Un Applauso al Sindaco, Ma! quel Assessore S'Gotta Go!!!

di ex-Consigliere F.I. Santo P. Grasso

Beh, mi sono svegliato da un Brutto Sogno, oppure di una squalida verità ???
Essendomi diminuita la glicemia, mi sono improvisiamente riccordato una verità ed sarebbe stato meglio che era un brutto sogno, che un assessore di oggi, durante la sua permanenza nel consiglio comunale nell’amministrazione del Sindaco C. D’urso, questo mentre che era consigliere comunale, si è presentato in una gara, dichiarandosi e presente nelle qualità di: 1) consigliere comunale; 2) socio dell’associazione partecipando alla gara; 3)dichiarando che sua moglie è nel consiglio d’amministrazione dell’associazione; 4)che il suo suocero è il presidente dell’associazione che partecipa alla gara.
Essendo che il dirigente della gara avvesse notato un errore nella scritura della busta, avveva deciso di non aprire la busta, perche non era idonea alla partecipazione, il allora consigliere comunale, dichiarava che lui conosceva il contenuto nella busta e doveva essere aperta, che nel contenuto si avvrebbe visto qual’era l’associazione partecipante.
Il dirigente dopo tanta perplessità, con tanta insistenza da parte del consigliere/socio, il dirigente ha aperto la busta.
Che comunque, l’associazione non avendo le sei mesi d’iscrizione nel registro regionale è stata comunque esclusa.
Beh, Beh, Behhhh, Spero solamente che mi riccordo che tutto questo non è mai avvenuto ed è stato un semplice sogno, e non un riccordo VERO!!! essendo che la glicemia mi sia abbasata, chi sa se mi si abbassa di più cosa mi riccorderò.
Pensò, per come tutti mi conoscono, Come mi sono presentato alle Cittadini durante la ia 1° campagna elettorale che sono salito come Consigliere Comunale, il mio slogan era, “Se non volete che rompo Cog___ni allora non mi votate” indovinate mi hanno dato 120 voti, Beh sono uno che nei riferimenti faccio nomi, cognomi insomma tutti i dati importanti per non causare errori di persone.
Beh, chi sa? forse al più presto mi riccorderò essatamente tutto, si propriamente tutto. E allora Cari Amici Ripostesi, ci sarà da ridere.
Io, sono nato a New York, facevo un lavoro sensibile. Ho lasciato l’America per venire qui a Riposto nella terra dei miei genitori, mi sono innamorato di questo paese “Riposto”, è farò tutto quello necessario per promuovere e diffendere il bene e giusto, e distrugere con tutte le miei forze il Male, i Pazzi, i Maligni, i Sfruttatori anche della politica a Riposto e sopratutto qui persone Vile.
Io Amo Riposto, e desidero che mio figlio oggi ancora bambino, un giorno potrà anche lui essere orgoglioso di stare a Riposto.

La discarica di via Cialdini angolo via R.Elena

di Mari

Ormai siamo abituati a vedere di tutto e di più depositato in questo nostro angolo di strada…frigoriferi, televisori, divani, pensili, cucine, sedie, motorini, sportelli di auto, copertoni…che restano in brutta mostra settimane intere sul microscopico marciapiede…e per i quali più volte abbiamo chiamato il servizio comunale per il ritiro dei rifiuti ingombranti. Oggi a far da protagonista è la lavatrice,coreografata di sedia e una specie di libreria,che potete ammirare nelle foto..lavatrice con la quale,questo pomeriggio,un automobilista ha avuto un incontro ravvicinato..guardate il danno subito dall’autovettura. In via Cialdini le auto passano ad un filo dal marciapiede perchè la strada è stretta,se poi dal marciapiede sporgono i sopra citati rifiuti immaginate voi…E questo ad un passo dal centro storico e sotto la visione di 2 componenti della giunta comunale….che spero trovino presto una soluzione a questo problema.

