Vignetta febbraio 2009
di UNO DI LORO
Cari amici lettori,e caro consigliere Cerra,sono un ragazzo di 29 anni, e da quando sono nato vivo a Riposto dove svolgo la mia attività lavorativa. E da un pò di tempo che seguo la vita politica dell’amministrazione ripostese ed è quasi un anno che navigo su questo blog ,con la speranza di leggere e di poter intervenire su un articolo “serio” che parlasse di cambiamento,innovazione o di progetti per noi GIOVANI,ma ciò non avviene,idem in consiglio comunale a cui purtroppo molto spesso assisto e dove la questioni giovani non è mai presa in considerazione. In entrambi i luoghi si parla sempre di questioni che ormai e da decenni che ribalzano da amministrazione ad amministrazione,i problemi sono sempre gli stessi,sanità,i partiti, le infrastrutture, e gli apparti,per non parlare dei mille convegni che ogni anno “orgogliosamente” indice il sindaco e la sua ammistrazione,dove si parla di scienza di letteratura,o dell’approvazione di nuovi musei,già ,perchè Riposto,per chi non lo sapesse è ricca di musei, si passa dal museo della musica a quello del vino per finire con il museo del palmento e quello del parco delle kentie,luoghi che credo il 99% dei ragazzi di riposto non sappiano neppure dell’esistenza. Adesso basta con tutto questo,basta farsi sempre i PROPRI interessi,BASTA!!!![]()
Questo articolo è un appello che facciamo indirettamente a te caro sindaco dott Carmelo Spitaleri, e direttamente a te caro consigliere Cerra perché con i tuoi 32 anni essendo uno dei più giovani consiglieri eletti in questo mandato puoi essere portatore delle nostre idee e della nostra voglia di riscatto. Vogliamo che si creino opportunità lavorative,perché è impensabile che un diplomato o un laureato guardi sempre fuori dalla proprio terra o dal proprio paese in cui vivi per cercare un lavoro,vogliamo che ci siano bandi di concorsi pubblici nell’amministrazione,negli uffici tecnici,organi dove da DECENNI non vengono fatte assunzioni. Molte volte ho sentito durante il consiglio comunale che si parla di una quasi assenza dei vigili urbani nel controllo del territorio ma nessuno si è preso la briga di fare un interrogazione e di chiedere al sindaco di indire un concordo per l’allargamento dell’organico seppur lui stesso nel programma che ha presentato per le elezioni ha messo come punto quello del potenziamento del corpo dei vigili urbani. È ora di pensare a NOI GIOVANI,che siamo il presente e il futuro di un paese che ha mille opportunità,e risorse come il mare,la montagna i turisti,ma mancano le infrastrutture mancano le strutture ricettive,i mezzi di comunicazione e soprattutto manca la mentalità del fare turismo e dell’accogliere le imprese che vogliono investire. Quindi caro consigliere io in nome di tutti i ragazzi che ti seguono su questo blog ti abbiamo dato degli imput per poter fare delle interrogazioni comunali mirate,e per poter fare crescere in noi la voglia di giustizia e di amore per la nostro cittadina. Spero tu possa accogliere il nostro articolo come un incoraggiamento a batterti per noi giovani,adesso a te la parola sia qui in questo blog che IN CONSIGLIO COMUNALE Dove noi TUTTI ti appoggeremo se vorrai con una presenza massiccia.
