PROFUMO DI NUOVO

di Agostino Spataro  - 

profumoProfumo di nuovo, d’aria fresca e di grandi passioni, di buona politica. Se l’olfatto non m’inganna, mi paiono un po’ queste le fragranze che emana il documento programmatico dei giovani siciliani del Pd. Seguiremo l’andamento del nuovo cammino, tuttavia credo si possa già dire che l’intuizione è la più indicata per aprire una fase politica nuova e far uscire la Sicilia dalla situazione stagnante in cui si trova. Si, stagnante. Anche se c’è in atto un generale fervore. A destra il duo Micciché – Dell’Utri si sta dando da fare (con scarso successo) per creare un partito-beffa che, facendosi scudo dei problemi del sud, possa garantire altri dieci anni di sopravvivenza politica a chi, stando al governo, questi problemi li ha solo aggravati. Realtà o chimera, il “partito del sud” sempre più somiglia ad una sorta di albero della cuccagna (“ la ‘ntinna” in siciliano) a cui ognuno si arrampica per accaparrarsi il premio posto in cima. Ossia una buona fetta dei voti dei meridionali delusi dalla politica fallimentare degli ultimi governi nazionali e regionali. Lombardo ha capito che da solo non potrà mai riuscire, perciò vorrebbe assemblare una squadra di scalatori eterogenei che, affastellandosi l’uno sull’altro, riescano più agevolmente a toccare la cima. Una scena già vista da bambino, nella piazza del mio paese. Mastro Bernardo, il caposquadra, ch’era dotato di una forza bovina, si piazzò in basso, abbracciato al palo insaponato, sopra di lui saltarono i primi due scalatori. Il terzo sicuramente avrebbe toccato la cima. Tra la folla c’era un uomo della concorrenza che, per far fallire quel tentativo, gettò la sigaretta che stava fumando fra pelle e camicia di mastro Bernardo, al limite del suo sforzo sovrumano. Il poveretto capì l’antifona, tuttavia tentò di resistere. Ma il calore era diventato fuoco vivo che divorava le sue spalle coperte da un folto pelame. Nella piazza s’udì un urlo atroce, bestiale. Mastro Bernardo crollò a terra e sopra di lui i tre soci che, nel frattempo, avevano ben ripulito il palo dal sapone. L’uomo della concorrenza si fece avanti e, in solitudine, raggiunse la ntinna. Sperando che questa storiella, realmente accaduta, possa insegnare qualcosa a qualcuno, torniamo allo strano fermento che sembra agitare tutti i partiti siciliani. Per far cosa? Taluni, addirittura, per farsi male da soli. Come i diversi gruppi della sinistra, vittime del 4%, i quali, invece d’unirsi per raggiungerlo alle prossime elezioni, continuano a moltiplicarsi. Votandosi a sicuro suicidio. E questo, francamente, non lo capisce nessuno.  

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Politica Pratica Ripostese

Politica-pratica-riposteseNon avendo ricevuto nessun articolo su specifiche argomentazioni, creo queto nuovo topic così come mi ha suggerito l’assessore D’Aita. Vi ricordo che un dibattito, anche se a volte duro tra le parti, può diventare costruttivo per la collettività, pertanto, vi invito ad un linguaggio moderato, sollecitando inoltre il rispetto che, a torto o a ragione, ogni carica istituzionale merita.

Saro Cerra.