7890_dsc03783dsc03784dsc03787

Nota Stampa: Colonia felina

 Comune di Riposto
Comune di Riposto

UFFICIO STAMPA

 Assessorato alle Problematiche Animaliste

 L’assessore alle Problematiche Animaliste, Domenico Di Martino, interviene sulla questione relativa alla colonia felina ospitata in un appartamento di via Etna:

“La questione sollevata dal Sig. Pietro Vasta, è la risultante di un problema annoso che si trascina da diversi anni e che, pertanto, l’attuale Amministrazione Comunale ha ereditato nella sua fase più critica. Ciò premesso è da rilevare il fatto che il predetto Vasta ha arbitrariamente e abusivamente trasformato una civile abitazione in un rifugio per gatti, ignorando assolutamente quanto prescritto dalla L.R.15/2000, art 18, che regola la materia. Raggiunto in data 5 dicembre da provvedimento di sfratto che di fatto lo costringe ad abbandonare l’abitazione usata arbitrariamente come ricovero per gatti, il Vasta reitera una polemica fatua, aggravandola, per altro, con tutta una serie di accuse prive del benché minimo fondamento.
Dal 5 dicembre, il Comune di Riposto, nonostante le enormi difficoltà a reperire risorse in bilancio, sta provvedendo al sostentamento della colonia e alle cure necessarie ai gatti ammalati.Si è anche provveduto alla nomina di un custode per la struttura che ospita gli animali e nel contempo si stanno effettuando continui sopralluoghi sul territorio comunale al fine di individuare un aria atta a ricoverare i felini, in attesa di un loro definitivo affidamento secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.
La questione è stata, come si evince, affrontata con la massima serietà e tempestività da parte dell’Ente comunale, allo scopo prioritario di salvaguardare la salute e l’esistenza dei gatti ospitati dal Sig. Vasta. Va, a tal proposito, precisato come sin dal primo insorgere della questione si sia costituita una vera e propria unità di crisi, costituita non solo dall’assessore alle Problematiche Animaliste, ma anche dallo stesso sindaco, Carmelo Spitaleri, dall’assessore ai Servizi Socio-Sanitari, Vincenzo Caragliano, dall’assessore all’Ambiente, Mario Calderone e dal consigliere comunale, Rosario Cerra. Costoro, sensibili alle problematiche animaliste, in sinergia con il comando della Polizia Municipale stanno lavorando ogni giorno al fine di tutelare la salute e la tranquilla esistenza della colonia felina, oggetto della questione”.

US
09.12.08

Nota Stampa

Comune di Riposto
Comune di Riposto

UFFICIO STAMPA

AL VIA UN CICLO DI INCONTRI DEDICATI ALLA SCIENZA.
I DUE COMUNI DI GIARRE E RIPOSTO INSIEME PER OFFRIRE SEI APPUNTAMENTI CULTURALI

“Raccontare la Scienza” è il primo ciclo di conferenze divulgative che dal 12 dicembre prossimo e fino al 15 maggio 2009 coinvolgeranno il Comune di Riposto e Giarre. Promotore dell’evento il dott. Salvatore Santoro che, insieme con i due Comuni, ha organizzato un programma di sei appuntamenti dedicati a temi come il clima, il mondo delle piante, la biologia.

Mercoledì 10 alle ore 11, nella Sala del Vascello del Comune di Riposto, la conferenza stampa di presentazione dell’intero evento. Incontro, questo, al quale prenderanno parte anche alcune classi dell’istituto nautico “Colajanni” e della scuola media “Pirandello” di Riposto.

Il programma prenderà il via:

  • Venerdì 12 dicembre prossimo, alle ore 18, al Palazzo della Cultura in piazza Macherione a Giarre: “Variazioni cilamatiche ed energie alternative”. Relatore sarà il prof. Rosario Zappalà, docente di Astrofisica Nucleare all’Università di Catania.
  • Venerdì 16 gennaio 2009 alle ore 18 al Palazzo Comunale di via Archimede a Riposto: “Le specie degli organismi viventi: immutabili o dinamiche”? Relatore il prof. Salvatore Arcidiacono, già ordinario di Scienze nei Licei.
  • Venerdì 13 febbraio 2009 alle ore 18 al Palazzo della Cultura in piazza Macherione a Giarre: “Ghiacci nel sistema solare”. Relatore il prof. Giovanni Strazzulla, direttore dell’Osservatorio Astrofisico Inaf di Catania.
  • Venerdì 13 marzo 2009 alle ore 18, al Palazzo Comunale di via Archimede a Riposto: “Dalle cellule staminali alla manipolazione genetica”. Relatore il dott. Giuseppe Longo, assist. prof. “Robert Wood Johnson Med. School” Cancer Istitute of New Jersey (USA)
  • Venerdì 17 aprile 2009 alle ore 18 al Palazzo della Cultura in piazza Macherione a Giarre: “Cambiamente climatici e il loro impatto sulle piante”. Relatore il prof. Pietro Pavone, direttore del Dipartimento di Botanica dell’Università di Catania.
  • Venerdì 15 maggio 2009 alle ore 18 al Palazzo Comunale di via Archimede a Riposto: “Nuove prospettive della cosmologia e L.H.C. di Ginevra” interverrà il prof. Rosario Zappalà, docente di Astrofisica Nucleare all’Università di Catania.

