Forse non tutti sanno….

di Roberto

Innanzitutto chiedo scusa a Saro per il fatto di approfittare di questo blog per scrivere cose magari un pò fuori tema ma non per questo meno interessanti.
Questo è un articolo di controinformazione storica, che non si trova di solito sui libri di scuola.
L’annesione della Sicilia al Regno d’Italia fu sancita dal plebiscito del 21 ottobre 1861. Dopo l’unificazione, l’Isola dovette affrontare problemi come quello di non essere più una regione indipendente, ma annessa ad uno stato di cui facevano parte aree geografiche molto diverse, sia dal punto di vista economico, sia giuridico che culturale. Inizialmente, l’arrivo di Garibaldi suscitò entusiasmo e molte positive speranze per un futuro migliore. Poichè, particolarmente acuti erano i problemi della tassa sul macinato e delle terre demaniali. Il sig. Garibaldi con un decreto promulgato ad Alcamo aboliva tale tassa e successivamente con altro decreto faceva intendere che sarebbe stata possibile la suddivisione delle terre demaniali tra i contadini. Ma tali decreti rimasero solo su carta; Infatti, forte fu la resistenza di chi deteneva le terre (latifondisti). Si passò cosi ad una sorta di guerra tra gli oppressi e gli oppressori. La sommossa dei contadini che chiedevano la t erra si trasformò in una vera e propria rivoluzione, che interessò decine e decine di Comuni Siciliani. Garibaldi ordinò la repressione dei disordini che ebbe come esempio drammatico l’eccidio di Bronte ad opera di Nino Bixio, con la fucilazione dei rivoltosi. Ancora una volta, i siciliani si videro ingannati, derubati e trattati come coloni. Cominciò cosi ad attuarsi da parte del Regio Governo una politica di SFRUTTAMENTO e di OPPRESSIONE contro la quale gli isolani subito protestarono. Nè segui l’incameramento di tutti i beni demaniali ed ecclesiastici, il prelievo dell’oro e dell’argento dal Banco di Sicilia e dal Banco di Napoli, che determinarono il dissanguamento della Sicilia ed il suo definitivo collasso economico. Il denaro pagato dai siciliani per l’acquisto delle loro stesse terre fini al NORD anzichè essere impiegato nel potenziamento delle strutture produttive isolane. Le aspirazioni indipendentiste esplosero con sollevazioni e proteste negli anni 1861,18 63,1866 e 1891, per culminare nei moti dei Fasci Siciliani del 1892/1894. Il Regio Governo rispose proclamando quattro stati di assedio. Tra 1l 1862/1897 i poteri straordinari furono conferiti a Prefetti ed a Generali per reprimere, con una dittatura militare, lo spirito ribelle ed i sentimenti indipendentisti dei Siciliani.

P.S.: Probabilmente, se Garibaldi fosse stato un agricoltore, noi potevamo essere la Svizzera mediterranea.

La Camera ed il DDL anti-blog

da un articolo di Luca Spinelli

Era ottobre 2007. Il consiglio dei ministri approvava il cosiddetto “DdL Levi-Prodi“, disegno di legge che prevedeva per tutti i blog l’obbligo di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione e la conseguente estensione sulle loro teste dei reati a mezzo stampa.
La notizia, scoperta del giurista Valentino Spataro e rilanciata da Punto Informatico, fece scoppiare un pandemonio. Si scusarono e dissociarono i ministri Di Pietro e Gentiloni, ne rise il Times, Beppe Grillo pubblicò un commento di fuoco sul suo blog. Il progetto subì una brusca frenata e dopo un po’ le acque si calmarono. Cadde il governo Prodi.
Un anno dopo: novembre 2008. Un altro giurista, Daniele Minotti, si accorge che il progetto di legge gira di nuovo nelle aule del nostro Parlamento, affidato in sede referente alla commissione Cultura della Camera (DdL C. 1269).
http://view.atdmt.com/ITM/view/118039398/direct/01/Minotti ne fa una breve analisi sul proprio blog, marcando le diversità fra il nuovo testo e quello precedente. Abbiamo tuttavia alcune differenze di interpretazione. Diamo insieme un’occhiata ai punti salienti del progetto di Legge per capire cosa possono aspettarsi i navigatori e i blogger italiani:

Art. 2.
(Definizione di prodotto editoriale)

1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

Qualsiasi blog rientra in questa definizione.

