Sicilia, lo strappo è servito

di Agostino Spataro

lombardo_bisDunque, lo strappo è stato consumato. E’ nato il Lombardo-bis. Un parto difficile, lacerante, incompleto e, soprattutto, denso di incognite. Un governo “con chi ci sta” aveva minacciato il presidente e così è stato. Solo che a starci sono veramente pochini. Almeno stando alle posizioni ufficiali degli esponenti dei partiti di maggioranza e di opposizione. Tranne che non ci sia una schiera di congiurati pronti a venir fuori al segnale convenuto, Lombardo potrà contare, a occhio e a croce, su una ventina di parlamentari (su novanta) ovverosia sul 22 % dell’Assemblea regionale siciliana. Meno della metà della metà. Tradotto in termini politici, si ritrova con l’appoggio di un solo gruppo parlamentare (quello del suo Mpa) e di alcuni deputati del PdL. Si rafforza oltremisura l’opposizione tanto da divenire una stragrande maggioranza. Ai 28 deputati del  Partito  democratico, infatti, si aggiungeranno i 12 dell’Udc di Cuffaro e quasi l’intero gruppo del Pdl. Un vero primato. In nessuna democrazia si è mai visto un governo poggiare su una minoranza parlamentare così esigua. Lombardo sembra non curarsi di tutto ciò ed ha varato un governo pur che sia. Saltando passaggi fondamentali della dialettica istituzionale fra potere esecutivo e legislativo in una regione autonoma dove ancora vige un  parlamento eletto dal popolo come il presidente. Non vi sono precedenti cui appellarsi. Non regge nemmeno l’abusato richiamo al governo Milazzo che disponeva di una maggioranza, seppur risicata. Un esecutivo azzardato che, per sopravvivere, dovrà affidarsi alle paure dei deputati per il minacciato scioglimento anticipato dell’Ars. Una politica nuova non può far leva su paure e minacce che producono solo stati di necessità e ricatti da ogni parte. Allora, sorge spontanea la domanda: dove si vuole andare a parare? Lombardo ha forse delle carte nascoste da giocarsi? o è solo una pantomima per acquisire visibilità elettorale? L’opinione pubblica sconosce le vere motivazioni, gli interessi politici e d’altra natura che stanno alla base della clamorosa rottura del centro-destra siciliano, tuttavia capisce che siamo in presenza di un’impennata che non lascia presagire nulla di buono. Si è varato una sorta di “governo del Presidente” incompleto e senza una maggioranza definita e autosufficiente, senza uno straccio di programma. Coi nomi degli assessori, Lombardo avrebbe dovuto presentare almeno alcune linee guida, tre quattro punti programmatici davvero innovativi e convincenti sia per giustificare l’azzardosa operazione e soprattutto per indicare una nuova prospettiva per la Sicilia.

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GIOCO D'AZZARDO

 di Agostino Spataro

gioco-dazzardoCosa non si fa per superare il quorum?  Spiace rilevarlo, ma solo così si può spiegare la mossa del presidente Lombardo di “azzerare” la sua giunta e di annunciarne una nuova, di “coesione sociale”,  entro 48 ore. Una mossa inattesa che- a sentire i suoi mentori- ha spiazzato i partiti alleati e no. Credo che un po’ abbia spiazzato anche lo stesso Lombardo che, forse, non avrà ben calcolato le conseguenze che la sua trovata avrebbe prodotto e che in ogni caso lascia tutti, a dir poco, perplessi. Anche chi, come noi, nei giorni scorsi su queste colonne, avevamo prospettato l’esigenza di una formalizzazione della crisi, prima del voto del 6-7 giugno. Una presa d’atto, una posizione pubblica che dichiarasse la crisi del governo, rinviando a dopo le elezioni gli atti conseguenti che possono essere più d’uno: azzeramento o rimpasto della giunta, formazione di una nuova maggioranza e di una nuova giunta o, in extrema ratio, le dimissioni del presidente, scioglimento dell’Ars e nuove elezioni. Nell’attesa, si poteva “congelare” il governo in carica per garantire l’ordinaria amministrazione. Invece, si è voluto azzerare (anche se non si è raggiunto lo zero assoluto) la giunta senza averne in mente una nuova, credibile sul piano politico-programmatico e con una base parlamentare chiara e autosufficiente.  Perciò, in assenza di motivazioni più convincenti, questa scelta appare priva di una logica politica razionale. Mancano poche ore alla scadenza delle 48 ore e non sappiamo come evolverà la situazione. Ci sarà  il nuovo governo promesso dall’on. Lombardo? Così come stanno le cose, la sua formazione sembra altamente improbabile, complicata. Manca infatti un contesto politico chiaro di riferimento, una cornice.