US
06.12.08

Ospedale di Giarre: la manifestazione

Posto l’articolo pubblicato sul blog di Isidoro Bonaventura…….

di Nancy

Mah!…..
………..”mah!” è l’unica cosa che mi viene in mente per riassumere tutto.
Lo dico perchè ci sono stata, stamattina, dall’inizio alla fine. E per questo non trovo niente di meglio da dire, per iniziare,e anche per sintetizzare: mah!..
Tanti politici e pochissima gente: questi i fatti. Tante parole e poca fiducia. La gente non è venuta in massa. Del resto nessuno, in tutta coscienza, può dirsi stupito di simile risultato. C’era da aspettarselo, visti i tentennamenti, i disaccordi, i ritardi, le indecisioni, le mosse tattiche dicutibili che hanno preceduto questa manifestazione, non in ultimo il giorno e l’orario (venerdì mattina ) in cui si è deciso di effettuarla.
Si, è vero si sono visti politici di tutti i colori, tutti “amici” lì, tutti a darsi strette di mani e pacche sulle spalle, e tutti a dire la loro, a fare “vetrina” e bella mostra della loro partecipazione. Questo si, si è visto, e potrebbe anche essere una bella cosa in sè, e lo è, certo, perchè testimonia almeno una presa di posizione comune.
Ma il valore di una manifestazione si misura dal numero elevato dei partecipanti, specie quando la posta in gioco è un interesse così grande e così trasversale, come è quello della difesa della salute di tutti i cittadini del Distretto di Giarre attraverso l’esistenza di un vero ospedale funzionante! Ebbene, proprio la folla è quella che non s’è vista, oggi. Peccato, peccato comunque! Secondo me, non c’è molto di cui vantarsi, nè dalla prospettiva dei politici – che dovrebbero prendere atto del loro scollamento dalla popolazione – nè dalla prospettiva dei cittadini – che non possono dire di essere capaci di autorappresentare a gran voce i propri diritti!
Si sarebbe dovuto accantonare tutto (riserve politiche, scetticismo, rassegnazione..) e andare comunque a manifestare. Questo io penso.
Invece non si son viste che poche associazioni, pochi cittadini, pochi studenti (eppure tra Giarre e Riposto ci sono tutti gli istituti superiori), pochi rappresentanti di categoria. Pochi di tutto e di più, ma pochi. Anche volantini dichiaratamente contro il sindaco di Giarre, si son visti, dunque anche la voce del dissenso, s’è vista. Ma la folla no, quella proprio no.
Mah!…Si spera certo, si spera fino all’ultimo, di non dover mai finire sbattuti in qualche barella di qua e di là in cerca di un ospedale in grado di affrontare le emergenze, e si spera sempre di essere in buona salute..Ma il peso politico di una grande manifestazione di massa non lo si può fare valere sul tavolo della negoziazione con la Regione. Siamo, più che mai, nelle mani dei politici, solo le loro, che adesso son sembrate “unite”, ma…”mah!”..

Forse non tutti sanno….