Un comitato chiede l’alienazione del terreno di contrada Gancia

Un comitato chiede l’alienazione del terreno di contrada Gancia

da “La Sicilia” del 01.07.2009

La vendita del terreno di proprietà comunale di contrada Gancia (103mila mq che dovrebbero fruttare al Comune 12 milioni di euro) continua a tenere alta l’attenzione del mondo politico e della società civile ripostesi. Dopo la nascita di un comitato spontaneo che propugnava la creazione di un parco suburbano  nell’area di contrada Gancia, è stato costituito giorni fa un altro comitato – che raccoglie decine di cittadini e diverse associazioni locali – finalizzato alla «piena valorizzazione del patrimonio comunale». «L’esigenza di utilizzare al meglio il patrimonio comunale – si legge nel documento di presentazione del neocomitato – ricorrendo, ove occorra, alla vendita dei beni per realizzare nuovi investimenti e soddisfare esigenze della comunità, ci induce a costituirci incomitato con il fermo intendimento di essere quanto mai realistici nella programmazione dell’uso delle risorse. Amministrare la cosa pubblica – prosegue il documento – richiede capacità di analisi al fine di valutare in ogni occasione la sostenibilità delle proposte,ovvero la compatibilità di essere con le risorse di cui dispone. E’ facile la previsione di bei progetti; è molto difficile spesso realizzarli inserendoli in un quadro complessivo rigoroso e coerente». I componenti del nuovo comitato concludono scrivendo che «allo stato delle nostre conoscenze proponiamo per il terreno di contrada Gancia la vendita con la previsione, in sede di adozione dello strumento urbanistico attuativo, di realizzare nell’area uno spazio pubblico attrezzato e con l’obiettivo di predisporre un piano di investimenti nell’interesse della collettività».

Nuovo Soggetto Politico: Città Futura.

Al sig. Presidente del Consiglio comunale
Ai sig.ri Consiglieri comunali
Al sig. Sindaco e ai sig.ri Assessori

I sottoscritti Caltabiano Alfio, Castorina Carmelo, Cerra Rosario, Di Mauro Rosario e Occhino Giovanni, Consiglieri Comunali eletti nelle liste civiche Città Vivibile e Futura Riposto,

premesso che è nostra volontà continuare a rappresentare in questo Civico Consesso i candidati non eletti delle liste civiche Città Vivibile e Futura Riposto che, con i voti da loro riportati, hanno reso possibile la nostra elezione;

valutata l’opportunità di formare un nuovo soggetto politico che con chiarezza e determinazione sia finalizzato all’attuazione del programma del Sindaco;

con la presente,

C O M U N I C A N O

l’unificazione dei due gruppi consiliari con la costituzione del gruppo Consiliare  CITTA’ FUTURA, con la nomina di capogruppo del Consigliere Cerra Rosario e di vice capogruppo del Consigliere Occhino Giovanni.

Distinti saluti.

Riposto, 22 giugno 2009

Raccolta rifiuti sul lungomare «lite» tra l’assessore e Pennisi

trash_Possono essere collocati sul lungomare di Torre Archirafi i cassonetti porta rifiuti, oppure no? L’argomento continua a trovare su posizioni opposte due esponenti della maggioranza di centrosinistra: l’assessore comunale all’Ecologia, Mario Calderone e il consigliere comunale Giovanni Pennisi, che durante una delle ultime sedute del civico consesso ha lasciato l’aula in segno di protesta. Pennisi sostiene che «è assurdo, soprattutto per anziani e persone che stanno poco bene, percorrere diverse centinaia di metri prima di trovare un cassonetto dove conferire i rifiuti solidi urbani». «In virtù del regolamento comunale e di diverse ordinanze sindacali – replica Calderone – nel lungomare Edoardo Pantano la raccolta dei rifiuti avviene tutti i giorni con il sistema del “porta a porta”, dalle nove alle undici del mattino. Quindi nessun cassonetto può trovare sistemazione nel lungomare di Torre Archirafi. Aggiungo – conclude Calderone – che non è importante la collocazione del contenitore porta rifiuti, se si considera che, nelle aree in questione, il servizio viene svolto mediante il “porta a porta”, ma la qualità e, dunque, la funzionalità del servizio stesso. Servizio che sarà potenziato laddove si sono registrati disagi. Resta chiaro, poi, che il trasferimento dei contenitori dell’immondizia, rientra tra le competenze dell’Ato Joniambiente e non del Comune».

