del suo promotore, un’ottima legge, nella quale veniva sancito un principio fondamentale “Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono PUBBLICHE e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà. Qualsiasi uso delle acque è effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale. Gli usi delle acque sono indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la fauna e la flora acquatiche…” (art. 1).

In particolare, la Legge assegna (art. 8 ) alle Regioni il compito di definire gli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) ed ai Comuni ed alle Province (art. 9) quello dell’organizzazione del Servizio Idrico Integrato, secondo “criteri di efficienza, di efficacia e di economicità”. In particolare i Comuni dovevano provvedere alla gestione del Servizio secondo i modi e le forme previsti dalle vigenti normative: il SII poteva essere affidato ad un soggetto gestore PUBBLICO o PRIVATO.

Gli ATO sono costituiti, di fatto, dai Comuni in quanto consorziati. La gestione, comunque, deve avvenire con una serie di clausole tra cui:
- l’obbligo del raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario della gestione
- le modalità di controllo del corretto esercizio del servizio
- il soddisfacimento di un adeguato livello di efficienza e di affidabilità del servizio da assicurare all’utenza anche con riferimento alla manutenzione degli impianti
- la definizione di criteri e modalità di applicazione delle tariffe (determinate dagli ENTI LOCALI) e del loro aggiornamento, anche con riferimento alle diverse categorie di utenze.

Per assicurare il Servizio Idrico Integrato, quindi, tutti i fruitori del servizio devono pagare una tariffa, destinata a coprire i costi dello stesso.
La questione è proprio questa: qual’è la tariffa? il servizio sarà simile al fallimentare servizio dei rifiuti?
Il Comune si Riposto è uno dei pochissimi Comuni siciliani che ha un servizio idrico all’avanguardia, servizio tradotto in misura di qualità idrica affiancata da un eccellente sevizio manutentivo frutto di una notevole ed efficiente gestione. Il Comune di Riposto è sempre riuscito a servire i propri cittadini del servizio idrico, con acqua a regime continuo, anche quando manca la corrente elettrica (vedi per esempio il blackout del 2001). La nostra TARIFFA attuale è a CONSUMO (€/mc 0.37) ed il controllo dei volumi consumati viene effettuato mediante fotolettura…tutti servizi atti ad un controllo minuzioso per evitare sprechi. In poche parole il cittadino paga realmente ciò che consuma. Con il trasferimento del servizio, gli utenti, noi cittadini, saremo costretti ad una spesa che già sappiamo essere maggiore (si parla di circa 1,20 €/mc) con un servizio a SORPRESA (simile a quello relativo la spazzatura?siamo nei guai!).
Mi chiedo: la nostra acqua dove andrà a finire? come farà il Comune a pagare i 600.000 mc di acqua destinati al verde dei nostri parchi (circa 300.000 mila euro l’anno)? Come farà una famiglia a far fronte a tale spesa?

La battaglia è iniziata….. e domani se ne discuterà anche in Consiglio Comunale.

Un Vaff…video!

di Saro Cerra

Pubblico questo video perchè ritengo che il filmato sia stato montanto bene, che sia davvero divertente e soprattutto reputo che racchiuda tante verità che non dobbiamo mai dimenticare. Nel video sono presenti diversi Vaff…. ed altre parolacce, pertanto chiedo scusa ai visitatori del Blog per il linguaggio usato, ma credo che a volte qualche termine più forte scuota meglio le coscienze.

Video Ospedale di Giarre

      

La RAI e l’Ospedale di Giarre

Sabato 31-1-09 si parla del rischio chiusura ospedale di Giarre su Rai Uno nel programma “Sabato&Domenica” con Franco Di Mare; il servizio andrà in onda di mattina, all’interno della trasmissione, tra le 7.30 e le 9. Passate parola…..

P.O. DISTRETTO DI GIARRE

di Marcella

Leggo la notizia che la geriatria sarà attivata presso l’ospedale dove era stata prevista, ma il personale paramedico resta ad Acireale. a tutti e’ nota la carenza di personale presso tutte le U.O.C. e le U.O. del nostro nosocomio. Come mai i sindacati hanno potuto accettare ciò? Questa la prima osservazione,la seconda e’ una domanda: chi di voi ha letto la lettera pubblicata sulla rubrica “lo dico a la Sicilia “pubblicata a pagina 38 di detto quotidiano in data 25 gennaio 2009 avente per titolo ” il futuro del presidio ospedaliero di Giarre e i numeri:intervengono i medici”.? detta lettera e’ sottoscritta dal direttore sanitario, da tutti i primari delle U.O.C. e dei responsabili delle U.O..