di Roberto

Innanzitutto chiedo scusa a Saro per il fatto di approfittare di questo blog per scrivere cose magari un pò fuori tema ma non per questo meno interessanti.
Questo è un articolo di controinformazione storica, che non si trova di solito sui libri di scuola.
L’annesione della Sicilia al Regno d’Italia fu sancita dal plebiscito del 21 ottobre 1861. Dopo l’unificazione, l’Isola dovette affrontare problemi come quello di non essere più una regione indipendente, ma annessa ad uno stato di cui facevano parte aree geografiche molto diverse, sia dal punto di vista economico, sia giuridico che culturale. Inizialmente, l’arrivo di Garibaldi suscitò entusiasmo e molte positive speranze per un futuro migliore. Poichè, particolarmente acuti erano i problemi della tassa sul macinato e delle terre demaniali. Il sig. Garibaldi con un decreto promulgato ad Alcamo aboliva tale tassa e successivamente con altro decreto faceva intendere che sarebbe stata possibile la suddivisione delle terre demaniali tra i contadini. Ma tali decreti rimasero solo su carta; Infatti, forte fu la resistenza di chi deteneva le terre (latifondisti). Si passò cosi ad una sorta di guerra tra gli oppressi e gli oppressori. La sommossa dei contadini che chiedevano la t erra si trasformò in una vera e propria rivoluzione, che interessò decine e decine di Comuni Siciliani. Garibaldi ordinò la repressione dei disordini che ebbe come esempio drammatico l’eccidio di Bronte ad opera di Nino Bixio, con la fucilazione dei rivoltosi. Ancora una volta, i siciliani si videro ingannati, derubati e trattati come coloni. Cominciò cosi ad attuarsi da parte del Regio Governo una politica di SFRUTTAMENTO e di OPPRESSIONE contro la quale gli isolani subito protestarono. Nè segui l’incameramento di tutti i beni demaniali ed ecclesiastici, il prelievo dell’oro e dell’argento dal Banco di Sicilia e dal Banco di Napoli, che determinarono il dissanguamento della Sicilia ed il suo definitivo collasso economico. Il denaro pagato dai siciliani per l’acquisto delle loro stesse terre fini al NORD anzichè essere impiegato nel potenziamento delle strutture produttive isolane. Le aspirazioni indipendentiste esplosero con sollevazioni e proteste negli anni 1861,18 63,1866 e 1891, per culminare nei moti dei Fasci Siciliani del 1892/1894. Il Regio Governo rispose proclamando quattro stati di assedio. Tra 1l 1862/1897 i poteri straordinari furono conferiti a Prefetti ed a Generali per reprimere, con una dittatura militare, lo spirito ribelle ed i sentimenti indipendentisti dei Siciliani.

P.S.: Probabilmente, se Garibaldi fosse stato un agricoltore, noi potevamo essere la Svizzera mediterranea.

Saluti. ROBERTO

La Camera ed il DDL anti-blog

da un articolo di Luca Spinelli

Era ottobre 2007. Il consiglio dei ministri approvava il cosiddetto “DdL Levi-Prodi“, disegno di legge che prevedeva per tutti i blog l’obbligo di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione e la conseguente estensione sulle loro teste dei reati a mezzo stampa.
La notizia, scoperta del giurista Valentino Spataro e rilanciata da Punto Informatico, fece scoppiare un pandemonio. Si scusarono e dissociarono i ministri Di Pietro e Gentiloni, ne rise il Times, Beppe Grillo pubblicò un commento di fuoco sul suo blog. Il progetto subì una brusca frenata e dopo un po’ le acque si calmarono. Cadde il governo Prodi.
Un anno dopo: novembre 2008. Un altro giurista, Daniele Minotti, si accorge che il progetto di legge gira di nuovo nelle aule del nostro Parlamento, affidato in sede referente alla commissione Cultura della Camera (DdL C. 1269).
http://view.atdmt.com/ITM/view/118039398/direct/01/Minotti ne fa una breve analisi sul proprio blog, marcando le diversità fra il nuovo testo e quello precedente. Abbiamo tuttavia alcune differenze di interpretazione. Diamo insieme un’occhiata ai punti salienti del progetto di Legge per capire cosa possono aspettarsi i navigatori e i blogger italiani:

Art. 2.
(Definizione di prodotto editoriale)

1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

Qualsiasi blog rientra in questa definizione.

Art. 8.
(Attività editoriale sulla rete internet)

1. L’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.

3. Sono esclusi dall’obbligo dell’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un’organizzazione imprenditoriale del lavoro.

All’apparenza il comma 3 escluderebbe la maggioranza dei blog dall’obbligo di registrazione e dai correlati rischi legali. Ma non è così. Ecco alcuni esempi pratici.

Il blog di Beppe Grillo ha una redazione, ha banner pubblicitari, vende prodotti. In parole povere: sia secondo il Codice Civile, sia secondo la comune interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa. Se il progetto di legge fosse approvato, perciò, Beppe Grillo avrebbe con tutta probabilità l’obbligo di iscriversi al ROC. Non solo: sarebbe in questo modo soggetto alle varie pene previste per i reati a mezzo stampa.

Affari suoi, diranno forse alcuni. Eppure non è l’unico a doversi preoccupare. Nella stessa situazione si troverebbero decine, probabilmente centinaia di altri ignari blogger. Infatti: chiunque correda le proprie pubblicazioni con banner, promozioni, o anche annunci di Google AdSense, secondo la comune interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa.