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Risposta del Sindaco al manifesto di Rifondazione Comunista

Comune di RipostoComune di Riposto

UFFICIO STAMPA

 In risposta al manifesto realizzato dal circolo di Rifondazione Comunista, il sindaco, Carmelo Spitaleri, tiene a spiegare come:

 ”In merito al passaggio dei consiglieri comunali Biagio Daidone e Antonino Virgitto dalla minoranza alla maggioranza di centrosinistra che mi sostiene, ritenendomi soggetto politico di centro che guarda a sinistra, ritengo assolutamente normale che forze autonomiste, in assenza di una seria alternativa in sede locale abbiano sposato il programma politico approvato dagli elettori. Programma politico che vede la mia maggioranza attenta alla difesa del territorio, all’attuazione del quarto strumento urbanistico, allo sviluppo turistico ed economico della città, intransigente sulla vicenda del porto turistico e sempre impegnata nella politica del welfare. I consiglieri Daidone e Virgitto hanno sposato questo programma, che è condiviso da tutte le forze politiche che hanno sostenuto la mia candidatura e che sicuramente verrà rispettato dalla maggioranza anche nella nuova composizione. Lo dicevo in campagna elettorale che la mia è una maggioranza variegata, con una componente laica ed una cristiana, con elementi di centro ed elementi di sinistra (PD e PRC). Questo quadro politico è sempre stato chiaro, nessuno ha fatto mistero che nelle liste civiche che mi hanno sostenuto vi fossero elementi vicini al Movimento per l’Autonomia. Nonostante ciò, il PRC di Riposto, che per primo ha appoggiato la mia candidatura, mi ha continuato a sostenere anche dopo le elezioni. E allora perché parlare di manovre, inganni, tradimenti o spostamenti. La maggioranza è coerente ed in linea con i programmi elettorali. Incoerenti saranno altri. La politica di centro-sinistra è costituita da fatti e non da chiacchiere. Amministrare significa decidere, dare risposte alla gente ed agire nell’interesse unico e sovrano dei cittadini, specie dei più deboli. In tal senso l’impegno della maggioranza”. 

US

 20.05.2009

SATIRA RIPOSTESE

SATIRA RIPOSTESE

II^ Vignetta maggio 2009

maggio-2009

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REGATA: Campionato di Primavera 2009

Campionato di Primavera 2009

camp_primavera_2009Campionato di primavera, promosso dalla Lega Navale Italiana sez. di Riposto, con la collaborazione del porto turistico di Marina di Riposto “Porto dell’Etna, il patrocinio del Comune di Riposto assessorato allo Sport e Mare e la ProLoco di Riposto.

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SICILIA: FINE DEI PARTITI?

di Agostino Spataro

elezioni-europeeChi avrebbe mai pensato che la corsa per le europee avrebbe provocato nel centro destra siciliano una sorta di guerra civile che mette a dura prova perfino la tenuta del governo regionale? Ovviamente, in questa terribile contesa l’Europa non c’entra nulla. C’entra invece la volontà di contarsi, anche all’interno dei singoli partiti, per verificare il peso elettorale specifico di ciascuno in vista di un rimpasto o anche di manovre più ampie che potrebbero sconvolgere l’attuale quadro politico. Il clima creatosi lascia presagire un’escalation conflittuale esasperata, dai toni ruggenti, imbastita da pentimenti tardivi e propositi vendicativi. Continuano, infatti, a volare parole grosse, accuse pesanti lanciate dai massimi esponenti dell’Udc e del Pdl nei confronti del governatore Lombardo il quale, invece di prendere atto e provvedere, si è difeso con risposte inviperite e vagamente minacciose. Così come non si ferma il passaggio di deputati eletti nelle liste del Mpa di Lombardo verso il gruppo misto divenuto una sorta di anticamera obbligata per i voltagabbana (quasi una quarantena) che decidono di passare con altro gruppo. Insomma, questi ed altri elementi evidenziano una gravissima crisi di fiducia fra alleati che promettevano di governare la Sicilia, in perfetta concordia, da qui all’eternità. Non è passato un anno è siamo alla guerra fratricida in nome di un’Europa dalla quale la Sicilia sempre più s’allontana, anche per colpa di politiche e comportamenti così fuorvianti ed avvilenti. Una guerra senza esclusione di colpi esportata nella gran parte dei comuni che il 6-7 giugno andranno alle urne anche per il rinnovo delle amministrazioni locali. Insomma, se le apparenze non ingannano (e in Sicilia sovente si sono dimostrate ingannevoli!), questa campagna elettorale rischia di essere caratterizzata da un durissimo scontro interno al centro-destra, fino all’ultimo voto di lista e di preferenza. Uno scontro in cui l’appartenenza politica, gli stessi partiti contano sempre meno per lasciar posto alle consorterie locali.