Art. 8.
(Attività editoriale sulla rete internet)

1. L’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.

3. Sono esclusi dall’obbligo dell’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un’organizzazione imprenditoriale del lavoro.

All’apparenza il comma 3 escluderebbe la maggioranza dei blog dall’obbligo di registrazione e dai correlati rischi legali. Ma non è così. Ecco alcuni esempi pratici.

Il blog di Beppe Grillo ha una redazione, ha banner pubblicitari, vende prodotti. In parole povere: sia secondo il Codice Civile, sia secondo la comune interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa. Se il progetto di legge fosse approvato, perciò, Beppe Grillo avrebbe con tutta probabilità l’obbligo di iscriversi al ROC. Non solo: sarebbe in questo modo soggetto alle varie pene previste per i reati a mezzo stampa.

Affari suoi, diranno forse alcuni. Eppure non è l’unico a doversi preoccupare. Nella stessa situazione si troverebbero decine, probabilmente centinaia di altri ignari blogger. Infatti: chiunque correda le proprie pubblicazioni con banner, promozioni, o anche annunci di Google AdSense, secondo la comune interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa.

Il ragionamento è semplice. L’apposizione di banner è un’attività pubblicitaria continuativa che genera introiti; una prestazione continuativa è un’attività di impresa; chi fa impresa grazie alle proprie pubblicazioni deve registrarsi al ROC; chi è registrato al ROC può incorrere nei reati di stampa. Chi invece è in questa situazione e non si registra al ROC, può essere denunciato per stampa clandestina (ricordiamo un caso recente).

Per quanto in nostra conoscenza, manca ancora un pronunciamento strettamente ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (interpello) se l’uso di qualche banner rientri nelle attività dell’impresa (ma l’orientamento è piuttosto chiaro: banner = attività lucrosa continuativa; attività lucrosa continuativa = impresa).

Per questa ragione, se il progetto di Legge venisse approvato come è ora proposto, saremmo nel migliore dei casi di fronte ad una legge passibile di più interpretazioni e quindi potenzialmente molto pericolosa. Facciamo un esempio di fantasia, ambientato a Paperopoli.

Rockerduck: “Se non cancelli l’articolo sul tuo blog che parla male di me, ti trascino in tribunale per diffamazione a mezzo stampa.”
Paperino: “Ma il mio blog non è una testata!”
Rockerduck: “Però hai un banner pubblicitario, quindi potresti essere un’impresa, e quindi devi iscriverti al ROC. Anzi, se non togli l’articolo ti denuncio pure per stampa clandestina.”
Paperino: “Ok. Sob.”

Provate a sostituire “Rockerduck” con “picciotto” e “Paperino” con “cittadino” e il gioco è fatto.

Luca Spinelli

Ex Piazza S.Pietro

di (senza nome)

