Mio Povero Riposto da un ex-consigliere

di Santo P. Grasso

eagleitaloamericanoBeh!!! Siamo alle soliti ……, La sera del Consiglio Comunale 12.02.09 abbiamo assistito in tanti ad una scena di tentato salvamento di un assessore, in-anzi-tutto mi doveroso dire che l’amministrazione comunale ha saputo tener le dovute distanze dall’intervento del assessore, prima che lui procedeva all’intervento, Tutti gli Amministratori della Giunta presenti, improvisamente si sono tutti allontanati, ovviamente per motivi personale, (serietà è serietà), comunque per motivi legale non posso entrare nel merito di quello che è avvenuto, pero posso dire che una Amministrazione Comunale seria, ha veramente TANTO da fare per un paese che si trova in un stato in cui si trova, e non far perdere tanto tempo ai lavori del Consiglio Comunale, lanciando accuse molto grave dove anche il Segretario ha giu stamente dovuto intervenire con dichiarzioni specifiche riguardo le affermazioni specifiche lanciate dall’Assessore. E’ proprio qui che tutti i Signori Consiglieri hanno cercato di lanciare dei “Salvagente” per interompere quello che l’Assessore stava dichiarando, pero devo dire che l’Assessore quando dice che deve parlare, lui va avante e avante e avante nelle sue affermazioni, una scena di cinema, i consiglieri non sapevano cosa dire altro per spezzare quello che stava succedendo. Però! Troppo Tardi, Il Segretario era in un Gran Imbarazzo, ha chiesto al consiglieri cosa doveva scrivere dell’avvenuto, ancora hanno cercato di lanciare parole e frasi di salvamento, però, il assessore nella Sue ha voluto ancora continuare per meglio ancora precisare, anche il Presidente Ing.Tomarchio ha cercato di portare una fine all’intervento dell’assessore, ma nulla di fare, l’assessore ha conitunato quello che doveva dire, con specifiche accuse gravissime nei confronte di uno dei scriva ni di un verbale del passato. Comunque, un mio parere personale e semplice, Non penso che il Signor Segretario ometterà di trascrivere nel verbale di quella seduta, l’accaduto, considerando le Sue propri responsabilità che sono stati chiamati in merito. Infine, posso dire solamente “MIO POVERO RIPOSTO, HO LASCIATO L’AMERICA PERCHE MI SONO INAMORATO DI QUESTO PAESE, PERO MIO POVERO RIPOSTO”, Perche non si riesce governare bene una cosi piccola cittadina, PERCHE! PERCHE! PERCHE! Comunque, Io spero sempre nel Mio Riposto. Chiedo scusa se qualche lettore non piace i miei articoli, pero i fatti sono fatti, penso che i Cittadini dovrebbero partecipare di piu al consiglio comunale, cosi fore con tanta presenza dei cittadini, si sta molto piu attento a quello che si fa e si dice. grazie, per il vostro tempo. Ah!, mio caro Riposto, ci sono ancora 4 anni, dove dobbiamo arrivare ???

A.R.S.: Dopo il Voto in Commissione Sanità

di black angel

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Assemblea Regionale Siciliana
P.D.L.
on. GIUSEPPE LIMOLI
COMUNICATO STAMPA
Dopo il Voto in Commissione Sanita’
LIMOLI” Abbiamo scongiurato la chiusura di tre Ospedali Catanesi”
” Gli ospedali di Paterno’, Militello e Giarre non saranno chiusi!”. Esprime soddisfazione il deputato Regionale e componente la commissione Sanita’, PIPPO LIMOLI, dopo il voto seguito a cinque ore di seduta della stessa commissione tenutasi oggi.
” Abbiamo approvato a maggioranza il modello Leontini di riforma del sistema sanitario presentato da P.D.L. e U.D.C., malgrado il parere contrario del governo- riprende LIMOLI- Un D.D.L., il nostro, che risponde appieno ai dettami dell’O.M.S. e a quelli del dicastero Nazionale. Nella fattispecie, abbiamo anche respinto un emendamento a firma del governo LOMBARDO che prevedeva la chiusura in provincia di catania degli ospedali di Paterno’, Biancavilla e Giarre, il che avrebbe rappresentato un disastro per le popolazioni interessate”.
Ribadisce ancora LIMOLI:
” Ci fa specie l’atteggiamento ostruzionistico del Governo e dell’ M.P.A.che, sul territorio, difendono a parole il mantenimento dell’offerta ospedaliera così come’è e, in commissione, puntavano invece alla soppressione dei presidi”.