Propaganda ingannevole o c’è del vero?
Ovviamente, in questa litigiosità c’è molta “propaganda ingannevole”, un gioco di rimandi, per suffragare l’idea di una diversità (posticcia) fra i contendenti che hanno dato vita ad un’alleanza solo di cartello, anomala rispetto al quadro di governo nazionale. Ma credo ci sia anche un disagio reale che nasce dall’incertezza per i futuri scenari politici e quindi dai ruoli che vi potranno esercitare ciascun partito, i singoli esponenti. Se il conflitto non è solo un trucco per accaparrarsi voti, qualcosa dovrebbe pur succedere in Sicilia. A sentire il presidente dell’Ars, Cascio del Pdl, c’è d’attendersi una virulente crisi del governo regionale da mesi in affanno e da qualche giorno in angustie per l’avviso di garanzia notificato ad un assessore Udc per voto di scambio con esponenti di cosche mafiose di Palermo. Tuttavia, già oggi la situazione politica isolana appare piuttosto confusa e attraversata da manovre che potrebbero portare ad una scomposizione del bipolarismo imperfetto ed accendere dinamiche inedite dagli esiti imprevedibili. Per eccesso di crescita del centro-destra che, stando ai primi sondaggi, sembra aumentare in voti a discapito delle diverse formazioni del centro-sinistra che ambiscono a rappresentare il polo unitario e alternativo. Spiace rilevarlo, ma questa ambizione, almeno in Sicilia, appare molto sfumata, impercettibile agli occhi degli elettori. Dopo il 7 giugno, potremo avere un centro sinistra più debole e diviso e un centro destra più forte e diviso. Insomma, le scelte per le candidature, le bizzarre alleanze elettorali, gli scontri intestini sembrano accentuare la crisi, già grave, dei partiti siciliani che rischiano di uscire da questa consultazione lacerati, irriconoscibili.  ercheremo di capire meglio. Speriamo di sbagliarci, ma in Sicilia sembra di vivere una sorta di antivigilia del crollo dei partiti così come li abbiamo conosciuti dal dopoguerra in poi.  

Il ” piano B” del governatore Lombardo
Il denominatore comune ai due poli è la divisione che però agisce in maniera opposta: nel centro destra come moltiplicatore di voti, nel centro sinistra come fattore smobilitante e di alienazione delle simpatie popolari. E così, il centro destra, grazie alla sua spregiudicatezza e al suo formidabile sistema clientelare, potrebbe crescere oltremisura. Paradossalmente, però, una crescita eccessiva potrebbe provocare una rottura decisiva al suo interno e quindi una nuova deriva delle forze centriste. Come dire: il centro destra siciliano potrebbe scoppiare per un eccesso di salute. Potrebbero nascere nuove alleanze, magari fagocitando settori delusi provenienti dalle formazioni sconfitte o accordandosi direttamente col Pd. Si parla, con insistenza, di un “piano B” di Lombardo per estromettere dal governo le recalcitranti componenti maggioritarie del Pdl e cooptare al loro posto il Pd, secondo la logica delle “geometrie variabili” sperimentate con successo all’Ars in più occasioni. In attesa di smentite o di conferme che non verranno prima del voto, è prematuro trarre conclusioni, anche perché molto dipenderà dai risultati di questa corsa ad ostacoli nelle quale non bisogna superare siepi ma alte soglie di sbarramento. Ad ogni modo, un’eventuale evoluzione di questo tipo sarebbe un segnale anche per altri contesti, regionali e nazionale. Un nuovo esperimento politico? Vedremo di nuovo la Sicilia salire per l’Italia, come la palma di sciasciana memoria? Può darsi. Oggi, tutto è in movimento nel nostro Paese: c’è chi sale e c’è chi scende per la penisola. Sempre più spesso vediamo anche il ricco Nord scendere verso il Sud e la Sicilia per fare affari e/o alleanze elettorali. Politicamente parlando, Italia e Sicilia ormai si attraversano agevolmente, s’incrociano e si alimentano reciprocamente. Chissà se, finalmente, non diventeremo una nazione, magari incontrandoci ai livelli più bassi delle nostre aspirazioni.