Il ragionamento è semplice. L’apposizione di banner è un’attività pubblicitaria continuativa che genera introiti; una prestazione continuativa è un’attività di impresa; chi fa impresa grazie alle proprie pubblicazioni deve registrarsi al ROC; chi è registrato al ROC può incorrere nei reati di stampa. Chi invece è in questa situazione e non si registra al ROC, può essere denunciato per stampa clandestina (ricordiamo un caso recente).

Per quanto in nostra conoscenza, manca ancora un pronunciamento strettamente ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (interpello) se l’uso di qualche banner rientri nelle attività dell’impresa (ma l’orientamento è piuttosto chiaro: banner = attività lucrosa continuativa; attività lucrosa continuativa = impresa).

Per questa ragione, se il progetto di Legge venisse approvato come è ora proposto, saremmo nel migliore dei casi di fronte ad una legge passibile di più interpretazioni e quindi potenzialmente molto pericolosa. Facciamo un esempio di fantasia, ambientato a Paperopoli.

Rockerduck: “Se non cancelli l’articolo sul tuo blog che parla male di me, ti trascino in tribunale per diffamazione a mezzo stampa.”
Paperino: “Ma il mio blog non è una testata!”
Rockerduck: “Però hai un banner pubblicitario, quindi potresti essere un’impresa, e quindi devi iscriverti al ROC. Anzi, se non togli l’articolo ti denuncio pure per stampa clandestina.”
Paperino: “Ok. Sob.”

Provate a sostituire “Rockerduck” con “picciotto” e “Paperino” con “cittadino” e il gioco è fatto.

Luca Spinelli

Ex Piazza S.Pietro

di (senza nome)

Ho riconosciuto su PrimaTV, Carmelo Caragliano e Francesca Le Mura promotori di una raccolta firme per l’attuazione di una più consona illuminazione della Piazza San Pietro.
Chiedo a chiunque – tra i promotori – legge su questo social-blog, di dare comunicazione su come mettersi in contatto con loro, per sostenerne “la causa”.
Approfitto dell’occasione per fare qualche osservazione e dare dei suggerimenti sempre se graditi. Noto in questi giorni il proliferare di ulteriori installazioni di colonne, parabole, luci, fari e faretti tutt’intorno alla piazza. Mi domando: ma quanti ne hanno richiesti? e fin dove si spingeranno? Capisco solo ora di questi lavori dilazionati e cioè far ingoiare – pardon – assuefare i ripostesi a questa nuova forma di “arte illuminata”. D’altronde se l’appalto, come si sente dire è di 2 milioni di euro hanno voglia di quanti “palaccioni e faretti” possono mettere. Suggerisco all’ amministrazione di lasciare un bel po’ di questi euro di riserva, per il consumo Enel dei quasi 100 faretti installati e per la sostituzione quando inizieranno a fulminarsi per esaurimento o perché vandalizzati; allora si che la piazza e dintorni sarà veramente illuminata. A proposito, oltre all’ufficio tecnico ed al satrapo chi ha avallato politicamente “il progetto”?, visto che a suo tempo la cittadinanza non “ha voluto partecipare” alla sua presentazione!!.
Come si sente dire un pò da tutti, il problema non sono i “palaccioni” che sono effettivamente particolari e perché no, anche bellini, il problema è che fanno risaltare l’architettura moderna dei palazzi Bonaccorso-Banco di Sicilia e non più lo stile della Chiesa, del municipio e degli altri palazzi. Suggerisco pertanto il cambio nome in “Piazza Banco di Sicilia SpA”, oppure se dei “palaccioni” si vuole risaltare la forma “a cannolu” si potrebbe mettere il nome “Piazza Spina Polisano” e che “San Pitruzzu” non me ne voglia.
Qualora invece questa nuova amministrazione vorrebbe riparare alla cosa, suggerisco varie soluzioni:
- lasciare le 12 colonne, togliere le parabole e sommontarle con una trabeazione come in foto (a) allegata, impiantando qualche semplice faro per la Chiesa e la Piazza;
- oppure, lasciare le 12 colonne, togliere le parabole e “raccamarle” ad arte come foto (b);
- oppure, lasciare le 12 colonne, togliere le parabole e sommontarle da leggere ma resistenti cupole semisferiche in vetro-plastica, in modo da rendere la piazza una grande galleria – tipo I Portali – e fruibile anche con tempo avverso;
- infine la più semplice: mettere in vendita su Ebay i “palaccioni” e col ricavato acquistare 4 semplici lampioni in stile epoca ‘900 ed aggiungere se ne fosse necessario fari per illuminare zone carenti. Tutto questo è fattibile se fatto all’insaputa del satrapo e dell’ufficio tecnico.
Per tutte le sopra esposte idee, rinuncio pubblicamente sin d’ora ai diritti d’autore e dell’ingegno.