di Agostino Spataro
Nella storia della Regione siciliana mai si era giunti ad un degrado come quello in atto che ha visto consumarsi, in meno di 24 ore e all’insegna della rappresaglia, due fatti politici gravissimi all’interno del centro-destra. Com’è noto, i fatti si sono svolti in una successione stucchevole: Udc e Pdl approvano, con 8 voti contro i 7 di Mpa e Pd, il “prelievo” dell’articolo-cardine del loro ddl sul riordino della sanità, per tutta risposta Lombardo da corso all’approvazione (con 4 assessori in fuga dalla seduta di giunta) delle minacciate nomine dei direttori generali. Segue la ritorsione di Udc e Pdl che, a tamburo battente, varano il “loro” progetto sulla sanità, mandando a quel paese Lombardo e, soprattutto, il suo assessore Russo. Quindi tutti volano a Roma, chi da Berlusconi, chi da Cuffaro, a cercare conforto e soprattutto una soluzione al brutto pasticciaccio combinato a Palermo. Sperando che con qualche assegnazione compensativa si possa sanare un conflitto che appare insanabile. Tutto ciò accade- se ci fate caso- a meno di un anno della strepitosa, facile, vittoria elettorale. E’ lecito domandarsi: come faranno a convivere, a co-governare, per altri quattro anni? Si tirerà a campare, ma fino a quando? Lombardo e soci non vogliono prendere atto che quest’alleanza è nata male e sta evolvendo al peggio. La coalizione di centro-destra, infatti, è stata assemblata in un clima di grave disorientamento, di panico persino, nell’urgenza di parare l’enorme falla che le dimissioni di Cuffaro avevano aperto nel blocco di potere dominante. Il risultato è stato un accordo ambiguo, raffazzonato, meramente elettorale e di potere, perché oltre tali orizzonti questi signori non sanno vedere. E lo dimostrano le furibonde risse di questi giorni per un direttore o per una Asl in più o in meno. Ma questo è solo l’aspetto esteriore di una guerriglia sorda, senza regole, combattuta fra consolidati gruppi di potere che si contendono, tramite i partiti, quanto resta delle risorse della regione. Quando di parla o si scrive di certe pittoresche rivalità fra Catania e Palermo o fra le due Sicilie si omette o s’ignora che in realtà lo scontro è fra due sistemi di potere simili per natura, ma diversi per strutturazione, dinamiche operative e oltre che per dislocazione territoriale. Non ci riferiamo alle “due Sicilie” della storia, formula bizzarra inventata dai regnanti di Napoli per risarcire con una facezia l’orgoglio ferito della nobiltà siciliana per il mancato insediamento della corte a Palermo, ma a quelle che, grosso modo, oggi s’identificano con la fascia orientale e occidentale dell’Isola. Il declino del sistema palermitano, stantio e più parassitario, ha indotto il gruppo di potere catanese e siculo-orientale a puntare sull’elezione di Raffaele Lombardo per tentare un riequilibrio a suo favore. Insomma, una sorta di “guerra di guerriglia” spietata che si combatte assessorato per assessorato, Asl per Asl, Ato per Ato, ecc. Credo che questo sia il filone da seguire per capire un po’ meglio quello che sta accadendo alla Regione. Non c’è dubbio che, in tale contesto, il partito che maggiormente può ostacolare questo disegno è l’Udc di Cuffaro insediata nei gangli vitali dell’amministrazione. Non a caso la scure di Lombardo si è accanita di più contro i rappresentanti di tale formazione. In gergo, la chiamano “decuffarizzazione”, ma per far cosa? Nel fare le nomine il governatore avrà avuto tante buone ragioni per escludere o far ruotare gli uomini di Cuffaro, tuttavia i neo-nominati non sono di vero cambiamento, ma di mera sostituzione. In sostanza, le scelte operate non fuoriescono dalla vecchia logica di potere clientelare, semmai denotano la necessità di esercitare un controllo diretto dei flussi di spesa. Soprattutto, in vista dei tagli prefigurati con il federalismo fiscale varato dal governo Berlusconi e, in generale, con le diverse misure di riduzione dei trasferimenti verso la regione e gli enti locali, molti dei quali, fra cui il comune di Palermo, sono con l’acqua alla gola. Insomma, mentre si offusca la prospettiva di sviluppo dell’Isola, questi signori si azzuffano per una poltrona di direttore, per una consulenza, per un appalto, per una fornitura, per un contributo per foraggiare feste e festini e sedicenti centri di studio, false accademie, sodalizi sportivi e quant’altro produce la fantasia malata degli architetti del sottogoverno diffuso. Uno scontro forsennato, tutto interno al centrodestra, che ha trasformato la politica in una giungla infernale, nella quale non si capisce cosa ci faccia il Partito democratico. Anche questo è un segno evidente di una crisi di fondo che, certo, non può essere risolta con ammiccamenti e sterili furbizie. La politica siciliana è come impazzita. Sarà il panico o la paura di non farcela, fatto sta che gira a vuoto mentre la tempesta s’annuncia, terribile, all’orizzonte prossimo venturo. In realtà, sotto la scorza di tale impazzimento si cela l’incapacità delle forze politiche (di governo e non solo) di progettare un nuovo futuro per i siciliani. Paralizzati dalle loro stesse incapacità, i partiti guardano con terrore alla crisi e alle scadenze elettorali imminenti (europee ed enti locali) e perciò ripiegano sulla spartizione dell’esistente. Questa non è strada che spunta. Bisogna cambiare seriamente metodi e indirizzo politico e programmatico. A cominciare da Lombardo che dovrebbe prendere atto della crisi del suo governo e della maggioranza che lo dovrebbe sostenere e trarne le dovute conseguenze. Per molto meno, Renato Soru si è dimesso da presidente della giunta di centro-sinistra sarda. Ma in Sicilia l’istituto delle dimissioni sembra sia stato abolito. Per superare il problema, basta la benedizione di Berlusconi e la promessa di un nuovo accordo elettorale. Alla faccia della sbandierata Autonomia!