da La Sicilia del 16.06.2009

UDC, la preda

di Agostino Spataro

leonessa-con-la-predaSotto i bagliori della luce sinistra dei roghi d’immondizia, a Palermo e altrove, continua a svolgersi la crisi del centro-destra alla regione e il tentativo di Lombardo di traghettare oltre il voto del 6-7 giugno il suo anomalo governo-bis. Tutto procede nel peggiore dei modi. La situazione sta precipitando verso livelli e posizioni davvero sconcertanti. Ai più poco interessano gli esiti di questa faida interna al centrodestra siciliano e tantomeno le sorti di questo o quell’altro partito o candidato. Tuttavia, non si può sottacere il preoccupante degrado che investe in pieno la realtà siciliana, politica e di governo. Al centro resta l’operazione azzardata del governatore il quale ha azzerato (non del tutto) la giunta, nel bel mezzo della campagna elettorale e con l’Ars improvvidamente chiusa, per ricostituirla incompleta con gli stessi assessori “azzerati” e senza disporre di una maggioranza parlamentare. Insomma, un espediente mirato più ad escludere l’Udc che a innovare. Difatti, i tre posti lasciati vuoti vengono agitati come specchietti per le allodole per convincere il Pdl, che ha sospeso i tre assessori ribelli, a sostenere il Lombardo-bis. Quando mai si è visto varare un governo, che ha una dignità costituzionale, per tre quarti e con tre posti vacanti? Una vera bizzarria che un pò ricorda le scenette che, talvolta, capitavano ai tavoli di una festa di matrimonio o di battesimo. Alla presenza di una sedia vuota, il cameriere saltava il piatto corrispondente, ma c’era quasi sempre qualcuno che lo pregava di versare per l’amico “ch’era andato in bagno”. E così il furbetto si beccava due porzioni per ogni portata. Nel nostro caso, i posti vuoti sono quelli appartenuti all’Udc che presto saranno occupati da tre esponenti del PdL. Momentaneamente al bagno. Ironia a parte, la faccenda rischia di arroventare la conclusione della campagna elettorale, indetta per rinnovare il parlamento europeo, ma svolta all’insegna di questa manfrina. Il voto è la vera posta in gioco. Secondo i risultati, si potranno dispiegare manovre politiche davvero sconvolgenti, ben oltre i confini della Sicilia e le ambizioni dell’on. Lombardo. Non a caso, in questi giorni, sono volate parole grosse, perfino offensive fra (ex) amici e sodali che da circa dieci anni, insieme, hanno disastrato la regione. Sono state profferite minacce di rappresaglie politiche e accuse di tradimento di patti segreti e di amicizie antiche. Una caduta (non solo di stile) così grave, inquietante da spingere un politico accorto come l’on. Mannino (intervista a Repubblica ) a tacciare di “traditore” l’ex rampollo Lombardo che ha tramato contro il gemello Cuffaro, lasciando trapelare la preoccupazione per una perfida manovra avvolgente che si sta dispiegando, tra Palermo e Roma, per mettere all’angolo l’Udc di Casini e soci.

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«Vogliamo un parco in contrada Gancia»

«Vogliamo un parco in contrada Gancia»