 * pubblicato, con altro titolo, in “La Repubblica/Pa” del 15 maggio 2009.

Daidone e Virgitto nella maggioranza. Pappalardo indipendente

da  “La Sicilia” del 15.05.2009

virgitto-e-daidoneColpi di scena senza fine. È quanto accaduto durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, stravolto nella “geografia” e nelle alleanze tra gruppi consiliari. La seduta comincia con la surroga di Tullio Cosentino dei “Democratici per la Città” con Antonino Facchi (Mpa), dopo la recente decisione del Tar, che si dichiara consigliere di opposizione. Avviene poi il primo un colpo a sorpresa. Il vicepresidente Biagio Daidone e Antonino Virgitto, entrambi del Mpa, «dopo un attento esame della situazione politica locale e la constatazione di una seria alternativa costituita dalle forze che nel momento elettorale non erano collegate con il sindaco Spitaleri» annunciano di «aderire alla maggioranza consiliare che sostiene sul terreno programmatico il sindaco in carica». Daidone e Virgitto – che hanno costituito il nuovo gruppo “Libertà e pensiero” – hanno dichiarato che il loro «riferimento politico in sede extra comunale resta ancorato al Mpa». Con tale scelta, la maggioranza di centrosinistra conta 14 consiglieri. Una decisione, quella di Daidone e Virgitto, che risulta incomprensibile al centrodestra. Altra comunicazione “ad effetto” quella di Gianfranco Pappalardo, che si dichiara indipendente continuando ad appoggiare Spitaleri e a mantenere «un legame di identità politica con i “Giovani Democratici”». «Lascio libero – ha poi affermato Pappalardo – l’assessore di riferimento (Lea Messina, ndc) del gruppo “Democratici per la Città” da qualsiasi vincolo nei miei confronti». «Siamo certamente contenti di questa scelta. Tanto Daidone quanto Virgitto – ha dichiarato il sindaco Spitaleri – hanno sempre lavorato bene e dunque sono soddisfatto della decisione di unirsi alla maggioranza di centro sinistra che io rappresento».

MAGGIORANZA A QUOTA 14
Cambia la “geogra-fia” dei gruppi in seno al Consiglio comunale ripostese. Il centrosini-stra – che appoggia il sindaco Spitaleri – conta ora su una maggioranza di 14 consiglieri, mentre fino a qualche giorno fa era di 12. La minoranza di centrodestra annovera 4 consiglieri del Pdl e 2 del Mpa. Quest’ultimo gruppo, dopo la fuoruscita di Daidone e Virgitto, è composto da Antonino Facchi e Francesco Grasso.

Salvo Sessa

Coppa del Mondo a Riposto

Comune di RipostoComune di Riposto

UFFICIO STAMPA

 

TUTTO PRONTO PER DARE IL VIA ALLE CELEBRAZIONI PER I CENTO ANNI DELLA NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO. DALLE 10 LA COPPA DEL MONDO DI CALCIO RESTERA’ ESPOSTA NE LOCALI COMUNALI

 