Palermo, 10.2.2009

P.O. di Giarre: 80enne tra Giarre ed Acireale

di Saro Pistorio Senior

MalasanitàUn ultro ottantenne viene ricoverato presso il P.O.di Giarre, dopo i primi ed attenti controlli viene ricoverato in Medicina. Trascorsi pochi giorni lo vogliono dimettere dicendo che può seguitare le cure mediche a casa e poi trovarsi un posto dove farsi operare. I parenti si oppogono dicendo che debbono essere quelli di medicina di Giarre a trovare un altro P.O. dove potere effettuare l’intervento operatorio. Finalmente dopo circa 15 giorni il posto si trova presso il P.O. DI ACIREALE, dove viene operato. Questo in contraddizione con quanto stabilito che quando si doveva effettuare qualche intervento a Giarre l’equipe di chirurgia di Acireale (che è poi l’equipe di chirurgia diretta dal Dott. ALFIO SAGGIO del P.O. di Giarre) si spostava a Giarre, invece non è così. Difatti l’anziano ripostese viene condotto in ambulanza ad Acireale, viene operato – come sopra detto – poi viene rinviato sempre in ambulanza al P.O. di Giarre, da dove dopo qualche giorno viene dimesso.

Sanità a Giarre da sempre nell'occhio del ciclone!

di Saro Cerra

Pubblico gli articoli a me inviati dalla Dott.ssa LUCIA BRISCHETTO.

Sanità ANNO 1997: I SERVIZI DELLA SANITA’ A GIARRE – SPORTELLO PER UTENTI AL POL….IL DITO NELLA PIAGA SULLA SANITA’ A GIARRE-L’OSPEDALE PRIVO DI 7 PRIMARI-UN OSCURO DISEGNO PER L’OSPEDALE ? – MANCANO DIVERSI PRIMARI- NELL’OSPEDALE DI GAIRRE MANCA L’ACQUA CALDA-RIPRISTINATI I 4 CENTRI DI DIABETOLOGIA-

ANNO 1998: A PROPOSITO DI SANITA’ MORTIFICATA- IL DIRETTORE GENERALE….- SALE OPERATORIE CHIUSE? …- DIVERSI INTERROGATIVI PER L’OSPEDALE DI GIARRE- GLI ASCENSORI DELL’OSPEDALE

ANNO 1999: iL DOTT.MANZONI ANCORA NELLA “NICCHIA” OSPEDALIERA

 ANNO 2000: PRESTO IN FUNZIONE IL NUOVO OSPEDALE ?

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Trasferimento del servizio idrico integrato

di Saro Cerra

.Cari amici, se pensavate che le battaglie si fossero limitate solo alla salvaguardia della Salute Pubblica, vi sbagliavate, adesso, tanto per cambiare, bisogna fare i conti anche con la salvaguardia delle nostre risorse.
Anche per il Comune di Riposto è arrivato il momento di fare i conti con la questione della gestione privatistica del servizio idrico integrato:

La Legge 36/94 – “Disposizioni in materia di risorse idriche” (Legge Galli) era, nell’idea del suo promotore, un’ottima legge, nella quale veniva sancito un principio fondamentale “Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono PUBBLICHE e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà. Qualsiasi uso delle acque è effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale. Gli usi delle acque sono indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la fauna e la flora acquatiche…” (art. 1).

In particolare, la Legge assegna (art. 8 ) alle Regioni il compito di definire gli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) ed ai Comuni ed alle Province (art. 9) quello dell’organizzazione del Servizio Idrico Integrato, secondo “criteri di efficienza, di efficacia e di economicità”. In particolare i Comuni dovevano provvedere alla gestione del Servizio secondo i modi e le forme previsti dalle vigenti normative: il SII poteva essere affidato ad un soggetto gestore PUBBLICO o PRIVATO.