Ho riconosciuto su PrimaTV, Carmelo Caragliano e Francesca Le Mura promotori di una raccolta firme per l’attuazione di una più consona illuminazione della Piazza San Pietro.
Chiedo a chiunque – tra i promotori – legge su questo social-blog, di dare comunicazione su come mettersi in contatto con loro, per sostenerne “la causa”.
Approfitto dell’occasione per fare qualche osservazione e dare dei suggerimenti sempre se graditi. Noto in questi giorni il proliferare di ulteriori installazioni di colonne, parabole, luci, fari e faretti tutt’intorno alla piazza. Mi domando: ma quanti ne hanno richiesti? e fin dove si spingeranno? Capisco solo ora di questi lavori dilazionati e cioè far ingoiare – pardon – assuefare i ripostesi a questa nuova forma di “arte illuminata”. D’altronde se l’appalto, come si sente dire è di 2 milioni di euro hanno voglia di quanti “palaccioni e faretti” possono mettere. Suggerisco all’ amministrazione di lasciare un bel po’ di questi euro di riserva, per il consumo Enel dei quasi 100 faretti installati e per la sostituzione quando inizieranno a fulminarsi per esaurimento o perché vandalizzati; allora si che la piazza e dintorni sarà veramente illuminata. A proposito, oltre all’ufficio tecnico ed al satrapo chi ha avallato politicamente “il progetto”?, visto che a suo tempo la cittadinanza non “ha voluto partecipare” alla sua presentazione!!.
Come si sente dire un pò da tutti, il problema non sono i “palaccioni” che sono effettivamente particolari e perché no, anche bellini, il problema è che fanno risaltare l’architettura moderna dei palazzi Bonaccorso-Banco di Sicilia e non più lo stile della Chiesa, del municipio e degli altri palazzi. Suggerisco pertanto il cambio nome in “Piazza Banco di Sicilia SpA”, oppure se dei “palaccioni” si vuole risaltare la forma “a cannolu” si potrebbe mettere il nome “Piazza Spina Polisano” e che “San Pitruzzu” non me ne voglia.
Qualora invece questa nuova amministrazione vorrebbe riparare alla cosa, suggerisco varie soluzioni:
- lasciare le 12 colonne, togliere le parabole e sommontarle con una trabeazione come in foto (a) allegata, impiantando qualche semplice faro per la Chiesa e la Piazza;
- oppure, lasciare le 12 colonne, togliere le parabole e “raccamarle” ad arte come foto (b);
- oppure, lasciare le 12 colonne, togliere le parabole e sommontarle da leggere ma resistenti cupole semisferiche in vetro-plastica, in modo da rendere la piazza una grande galleria – tipo I Portali – e fruibile anche con tempo avverso;
- infine la più semplice: mettere in vendita su Ebay i “palaccioni” e col ricavato acquistare 4 semplici lampioni in stile epoca ‘900 ed aggiungere se ne fosse necessario fari per illuminare zone carenti. Tutto questo è fattibile se fatto all’insaputa del satrapo e dell’ufficio tecnico.
Per tutte le sopra esposte idee, rinuncio pubblicamente sin d’ora ai diritti d’autore e dell’ingegno.

Foto Afoto-b

Scambio Casa

Posto come articolo il commento (rimasto in secondo piano) che Roberto qualche giorno fa ha pubblicato sul blog. Saro Cerra
di Roberto

Cari lettori di questo Blog…. oggi Vi voglio tediare con questa curiosità, chiedendovi nel contempo cosa ne pensate?

“AVERE UNA CASA E POTERNE GODERE ALTRE 100!

Molte persone possiedono una sola abitazione (per fortuna che c’è) eppure vorrebbero averne una a Madrid, un’altra a Londra, Parigi, Roma, San Francisco, Sydney e, sognando e risognando un’altra a Venezia, new York etc. etc..
Come fare?
Per esempio ci si può iscrivere a dei siti internet come ad esempio http://www.ScambioCasa.com (alcuni con una piccola quota di abbonamento) e scambiare la propria casa per il periodo di vacanza o addirittura più lungo.
Come funziona?
Bisogna inserire delle foto della propria casa od anche dei dintorni, delle informazioni su di se e quali destinazioni si intendono visitare. Il “listing” verrà visitato, qualcuno vi contatterà con una email e se vi garba concorderete il periodo e tutto il resto. Un altro aspetto molto interessante è che ci si conosce con persone di tutto il mondo (la conoscenza dell’inglese aiuta), facendo intanto pubblicità alla nostra terra, contribuendo a far giungere persone che per forza di cose dovranno spendere nel nostro territorio, con tutto ciò che ne consegue. Un proverbio dice: “Il tuo miglior amico è l’estraneo che non hai ancora conosciuto”. Naturalmente bisogna fidarsi quando si lascia casa propria in mani sconosciute, ma lo stesso dovrà fare chi la lascia a noi. Lo spirito che anima le persone che soggiornano in casa altrui è quello di rispettare ogni cosa, proprio come si vuole che venga rispettato ciò che ci appartiene, e soprattutto quello di visitare un paese straniero senza la freddezza e le cose in serie offerte da un Hotel. In tal modo ci si potrà addentrare un po di più nella realtà del luogo visitato, lo si vedrà un po più da vicino. Infatti, si andrà a fare la spesa come i residenti, si comunica con i vicini di casa (di solito questi sono coloro che in questi tipi di scambi, detengono le chiavi lasciate dai proprietari).