 da “La Sicilia” del 30.05.2009

Creare un parco suburbano nel terreno comunale di contrada Gancia. Promotore di tale richiesta – in antitesi con la scelta della Giunta che vuole vendere gli 11 ettari di terreno per ricavarne 12 milioni di euro per investimenti e progetti occupazionali – è un comitato composto dai rappresentanti della società civile locale (ArcheoClub, Circolo Gramsci, L’Agorà, Legambiente Sub, Omega3, Cngei, Wwf ) e professionale (Ordine dei Dottori Agronomi ). «Nel corso degli anni – si legge nella lettera inviata al sindaco Spitaleri perché blocchi il bando pubblico di vendita del terreno – proposte e convegni di cittadini e associazioni interessate al recupero con finalità ambientalistiche di aree abbandonate, hanno concordemente individuato nella realizzazione di un parco pubblico suburbano il logico e naturale indirizzo d’utilizzo di questo terreno comunale». «Ricordando che nella delibera adottata dal Consiglio comunale in data 15/03/2007 – conclude il comitato – si ribadiva l’impegno a “programmare un confronto con l’amministrazione relativamente ai criteri di utilizzo del terreno di contrada Gancia reso notevolmente rilevante dalla nuova destinazione urbanistica”, la sua decisione di procedere alla vendita mediante bando pubblico, senza aver attentamente meditato con la cittadinanza benefici e rischi che potrebbero determinarsi, ci lascia estremamente perplessi». Il terreno – acquisito dal Comune nel 1986 dopo un tentativo di speculazione edilizia – fu trasformato nel 1994 da agricolo a verde attrezzato. «E’ lodevole – dice Spitaleri – l’iniziativa di impegnarsi a salvaguardia di un terreno comunale. Tuttavia, l’iniziativa di vendere contrada Gancia nasce dall’esigenza di mettere in atto una politica di investimenti che guarda all’interesse della città. Non possiamo investire su progetti tesi a migliorare, da un punto di vista ricettivo, turistico e sociale, il contesto in cui viviamo, senza trarre degli utili da impiegare in tali propositi. Quando abbiamo considerato la vendita di contrada Gancia, l’abbiamo fatto nella prospettiva di impiegare il ricavato della vendita in programmi concreti. Va sottolineato come tale comitato, dal 1992, ha suggerito la sola iniziativa di realizzare in contrada Gancia un parco suburbano, senza tuttavia indicare l’ente finanziatore di tale progetto, né le successive modalità di gestione, che, se fosse a carico del Comune, comporterebbe una spesa onerosa. Tale proposta, dunque, non può essere presa in considerazione. Va anche aggiunto che faremo in modo di cedere contrada Gancia nella prospettiva che questa resti comunque fruibile al pubblico».

SALVO SESSA

Sicilia, lo strappo è servito

di Agostino Spataro

lombardo_bisDunque, lo strappo è stato consumato. E’ nato il Lombardo-bis. Un parto difficile, lacerante, incompleto e, soprattutto, denso di incognite. Un governo “con chi ci sta” aveva minacciato il presidente e così è stato. Solo che a starci sono veramente pochini. Almeno stando alle posizioni ufficiali degli esponenti dei partiti di maggioranza e di opposizione. Tranne che non ci sia una schiera di congiurati pronti a venir fuori al segnale convenuto, Lombardo potrà contare, a occhio e a croce, su una ventina di parlamentari (su novanta) ovverosia sul 22 % dell’Assemblea regionale siciliana. Meno della metà della metà. Tradotto in termini politici, si ritrova con l’appoggio di un solo gruppo parlamentare (quello del suo Mpa) e di alcuni deputati del PdL. Si rafforza oltremisura l’opposizione tanto da divenire una stragrande maggioranza. Ai 28 deputati del  Partito  democratico, infatti, si aggiungeranno i 12 dell’Udc di Cuffaro e quasi l’intero gruppo del Pdl. Un vero primato. In nessuna democrazia si è mai visto un governo poggiare su una minoranza parlamentare così esigua. Lombardo sembra non curarsi di tutto ciò ed ha varato un governo pur che sia. Saltando passaggi fondamentali della dialettica istituzionale fra potere esecutivo e legislativo in una regione autonoma dove ancora vige un  parlamento eletto dal popolo come il presidente. Non vi sono precedenti cui appellarsi. Non regge nemmeno l’abusato richiamo al governo Milazzo che disponeva di una maggioranza, seppur risicata. Un esecutivo azzardato che, per sopravvivere, dovrà affidarsi alle paure dei deputati per il minacciato scioglimento anticipato dell’Ars. Una politica nuova non può far leva su paure e minacce che producono solo stati di necessità e ricatti da ogni parte. Allora, sorge spontanea la domanda: dove si vuole andare a parare? Lombardo ha forse delle carte nascoste da giocarsi? o è solo una pantomima per acquisire visibilità elettorale? L’opinione pubblica sconosce le vere motivazioni, gli interessi politici e d’altra natura che stanno alla base della clamorosa rottura del centro-destra siciliano, tuttavia capisce che siamo in presenza di un’impennata che non lascia presagire nulla di buono. Si è varato una sorta di “governo del Presidente” incompleto e senza una maggioranza definita e autosufficiente, senza uno straccio di programma. Coi nomi degli assessori, Lombardo avrebbe dovuto presentare almeno alcune linee guida, tre quattro punti programmatici davvero innovativi e convincenti sia per giustificare l’azzardosa operazione e soprattutto per indicare una nuova prospettiva per la Sicilia.