Agostino Spataro
14 febbraio 2009
di Santo P. Grasso
Beh!!! Siamo alle soliti ……, La sera del Consiglio Comunale 12.02.09 abbiamo assistito in tanti ad una scena di tentato salvamento di un assessore, in-anzi-tutto mi doveroso dire che l’amministrazione comunale ha saputo tener le dovute distanze dall’intervento del assessore, prima che lui procedeva all’intervento, Tutti gli Amministratori della Giunta presenti, improvisamente si sono tutti allontanati, ovviamente per motivi personale, (serietà è serietà), comunque per motivi legale non posso entrare nel merito di quello che è avvenuto, pero posso dire che una Amministrazione Comunale seria, ha veramente TANTO da fare per un paese che si trova in un stato in cui si trova, e non far perdere tanto tempo ai lavori del Consiglio Comunale, lanciando accuse molto grave dove anche il Segretario ha giu stamente dovuto intervenire con dichiarzioni specifiche riguardo le affermazioni specifiche lanciate dall’Assessore. E’ proprio qui che tutti i Signori Consiglieri hanno cercato di lanciare dei “Salvagente” per interompere quello che l’Assessore stava dichiarando, pero devo dire che l’Assessore quando dice che deve parlare, lui va avante e avante e avante nelle sue affermazioni, una scena di cinema, i consiglieri non sapevano cosa dire altro per spezzare quello che stava succedendo. Però! Troppo Tardi, Il Segretario era in un Gran Imbarazzo, ha chiesto al consiglieri cosa doveva scrivere dell’avvenuto, ancora hanno cercato di lanciare parole e frasi di salvamento, però, il assessore nella Sue ha voluto ancora continuare per meglio ancora precisare, anche il Presidente Ing.Tomarchio ha cercato di portare una fine all’intervento dell’assessore, ma nulla di fare, l’assessore ha conitunato quello che doveva dire, con specifiche accuse gravissime nei confronte di uno dei scriva ni di un verbale del passato. Comunque, un mio parere personale e semplice, Non penso che il Signor Segretario ometterà di trascrivere nel verbale di quella seduta, l’accaduto, considerando le Sue propri responsabilità che sono stati chiamati in merito. Infine, posso dire solamente “MIO POVERO RIPOSTO, HO LASCIATO L’AMERICA PERCHE MI SONO INAMORATO DI QUESTO PAESE, PERO MIO POVERO RIPOSTO”, Perche non si riesce governare bene una cosi piccola cittadina, PERCHE! PERCHE! PERCHE! Comunque, Io spero sempre nel Mio Riposto. Chiedo scusa se qualche lettore non piace i miei articoli, pero i fatti sono fatti, penso che i Cittadini dovrebbero partecipare di piu al consiglio comunale, cosi fore con tanta presenza dei cittadini, si sta molto piu attento a quello che si fa e si dice. grazie, per il vostro tempo. Ah!, mio caro Riposto, ci sono ancora 4 anni, dove dobbiamo arrivare ???
di black angel
Assemblea Regionale Siciliana
P.D.L.
on. GIUSEPPE LIMOLI
COMUNICATO STAMPA
Dopo il Voto in Commissione Sanita’
LIMOLI” Abbiamo scongiurato la chiusura di tre Ospedali Catanesi”
” Gli ospedali di Paterno’, Militello e Giarre non saranno chiusi!”. Esprime soddisfazione il deputato Regionale e componente la commissione Sanita’, PIPPO LIMOLI, dopo il voto seguito a cinque ore di seduta della stessa commissione tenutasi oggi.
” Abbiamo approvato a maggioranza il modello Leontini di riforma del sistema sanitario presentato da P.D.L. e U.D.C., malgrado il parere contrario del governo- riprende LIMOLI- Un D.D.L., il nostro, che risponde appieno ai dettami dell’O.M.S. e a quelli del dicastero Nazionale. Nella fattispecie, abbiamo anche respinto un emendamento a firma del governo LOMBARDO che prevedeva la chiusura in provincia di catania degli ospedali di Paterno’, Biancavilla e Giarre, il che avrebbe rappresentato un disastro per le popolazioni interessate”.
Ribadisce ancora LIMOLI:
” Ci fa specie l’atteggiamento ostruzionistico del Governo e dell’ M.P.A.che, sul territorio, difendono a parole il mantenimento dell’offerta ospedaliera così come’è e, in commissione, puntavano invece alla soppressione dei presidi”.