Invito di Carmelo Spitaleri

Comune di Riposto
Provincia di Catania

Nota stampa

IL SINDACO CARMELO SPITALERI:

“ALLA MANIFESTAZIONE DI VENERDI’ 5 SCENDETE IN PIAZZA A SOSTEGNO DEL “SANT’ISIDORO E SAN GIOVANNI DI DIO”

“C’ è un obiettivo comune tra tutti i Sindaci del distretto socio sanitario, un obiettivo che prescinde, e deve prescindere, dal colore politico nell’interesse della collettività tutta. Tale obiettivo è la netta e decisa opposizione ad un ridimensionamento che dequalifichi il nosocomio “Sant’Isidoro e San Giovanni Di Dio” di Giarre. La manifestazione di venerdì 5 dicembre prossimo è la voce delle amministrazioni che sono chiamate a difendere i diritti dei cittadini che rappresentano. Tale voce diventa ancora più ferma se il mondo dell’associazionismo, i cittadini diventano parte attiva di tale manifestazione.
Il mio è un appello perchè quello di venerdì non sia solo un atto rappresentativo formale. Venerdì deve scendere in piazza quella gente che vuole rimarcare la propria volontà a sostegno di una struttura sanitaria innegabilmente funzionale ad un bacino d’utenza di quasi 120 mila persone. Quella manifestazione dovrà avere un’eco e perchè questo obiettivo venga raggiunto è fondamentale che sia una voce corale e corposa a sottolineare le esigenze di una comunità che vuole mantenere funzionale tale struttura sanitaria.
Notizia di pochi giorni fa è l’inaugurazione del day – hospital. Oggi ribadisco come, questa iniziativa, non debba essere sinonimo di alternativa al nosocomio “Sant’Isidoro e San Giovanni Di Dio” ma deve, invece, rappresentare un valore aggiunto per l’intera comunità della fascia jonico etnea” – ha dichiarato il sindaco del Comune di Riposto, Carmelo Spitaleri- .

US
01.12.08

Aumento indennità

di Isidoro

Devo dire che oggi ho aperto il giornale per guardare la cronaca locale molto tardi, dopo pranzo e dopo essermi soffermato a parlare, con un’amica, della situazione di grave disagio che vivono gli insegnanti precari, di fatto, licenziati dalla Gelmini e dai tagli alla scuola. Lei mi dice: “non pensano mai a ridursi i loro di stipendi!”. E io dico: “è vero, ma si tratta di un problema complessivo di costi della politica che, in Italia, ammontano a cifre esorbitanti: pensa alle indennità di tutti i consiglieri comunali, provinciali, regionali, ai dirigenti di società di Stato “abbiati” là per meriti politici e così via…” Insomma io e la mia amica ci troviamo d’accordo su questa cosa su cui, peraltro, si trovano d’accordo tutti ma per la quale nessuno prende provvedimenti incisivi.
Poi torno a casa, pranzo, apro “La Sicilia” e vado alla pagina dell’informazione locale. E che ti scopro? Ti scopro che i consiglieri comunali di Riposto hanno avuto la brillante idea di aumentarsi le indennità a mille euro mensili lorde, per di più quasi all’unanimità, perché quando si tratta di danari ci si trova quasi tutti d’accordo, quando invece, in campagna elettorale, ci si è sbranati e si è detto peste e corna gli uni degli altri.
Poi magari si criticano i parlamentari nazionali, i deputati regionali, i dipendenti pubblici e quant’altro. Ma quando si passa dalle parole ai fatti è questo l’esempio che si da, per di più in un momento tanto difficile per tanta gente. Mi dispiace non essere gentile e diplomatico: vi giuro che non è per i soldi che fuggono via dalle tasche di tutti, che magari il comune non ha che ho questo senso di nausea, ma perché penso che alcuni continuano a ballare e festeggiare mentre il Titanic affonda…