coppa_del_mondoFervono i preparativi al Comune di Riposto in vista della manifestazione di domani, venerdì 15, quando prenderanno il via i festeggiamenti organizzati insieme con la Federazione Italiana Gioco Calcio per i cento anni della Nazionale Italiana. Sarà Riposto ad inaugurare le celebrazioni. C’è attesa per l’arrivo della Coppa del Mondo di calcio vinta dagli azzurri in Germania nel 2006. Il trofeo sarà collocato nella sala espositiva (sotto i portici) del Palazzo Municipale, in via Archimede, per l’intera giornata.  Già a partire dalle 10 il trofeo resterà esposto, protetto da una teca, nei locali comunali.  Il programma della giornata dedicata ai festeggiamenti per i cento anni della nazionale e dedicata al primo capitano della nazionale italiana di calcio, Francesco Calì, detto Franz, nato proprio a Riposto, sarà intenso: si comincerà alle 10.30 nei locali del cinema “Musmeci”, in via Gramsci a Riposto, il presidente federale FIGC, Giancarlo Abete sarà presente durante la conferenza dal titolo: “La Nazionale nel ricordo di Franz Calì: 100 anni di gloria azzurra”. Tra gli ospiti, poi, oltre al sindaco, Carmelo Spitaleri, il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, il presidente della Provincia Regionale di Catania, Giuseppe Castiglione, il presidente regionale della Figc, Sandro Morgana, l’assessore comunale allo Sport, Domenico Di Martino, il vicedirettore del quotidiano “La Sicilia”, Domenico Tempio, il presidente del Catania Calcio, Nino Pulvirenti, il catanese Pietro Anastasi, giocatore storico della Juventus e dell’Inter e campione europeo con la Nazionale nel 1968, e il giocatore, Dandolo Flumini. Annunciata anche la presenza di Walter Zenga ex azzurro, giudicato miglior portiere per 4 anni e attuale allenatore del Catania calcio. Ma il calcio sarà protagonista anche nel pomeriggio. Alle 15.30 fischio d’inizio della partita amichevole tra una squadra proveniente dalle Isole Mauritius e una squadra locale che si contenderanno la “Coppa Caduti nel mare dell’immigrazione”.  La partita, al campo sportivo “Luigi Averna” di Torre Archirafi, (accanto una strada intitolata proprio a Franz Calì) sarà diretta da una terna arbitrale tutta femminile.  

Nota

Franz Calì nacque a Riposto nel 1882, dopo due anni emigrò in Svizzera con la famiglia. Fu lui ad indossare il 15 maggio del 1910 la fascia più prestigiosa durante il primo, storico incontro di calcio. Gli uomini della nazionale sfidarono, in maglia bianca, all’Arena di Milano, i francesi e contro di loro vinsero per 6 a 2. Domani il presidente regionale Figc, Sandro Morgana, lancerà la proposta, al presidente federale, Giancarlo Abete, di concludere, il prossimo anno, i festeggiamenti che prenderanno il via domani per i cento anni della nazionale italiana di calcio, con un’amichevole Italia Francia da giocare in Sicilia, terra di Calì.

  

US 

14.05.2009

SATIRA RIPOSTESE

Vignetta maggio 2009

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EUROPEE: Le candidature – Beffa

di Agostino Spataro

europeeIl sei giugno voteremo per rinnovare il Parlamento europeo o per sottoporre a verifica politiche, equilibri ed assetti di potere dei partiti italiani? Domanda molto pertinente visto come si sta procedendo nella scelta delle candidature in Sicilia e altrove. Di programmi manco a parlarne. Specie nel centro destra si è a caccia di nomi roboanti, acchiappavoti per orchestrare una campagna elettorale ad uso interno, quasi di tipo plebiscitario, che nulla avrà a che fare con l’Europa e i suoi problemi. Non è che il centro-sinistra stia facendo salti mortali per cercare il meglio, tuttavia sembra andare in una direzione più aderente con il carattere della consultazione. Certo, è bene attendere la presentazione di liste e programmi prima di formulare un giudizio definitivo, tuttavia dai primi nomi circolanti si può ricavare netta la sensazione che a tutto si pensa tranne che a rafforzare il ruolo di questo Parlamento europeo, sempre più evanescente e senza poteri legislativi, che, con tutto il rispetto, rischia di ridursi ad una costosa nullità. Sarebbe, invece, interesse di tutti i partiti, soprattutto in Sicilia dove il livello del degrado politico è davvero preoccupante,  produrre uno sforzo selettivo severo, motivato per offrire agli elettori nomi di personalità e di  operatori onesti e competenti, di giovani e di donne davvero rappresentativi di quest’Isola che guarda all’Europa come ultima speranza per il cambiamento e non per restare impantanata nel sottosviluppo e nel malaffare. 
Yesman legati al capo da una fedeltà arborescente
Invece, sembra che si stia facendo l’esatto contrario. Come sta avvenendo nel PdL e, in generale, nel centro-destra, dove, oltre alla performance da superman elettorale di Berlusconi, si annuncia una miriade di candidature- beffa di presidenti di regione, assessori, ministri, parlamentari, sindaci e quant’altro i quali si presentano per essere eletti e lasciare il posto ai non eletti. Non si tratta di una stravaganza ma- come vedremo- di un preciso calcolo politico da

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