Foto Afoto-b

Scambio Casa

Posto come articolo il commento (rimasto in secondo piano) che Roberto qualche giorno fa ha pubblicato sul blog. Saro Cerra
di Roberto

Cari lettori di questo Blog…. oggi Vi voglio tediare con questa curiosità, chiedendovi nel contempo cosa ne pensate?

“AVERE UNA CASA E POTERNE GODERE ALTRE 100!

Molte persone possiedono una sola abitazione (per fortuna che c’è) eppure vorrebbero averne una a Madrid, un’altra a Londra, Parigi, Roma, San Francisco, Sydney e, sognando e risognando un’altra a Venezia, new York etc. etc..
Come fare?
Per esempio ci si può iscrivere a dei siti internet come ad esempio http://www.ScambioCasa.com (alcuni con una piccola quota di abbonamento) e scambiare la propria casa per il periodo di vacanza o addirittura più lungo.
Come funziona?
Bisogna inserire delle foto della propria casa od anche dei dintorni, delle informazioni su di se e quali destinazioni si intendono visitare. Il “listing” verrà visitato, qualcuno vi contatterà con una email e se vi garba concorderete il periodo e tutto il resto. Un altro aspetto molto interessante è che ci si conosce con persone di tutto il mondo (la conoscenza dell’inglese aiuta), facendo intanto pubblicità alla nostra terra, contribuendo a far giungere persone che per forza di cose dovranno spendere nel nostro territorio, con tutto ciò che ne consegue. Un proverbio dice: “Il tuo miglior amico è l’estraneo che non hai ancora conosciuto”. Naturalmente bisogna fidarsi quando si lascia casa propria in mani sconosciute, ma lo stesso dovrà fare chi la lascia a noi. Lo spirito che anima le persone che soggiornano in casa altrui è quello di rispettare ogni cosa, proprio come si vuole che venga rispettato ciò che ci appartiene, e soprattutto quello di visitare un paese straniero senza la freddezza e le cose in serie offerte da un Hotel. In tal modo ci si potrà addentrare un po di più nella realtà del luogo visitato, lo si vedrà un po più da vicino. Infatti, si andrà a fare la spesa come i residenti, si comunica con i vicini di casa (di solito questi sono coloro che in questi tipi di scambi, detengono le chiavi lasciate dai proprietari).

Invito di Carmelo Spitaleri

Comune di Riposto
Provincia di Catania

Nota stampa

IL SINDACO CARMELO SPITALERI:

“ALLA MANIFESTAZIONE DI VENERDI’ 5 SCENDETE IN PIAZZA A SOSTEGNO DEL “SANT’ISIDORO E SAN GIOVANNI DI DIO”

“C’ è un obiettivo comune tra tutti i Sindaci del distretto socio sanitario, un obiettivo che prescinde, e deve prescindere, dal colore politico nell’interesse della collettività tutta. Tale obiettivo è la netta e decisa opposizione ad un ridimensionamento che dequalifichi il nosocomio “Sant’Isidoro e San Giovanni Di Dio” di Giarre. La manifestazione di venerdì 5 dicembre prossimo è la voce delle amministrazioni che sono chiamate a difendere i diritti dei cittadini che rappresentano. Tale voce diventa ancora più ferma se il mondo dell’associazionismo, i cittadini diventano parte attiva di tale manifestazione.
Il mio è un appello perchè quello di venerdì non sia solo un atto rappresentativo formale. Venerdì deve scendere in piazza quella gente che vuole rimarcare la propria volontà a sostegno di una struttura sanitaria innegabilmente funzionale ad un bacino d’utenza di quasi 120 mila persone. Quella manifestazione dovrà avere un’eco e perchè questo obiettivo venga raggiunto è fondamentale che sia una voce corale e corposa a sottolineare le esigenze di una comunità che vuole mantenere funzionale tale struttura sanitaria.
Notizia di pochi giorni fa è l’inaugurazione del day – hospital. Oggi ribadisco come, questa iniziativa, non debba essere sinonimo di alternativa al nosocomio “Sant’Isidoro e San Giovanni Di Dio” ma deve, invece, rappresentare un valore aggiunto per l’intera comunità della fascia jonico etnea” – ha dichiarato il sindaco del Comune di Riposto, Carmelo Spitaleri- .

US
01.12.08