L'importanza dei Blog

di Roberto

Qual’è l’importanza di scrivere regolarmente in questo fantastico blog messo a disposizione da una persona adeguata, messa al posto giusto nel momento giusto?
La domanda non è retorica. Prima di tutto, inizio con lo sfidarvi a lasciare un commento con il vostro punto di vista relativamente alle questioni inerenti il nostro Comune, lasciando i vostri suggerimenti per poter migliorare, abbellire, perfezionare, criticare etc. etc. tutto cio che ha a che fare col Comune di Riposto.
Cosa che già fate, ma io sono convinto che se tutti noi frequentatori di questo blog, iniziassimo materialmente a dare l’esempio per migliorare le cose, magari col passaparola, infatti, a tal proposito Vi ricordo che il passaparole è la migliore pubblicità. Vi faccio un esempio prendendo spunto sulla raccolta differenziata dei rifiuti:
La raccolta differenziata richiede una buona collaborazione tra i cittadini e gli enti che la realizzano.
Infatti, se ognuno di noi cominciasse nel suo piccolo ad impegnarsi nella differenziata, convincendo anche il vicino di casa e poi l’amico e poi l’amico dell’amico e cosi via, si potrebbe raggiungere una certa eccellenza, con tornaconti economici per tutti ma sopratutto cominceremmo a porre le basi per un futuro migliore per i nostri figli(vi assicuro che non è poco). E’ anche vero che finora gli enti pubblici non hanno lanciato campagne informative adeguate ad informare correttamente i cittadini. A tal proposito vi invito di visionare il sito dell’ente che si occupa della raccolta dei rifiuti differenziati nel nostro Comune che è: (www.atoct1joniambiente.it).
Qui potrete trovare notizie utili.
Il mio obbiettivo in questo campo è quello di superare come raccolta differenziata il quantitativo prodotto dalla vicina comunità di Giarre anche se sono molti più abitanti, potremmo dargli uno smacco non da poco e se ci riusciamo potremmo diventare l’esempio per tutta la provincia di Catania.
Ne approfitto per salutarVi e dirvi grazie per il solo fatto di aver letto questo articolo.

P.S.:SONO SICURO CHE CRESCEREMO COME COMUNITA’ PERCHE’ LO VOGLIAMO.

Manifestazione Ospedale

di Saro Cerra

La manifestazione a sostegno del presidio ospedaliero S.Isidoro di Giarre si terrà il 5 dicembre. Nel corso di una riunione preventiva, alla quale hanno preso parte, oltre al sindaco Sodano, i sindaci di Linguaglossa Rosamaria Vecchio e di Castiglione di Sicilia, Claudio Scavera e l’assessore alla Sanità del Comune di Riposto, Enzo Caragliano, sono state decise le modalità e l’organizzazione logistica della manifestazione che prevede il concentramento in piazza S.Vito a Macchia alle 9.30 di venerdì 5 dicembre e il corteo che muoverà in direzione di via Forlanini, dinanzi la sede del complesso ospedaliero. La manifestazione del 5 dicembre è aperta a tutti i cittadini e a quanti condividono la salvaguardia dell’ospedale S.Isidoro.

Dibattito SAPOREDAZZURRO

da Ufficio Stampa

L’AMMINISTRZIONE TRACCIA UN BILANCIO DI SAPOREDAZZURRO

E’ stata programmata per domani, venerdì 28 novembre, nella sala del Vascello, in via Archimede, una conferenza dibattito sul tema: “Riposto SAPOREDAZZURRO, riflessioni sull’evento e prospettive future“.
All’incontro, voluto dall’Ammnistrazione comunale, per tracciare un bilancio alla presenza dei cittadini sull’evento che si è da poco concluso, interverranno il sindaco, Carmelo Spitaleri, l’assessore al Mare, Domenico Di Martino, l’assessore al Turismo, Claudia D’Aita, il responsabile unico del procedimento, Rosario Leotta, e il supporto tecnico al R.u p. Giuseppe Tornatore.
Nel corso della serata saranno proiettati alcuni filmati relativi alla manifestazione SAPOREDAZZURRO e saranno anche mostrate alcune delle foto dei momenti più significativi di quello che può considerarsi un evento storico per Riposto.

Nota Stampa

Comune di Riposto
Provincia di Catania

Nota Stampa

DIECI MINUTI DI TOLLERANZA E ABBONAMENTI AGEVOLATI PER I RESIDENTI.
IL SINDACO E GLI ASSESSORI HANNO INCONTRATO LA COOPERATIVA CHE GESTISCE IL SERVIZIO PER CONCERTARE NUOVE REGOLE PER LA SOSTA A PAGAMENTO.