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GIOCO D'AZZARDO

 di Agostino Spataro

gioco-dazzardoCosa non si fa per superare il quorum?  Spiace rilevarlo, ma solo così si può spiegare la mossa del presidente Lombardo di “azzerare” la sua giunta e di annunciarne una nuova, di “coesione sociale”,  entro 48 ore. Una mossa inattesa che- a sentire i suoi mentori- ha spiazzato i partiti alleati e no. Credo che un po’ abbia spiazzato anche lo stesso Lombardo che, forse, non avrà ben calcolato le conseguenze che la sua trovata avrebbe prodotto e che in ogni caso lascia tutti, a dir poco, perplessi. Anche chi, come noi, nei giorni scorsi su queste colonne, avevamo prospettato l’esigenza di una formalizzazione della crisi, prima del voto del 6-7 giugno. Una presa d’atto, una posizione pubblica che dichiarasse la crisi del governo, rinviando a dopo le elezioni gli atti conseguenti che possono essere più d’uno: azzeramento o rimpasto della giunta, formazione di una nuova maggioranza e di una nuova giunta o, in extrema ratio, le dimissioni del presidente, scioglimento dell’Ars e nuove elezioni. Nell’attesa, si poteva “congelare” il governo in carica per garantire l’ordinaria amministrazione. Invece, si è voluto azzerare (anche se non si è raggiunto lo zero assoluto) la giunta senza averne in mente una nuova, credibile sul piano politico-programmatico e con una base parlamentare chiara e autosufficiente.  Perciò, in assenza di motivazioni più convincenti, questa scelta appare priva di una logica politica razionale. Mancano poche ore alla scadenza delle 48 ore e non sappiamo come evolverà la situazione. Ci sarà  il nuovo governo promesso dall’on. Lombardo? Così come stanno le cose, la sua formazione sembra altamente improbabile, complicata. Manca infatti un contesto politico chiaro di riferimento, una cornice.

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Risposta del Sindaco al manifesto di Rifondazione Comunista

Comune di RipostoComune di Riposto

UFFICIO STAMPA

 In risposta al manifesto realizzato dal circolo di Rifondazione Comunista, il sindaco, Carmelo Spitaleri, tiene a spiegare come:

 ”In merito al passaggio dei consiglieri comunali Biagio Daidone e Antonino Virgitto dalla minoranza alla maggioranza di centrosinistra che mi sostiene, ritenendomi soggetto politico di centro che guarda a sinistra, ritengo assolutamente normale che forze autonomiste, in assenza di una seria alternativa in sede locale abbiano sposato il programma politico approvato dagli elettori. Programma politico che vede la mia maggioranza attenta alla difesa del territorio, all’attuazione del quarto strumento urbanistico, allo sviluppo turistico ed economico della città, intransigente sulla vicenda del porto turistico e sempre impegnata nella politica del welfare. I consiglieri Daidone e Virgitto hanno sposato questo programma, che è condiviso da tutte le forze politiche che hanno sostenuto la mia candidatura e che sicuramente verrà rispettato dalla maggioranza anche nella nuova composizione. Lo dicevo in campagna elettorale che la mia è una maggioranza variegata, con una componente laica ed una cristiana, con elementi di centro ed elementi di sinistra (PD e PRC). Questo quadro politico è sempre stato chiaro, nessuno ha fatto mistero che nelle liste civiche che mi hanno sostenuto vi fossero elementi vicini al Movimento per l’Autonomia. Nonostante ciò, il PRC di Riposto, che per primo ha appoggiato la mia candidatura, mi ha continuato a sostenere anche dopo le elezioni. E allora perché parlare di manovre, inganni, tradimenti o spostamenti. La maggioranza è coerente ed in linea con i programmi elettorali. Incoerenti saranno altri. La politica di centro-sinistra è costituita da fatti e non da chiacchiere. Amministrare significa decidere, dare risposte alla gente ed agire nell’interesse unico e sovrano dei cittadini, specie dei più deboli. In tal senso l’impegno della maggioranza”. 

US

 20.05.2009

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