Gli ATO sono costituiti, di fatto, dai Comuni in quanto consorziati. La gestione, comunque, deve avvenire con una serie di clausole tra cui:
- l’obbligo del raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario della gestione
- le modalità di controllo del corretto esercizio del servizio
- il soddisfacimento di un adeguato livello di efficienza e di affidabilità del servizio da assicurare all’utenza anche con riferimento alla manutenzione degli impianti
- la definizione di criteri e modalità di applicazione delle tariffe (determinate dagli ENTI LOCALI) e del loro aggiornamento, anche con riferimento alle diverse categorie di utenze.

Per assicurare il Servizio Idrico Integrato, quindi, tutti i fruitori del servizio devono pagare una tariffa, destinata a coprire i costi dello stesso.
La questione è proprio questa: qual’è la tariffa? il servizio sarà simile al fallimentare servizio dei rifiuti?
Il Comune si Riposto è uno dei pochissimi Comuni siciliani che ha un servizio idrico all’avanguardia, servizio tradotto in misura di qualità idrica affiancata da un eccellente sevizio manutentivo frutto di una notevole ed efficiente gestione. Il Comune di Riposto è sempre riuscito a servire i propri cittadini del servizio idrico, con acqua a regime continuo, anche quando manca la corrente elettrica (vedi per esempio il blackout del 2001). La nostra TARIFFA attuale è a CONSUMO (€/mc 0.37) ed il controllo dei volumi consumati viene effettuato mediante fotolettura…tutti servizi atti ad un controllo minuzioso per evitare sprechi. In poche parole il cittadino paga realmente ciò che consuma. Con il trasferimento del servizio, gli utenti, noi cittadini, saremo costretti ad una spesa che già sappiamo essere maggiore (si parla di circa 1,20 €/mc) con un servizio a SORPRESA (simile a quello relativo la spazzatura?siamo nei guai!).
Mi chiedo: la nostra acqua dove andrà a finire? come farà il Comune a pagare i 600.000 mc di acqua destinati al verde dei nostri parchi (circa 300.000 mila euro l’anno)? Come farà una famiglia a far fronte a tale spesa?

La battaglia è iniziata….. e domani se ne discuterà anche in Consiglio Comunale.

Un Vaff…video!

di Saro Cerra

Pubblico questo video, il cui link mi è stato suggerito dal mio amico Giovanni Cavallaro, poichè ritengo che il filmato sia stato montanto bene, che sia davvero divertente e soprattutto reputo che racchiuda tante verità che non dobbiamo mai dimenticare. Nel video sono presenti diversi Vaff…. ed altre parolacce, pertanto chiedo scusa ai visitatori del Blog per il linguaggio usato, ma credo che a volte qualche termine più forte scuota meglio le coscienze.

Video Ospedale di Giarre

      

La RAI e l’Ospedale di Giarre

Sabato 31-1-09 si parla del rischio chiusura ospedale di Giarre su Rai Uno nel programma “Sabato&Domenica” con Franco Di Mare; il servizio andrà in onda di mattina, all’interno della trasmissione, tra le 7.30 e le 9. Passate parola…..

P.O. DISTRETTO DI GIARRE

di Marcella

Leggo la notizia che la geriatria sarà attivata presso l’ospedale dove era stata prevista, ma il personale paramedico resta ad Acireale. a tutti e’ nota la carenza di personale presso tutte le U.O.C. e le U.O. del nostro nosocomio. Come mai i sindacati hanno potuto accettare ciò? Questa la prima osservazione,la seconda e’ una domanda: chi di voi ha letto la lettera pubblicata sulla rubrica “lo dico a la Sicilia “pubblicata a pagina 38 di detto quotidiano in data 25 gennaio 2009 avente per titolo ” il futuro del presidio ospedaliero di Giarre e i numeri:intervengono i medici”.? detta lettera e’ sottoscritta dal direttore sanitario, da tutti i primari delle U.O.C. e dei responsabili delle U.O..

"Contro i pirati, censura web" E' una bozza ma è già polemica

da una segnalazione di Robin77

di ALESSANDRO LONGO

...UNA PROPOSTA di legge che, combattendo la pirateria digitale, spinge verso una censura del web. Una censura dall’alto, con un rigore mai visto prima in Italia. E a farne le spese potrebbero essere non solo gli utenti ma anche soggetti come YouTube, a vantaggio di Mediaset e delle emittenti che sentono violati i propri diritti d’autore.