"Contro i pirati, censura web" E' una bozza ma è già polemica

da una segnalazione di Robin77

di ALESSANDRO LONGO

...UNA PROPOSTA di legge che, combattendo la pirateria digitale, spinge verso una censura del web. Una censura dall’alto, con un rigore mai visto prima in Italia. E a farne le spese potrebbero essere non solo gli utenti ma anche soggetti come YouTube, a vantaggio di Mediaset e delle emittenti che sentono violati i propri diritti d’autore.

Sono questi aspetti che stanno facendo divampare le polemiche, in rete, sulla prima proposta di legge arrivata al neonato Comitato tecnico governativo contro la pirateria digitale e multimediale. Il documento è trapelato sul web e pubblicato da Altroconsumo, associazione dei consumatori, che lo boccia allarmata: “Il provvedimento appare arcaico, protezionista e contrario agli interessi dei consumatori e dell’innovazione del mercato digitale”.

“Ad inquietare sono numerosi punti di quella proposta”, spiega a Repubblica.it Guido Scorza, avvocato tra i massimi esperti di internet in Italia. “Per prima cosa, si dà una delega in bianco al governo, per attuare nuove misura a difesa del diritto d’autore. I imponendo responsabilità, in caso di violazione, a utenti e a”prestatori di servizi della società dell’informazione”. Chi sono questi soggetti? “Nella proposta si parla anche di provider internet, che però per il diritto comunitario, recepito in Italia, non possono essere responsabili di quanto fatto dai propri utenti. Pensiamo allora che la proposta voglia attribuire responsabilità, ora non certe sul piano giuridico, a soggetti come YouTube e a fornitori di hosting”.

“Se passasse questa proposta, certo YouTube perderebbe la causa contro Mediaset e altre emittenti che lo denunciano per la presenza di materiale pirata sul portale”, aggiunge Scorza. YouTube (e altri portali analoghi) chiuderebbe in Italia, subissato da cause perse, o sarebbe a cambiare molto il servizio solo per gli italiani.

La proposta non parla di misure contro gli utenti che violano il diritto d’autore (scaricando e condividendo file pirata), “ma quella delega in bianco non lascia presagire nulla di buono. Potrebbe essere la nota misura della disconnessione coatta degli utenti da internet, la cosiddetta dottina Sarkozy, che questo governo, la Siae e Fimi hanno già dichiarato di apprezzare”. Dottrina che però è ancora in forse e ha già ricevuto una bocciatura dal parlamento europeo perché lesivo dei diritti degli utenti.

Sorprende poi un articolo, nella proposta, che con il diritto d’autore non ha niente a che vedere ma che ha il sapore della censura a 360 gradi: “Attribuzione di poteri di controllo alle Autorità di governo e alle forze dell’ordine per la salvaguardia su tali piattaforme telematiche del rispetto delle norme imperative, dell’ordine pubblico, del buon costume, ivi inclusa la tutela dei minori”.

Insomma, una specie di commissione di censura di quello che sta sul web, come avviene per il cinema, ma con ricadute molto più pesanti: perché andrebbe a porre paletti alla possibilità di ciascun utente di leggere o pubblicare una notizia o un video d’informazione. Su uno sciopero non autorizzato, per esempio, o su alcuni fatti potenzialmente diffamanti per un politico. Si noti che una norma simile, il Child Safe Act, voluto da Bush, è appena stata dichiarata anticostituzionale negli Usa. L’Italia andrebbe quindi contro tendenza, se passasse la proposta.

A contorno di tutta la vicenda c’è un giallo. In rete i primi commenti hanno attribuito la proposta alla Siae, che siede al Comitato. La Siae nelle scorse ore ha smentito quest’attribuzione, ma senza entrare nel merito del documento. Ha smentito, insomma, solo di esserne il padre, ma non ne ha negato l’esistenza. Addetti ai lavori continuano però a sospettare che sia stata proprio la Siae a redigerlo. Il motivo è che il nome della Siae appare indicato come l’autore del documento, nelle proprietà del file della proposta di legge trapelato agli addetti ai lavori (e che  Repubblica.it ha potuto leggere).

“Crediamo che adesso, dopo questa polemica, si possa tornare a discutere prendendo le distanze da quel documento. Così, del resto, il governo ci aveva promesso: il ministro Sandro Bondi (per i beni e le attività culturali) aveva detto infatti che la proposta di legge sarebbe arrivata al Comunicato solo dopo una consultazione con le varie parti”, dice Marco Pierani, responsabile rapporti istituzionali di Altroconsumo. Consultazione che ancora non è avvenuta. Ecco perché i consumatori si sono sentiti traditi all’arrivo di questa proposta di legge.