Novità in tema di strisce blu a Riposto. A quasi due mesi dalla riattivazione del servizio di sosta a pagamento negli stalli delimitati dalle strisce blu nel Comune marinaro (servizio di nuovo in vigore dal primo ottobre 2008),
con una determina comunale, da oggi, sarà consentita la sosta senza l’obbligo dell’esposizione del tagliando di autorizzazione per un massimo di dieci minuti dall’arrivo dell’utente. Nell’arco di questi minuti (il cosiddetto “periodo di tolleranza”) gli ausiliari della sosta non eleveranno la multa. A documentare il periodo di sosta, un apposito disco orario che il conducente dovrà sistemare, in maniera ben visibile, vicino al parabrezza del proprio mezzo a dimostrazione dei “dieci minuti” nell’ambito dei quali è consentito sostare senza tagliando.
Una richiesta, questa del “periodo di tolleranza”, avanzata dall’amministrazione comunale e accolta dalla cooperativa che gestisce il servizio di sosta a pagamento.
Novità anche per quanto riguarda il servizio di abbonamento: il sindaco, Carmelo Spitaleri e gli assessori Michele D’Urso e Franceso Castelli, rispettivamente alla Polizia Municipale e alla Viabilità, hanno evidenziato alla ditta l’esigenza di garantire un abbonamento mensile agevolato da destinare ai residenti che consentirà loro di sostare negli stalli blu ad un costo più conveniente. Attraverso questo particolare abbonamento, i residenti del Comune di Riposto, potranno abbonarsi al sevizio al costo di 30 euro mensili. Agevolazione, questa, estesa anche ai dipendenti e amministratori comunali, nonchè a quanti lavorano nelle aree dove è attivo il servizio di sosta a pagamento. Inoltre potrà essere rilasciato anche un abbonamento mensile a coloro che usufruiscono del servizio di sosta per mezza giornata. Questi potranno godere di un abbonamento per l’importo agevolato di euro 17,50.
“Abbiamo voluto incontrare la cooperativa che gestisce il servizio proprio per concertare un sistema di abbonamento riservato ai residenti. Un sistema che li agevolasse e che fosse più conveniente. E insieme con gli assessori competenti, abbiamo ritenuto, inoltre, opportuno garantire almeno dieci minuti di tolleranza per consentire, a quanti devono sbrigare piccole faccende, la sosta senza alcun obbligo di pagamento del tagliando” – ha sottolineato il sindaco, Carmelo Spitaleri -.

US
26.11.08

Comune di Riposto
Provincia di Catania

Nota Stampa

LE SCUOLE IN PRIMO PIANO A RIPOSTO: DOPO LA “QUASIMODO” GIA’ IN VIA DI FINANZIAMENTO UN ALTRO INTERVENTO, QUESTA VOLTA AL PLESSO “MARANO”

Da stamani gli studenti della scuola elementare “Quasimodo” sono tornati nelle loro aule di via Carbonaro. Dopo quasi un anno e mezzo di lavori per l’adeguamento antisismico della struttura, oggi, gli oltre 150 alunni, hanno cominciato le lezioni con una piccola inaugurazione dell’istituto reso più sicuro grazie a questo intervento – come ha sottolineato l’assessore alla Pubblica Istruzione, Lea Messina -.
In via di finanziamento anche un altro intervento che interesserà la scuola elementare “Marano”. Anche quest’opera è tesa all’adeguamento antisismico del plesso. E se la somma stanziata dalla Protezione Civile per i lavori nella “Quasimodo” ammontava a circa 445 mila euro, per quanto riguarda la “Marano”, il finanziamento (ancora una volta i fondi sono del Dipartimento della Protezione Civile) ammonta a poco meno di 500 mila euro.
“Il nostro obiettivo è riuscire a garantire questo tipo di interventi in tutte le strutture scolastiche del territorio  – ha spiegato l’assessore comunale Lea Messina – a garanzia di una maggiore sicurezza”.
Adeguamento degli impianti elettrici  ed antincendio, gli interventi  che interesseranno, invece, la scuola elementare “Padre Pio” e la scuola media “Galileo Galilei”. Come annuncia l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Francesco Castelli. Mentre nel plesso elementare “Crispi” si procederà con interventi di manutenzione straordinaria che comprenderanno lavori come, per esempio, l’impermeabilizzazione del tetto e la ricandeggiatura delle pareti, sia interne che esterne.
Interventi, questi, già finanziati dall’assessorato regionale alla Pubblica Istruzione.

US
26.11.08