Sono questi aspetti che stanno facendo divampare le polemiche, in rete, sulla prima proposta di legge arrivata al neonato Comitato tecnico governativo contro la pirateria digitale e multimediale. Il documento è trapelato sul web e pubblicato da Altroconsumo, associazione dei consumatori, che lo boccia allarmata: “Il provvedimento appare arcaico, protezionista e contrario agli interessi dei consumatori e dell’innovazione del mercato digitale”.

“Ad inquietare sono numerosi punti di quella proposta”, spiega a Repubblica.it Guido Scorza, avvocato tra i massimi esperti di internet in Italia. “Per prima cosa, si dà una delega in bianco al governo, per attuare nuove misura a difesa del diritto d’autore. I imponendo responsabilità, in caso di violazione, a utenti e a”prestatori di servizi della società dell’informazione”. Chi sono questi soggetti? “Nella proposta si parla anche di provider internet, che però per il diritto comunitario, recepito in Italia, non possono essere responsabili di quanto fatto dai propri utenti. Pensiamo allora che la proposta voglia attribuire responsabilità, ora non certe sul piano giuridico, a soggetti come YouTube e a fornitori di hosting”.

“Se passasse questa proposta, certo YouTube perderebbe la causa contro Mediaset e altre emittenti che lo denunciano per la presenza di materiale pirata sul portale”, aggiunge Scorza. YouTube (e altri portali analoghi) chiuderebbe in Italia, subissato da cause perse, o sarebbe a cambiare molto il servizio solo per gli italiani.

La proposta non parla di misure contro gli utenti che violano il diritto d’autore (scaricando e condividendo file pirata), “ma quella delega in bianco non lascia presagire nulla di buono. Potrebbe essere la nota misura della disconnessione coatta degli utenti da internet, la cosiddetta dottina Sarkozy, che questo governo, la Siae e Fimi hanno già dichiarato di apprezzare”. Dottrina che però è ancora in forse e ha già ricevuto una bocciatura dal parlamento europeo perché lesivo dei diritti degli utenti.

Sorprende poi un articolo, nella proposta, che con il diritto d’autore non ha niente a che vedere ma che ha il sapore della censura a 360 gradi: “Attribuzione di poteri di controllo alle Autorità di governo e alle forze dell’ordine per la salvaguardia su tali piattaforme telematiche del rispetto delle norme imperative, dell’ordine pubblico, del buon costume, ivi inclusa la tutela dei minori”.

Insomma, una specie di commissione di censura di quello che sta sul web, come avviene per il cinema, ma con ricadute molto più pesanti: perché andrebbe a porre paletti alla possibilità di ciascun utente di leggere o pubblicare una notizia o un video d’informazione. Su uno sciopero non autorizzato, per esempio, o su alcuni fatti potenzialmente diffamanti per un politico. Si noti che una norma simile, il Child Safe Act, voluto da Bush, è appena stata dichiarata anticostituzionale negli Usa. L’Italia andrebbe quindi contro tendenza, se passasse la proposta.

A contorno di tutta la vicenda c’è un giallo. In rete i primi commenti hanno attribuito la proposta alla Siae, che siede al Comitato. La Siae nelle scorse ore ha smentito quest’attribuzione, ma senza entrare nel merito del documento. Ha smentito, insomma, solo di esserne il padre, ma non ne ha negato l’esistenza. Addetti ai lavori continuano però a sospettare che sia stata proprio la Siae a redigerlo. Il motivo è che il nome della Siae appare indicato come l’autore del documento, nelle proprietà del file della proposta di legge trapelato agli addetti ai lavori (e che  Repubblica.it ha potuto leggere).

“Crediamo che adesso, dopo questa polemica, si possa tornare a discutere prendendo le distanze da quel documento. Così, del resto, il governo ci aveva promesso: il ministro Sandro Bondi (per i beni e le attività culturali) aveva detto infatti che la proposta di legge sarebbe arrivata al Comunicato solo dopo una consultazione con le varie parti”, dice Marco Pierani, responsabile rapporti istituzionali di Altroconsumo. Consultazione che ancora non è avvenuta. Ecco perché i consumatori si sono sentiti traditi all’arrivo di questa proposta di legge.