P.O.DISTRETTO DI GIARRE

di Saro Pistorio SENIOR

CARO SARO, DAL MOMENTO CHE CON ATTO ARBITRARIO SIAMO STATI SCIPPATI,OLTRE CHE DI OSTETRICIA, PUNTO NASCITE E DELLA DIVISIONE DI PEDIATRIA,RITENGO CHE BISOGNA DIFFIDARE L’AUSL.3 DI CATANIA, AFFINCHE’ VENGA ATTIVATO CON EFFETTO IMMEDIATO IL PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO, ATTIVO h 24.

Ospedale di Giarre: Lettera al PREFETTO

di Saro Cerra

Stamattina è stato sottoscritto il seguente documento:lettera-al-prefettolettera-al-prefetto_pagina_2

 

 

 

 

A SUA ECCELLENZA
IL SIGNOR PREFETTO DI CATANIA

Oggetto: richiesta intervento emergenza sanitaria distretto di Giarre, tutela salute pubblica art. N° 32 delle Costituzione Italiana.

I CONSIGLIERI COMUNALI DEL COMUNE DI GIARRE E RIPOSTO E LE COMMISSIONI PER LA TUTELA DELL’OSPEDALE DI GIARRE E RIPOSTO

premesso che:

- dal 4 luglio 2003 l’ospedale di Giarre attende che venga pienamente realizzato ciò che prescrive il decreto assessoriale  Regione Sicilia del 27 maggio 2003, attinente la realizzazione presso la struttura di contrada Coste  di  152 posti letto totali, di cui 124 per acuti, 16 di lungodegenza medica e 16 fisico-riabilitativa (allocati al presidio di Linguaglossa), oltre 8 di cardiologia e 4 di rianimazione;

- che, al momento attuale, non solo non è stato realizzato ciò che era stato imposto dal dettato normativo, ma addirittura la qualità e quantità dei servizi erogati dal nosocomio giarrese è peggiorata (vedi, da ultimo, la chiusura dei reparti di pediatria e punto nascita);

- che la situazione è particolarmente critica con riferimento alla chiusura notturna del pronto soccorso, che avviene sistematicamente dall’estate scorsa e che pregiudica gravemente i cittadini del distretto sanitario di Giarre, costringendo i mezzi di soccorso a raggiungere, evidentemente con tutte le perdite di tempo che ciò comporta, il pronto soccorso dell’Ospedale di Acireale, già di per sé oberato a causa dell’ampio bacino di utenza che copre;

-  che l’inerzia degli organi competenti è perdurata e perdura fino ad oggi nonostante i ripetuti solleciti da parte delle istituzioni locali (come, di recente, nel corso di una pubblica manifestazione popolare promossa dai Sindaci del distretto socio-sanitario che si è svolta il 5/12/2008);

- che tale inerzia da parte di organi amministrativi implica, di fatto, la disapplicazione della normativa vigente e in particolare del decreto assessoriale alla sanità  27.05.03 n.10896, pubblicato nella GURS n°30 del 4 luglio 2003 ed alla relativa deliberazione di Giunta Regionale n.135 del 7.5.03, che costituisce parte integrante del detto decreto;

- che tale situazione comporta gravissimi rischi per la salute e la sicurezza sanitaria dei cittadini del distretto sanitario di Giarre, a cui la politica regionale e gli organi amministrativi preposti, senza avere il coraggio di tradurre i propri intendimenti in precisi e chiari atti normativi, anzi disapplicando e omettendo di attuare quelli esistenti, sta consegnando un deserto sanitario, rendendoli cittadini di serie B e a più alto rischio addirittura di mortalità;

per quanto premesso,

si fa appello alla Vostra Eccellenza affinché intervenga nei confronti degli organi amministrativi competenti per il preciso rispetto della normativa vigente, per la predisposizione di misure urgenti che colmino il vuoto di assistenza sanitaria in cui si sono venuti a trovare i cittadini del distretto sanitario che fa capo all’Ospedale San Giovanni e Sant’Isidoro di Giarre, per l’accertamento di eventuali illeciti di natura amministrativa o penale (salva in quest’ultimo caso la competenza dell’Autorità Giudiziaria).

Certi dell’attenzione della E.V., porgiamo ossequiosi saluti