Palermo, 10.2.2009
di Saro Pistorio Senior
Un ultro ottantenne viene ricoverato presso il P.O.di Giarre, dopo i primi ed attenti controlli viene ricoverato in Medicina. Trascorsi pochi giorni lo vogliono dimettere dicendo che può seguitare le cure mediche a casa e poi trovarsi un posto dove farsi operare. I parenti si oppogono dicendo che debbono essere quelli di medicina di Giarre a trovare un altro P.O. dove potere effettuare l’intervento operatorio. Finalmente dopo circa 15 giorni il posto si trova presso il P.O. DI ACIREALE, dove viene operato. Questo in contraddizione con quanto stabilito che quando si doveva effettuare qualche intervento a Giarre l’equipe di chirurgia di Acireale (che è poi l’equipe di chirurgia diretta dal Dott. ALFIO SAGGIO del P.O. di Giarre) si spostava a Giarre, invece non è così. Difatti l’anziano ripostese viene condotto in ambulanza ad Acireale, viene operato – come sopra detto – poi viene rinviato sempre in ambulanza al P.O. di Giarre, da dove dopo qualche giorno viene dimesso.
di Saro Cerra
Pubblico gli articoli a me inviati dalla Dott.ssa LUCIA BRISCHETTO.
ANNO 1997: I SERVIZI DELLA SANITA’ A GIARRE – SPORTELLO PER UTENTI AL POL….IL DITO NELLA PIAGA SULLA SANITA’ A GIARRE-L’OSPEDALE PRIVO DI 7 PRIMARI-UN OSCURO DISEGNO PER L’OSPEDALE ? – MANCANO DIVERSI PRIMARI- NELL’OSPEDALE DI GAIRRE MANCA L’ACQUA CALDA-RIPRISTINATI I 4 CENTRI DI DIABETOLOGIA-
ANNO 1998: A PROPOSITO DI SANITA’ MORTIFICATA- IL DIRETTORE GENERALE….- SALE OPERATORIE CHIUSE? …- DIVERSI INTERROGATIVI PER L’OSPEDALE DI GIARRE- GLI ASCENSORI DELL’OSPEDALE
ANNO 1999: iL DOTT.MANZONI ANCORA NELLA “NICCHIA” OSPEDALIERA
ANNO 2000: PRESTO IN FUNZIONE IL NUOVO OSPEDALE ?
di Saro Cerra
Cari amici, se pensavate che le battaglie si fossero limitate solo alla salvaguardia della Salute Pubblica, vi sbagliavate, adesso, tanto per cambiare, bisogna fare i conti anche con la salvaguardia delle nostre risorse.
Anche per il Comune di Riposto è arrivato il momento di fare i conti con la questione della gestione privatistica del servizio idrico integrato:
La Legge 36/94 – “Disposizioni in materia di risorse idriche” (Legge Galli) era, nell’idea del suo promotore, un’ottima legge, nella quale veniva sancito un principio fondamentale “Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono PUBBLICHE e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà. Qualsiasi uso delle acque è effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale. Gli usi delle acque sono indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la fauna e la flora acquatiche…” (art. 1).
In particolare, la Legge assegna (art. 8 ) alle Regioni il compito di definire gli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) ed ai Comuni ed alle Province (art. 9) quello dell’organizzazione del Servizio Idrico Integrato, secondo “criteri di efficienza, di efficacia e di economicità”. In particolare i Comuni dovevano provvedere alla gestione del Servizio secondo i modi e le forme previsti dalle vigenti normative: il SII poteva essere affidato ad un soggetto gestore PUBBLICO o PRIVATO.
Gli ATO sono costituiti, di fatto, dai Comuni in quanto consorziati. La gestione, comunque, deve avvenire con una serie di clausole tra cui:
- l’obbligo del raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario della gestione
- le modalità di controllo del corretto esercizio del servizio
- il soddisfacimento di un adeguato livello di efficienza e di affidabilità del servizio da assicurare all’utenza anche con riferimento alla manutenzione degli impianti
- la definizione di criteri e modalità di applicazione delle tariffe (determinate dagli ENTI LOCALI) e del loro aggiornamento, anche con riferimento alle diverse categorie di utenze.
Per assicurare il Servizio Idrico Integrato, quindi, tutti i fruitori del servizio devono pagare una tariffa, destinata a coprire i costi dello stesso.
La questione è proprio questa: qual’è la tariffa? il servizio sarà simile al fallimentare servizio dei rifiuti?
Il Comune si Riposto è uno dei pochissimi Comuni siciliani che ha un servizio idrico all’avanguardia, servizio tradotto in misura di qualità idrica affiancata da un eccellente sevizio manutentivo frutto di una notevole ed efficiente gestione. Il Comune di Riposto è sempre riuscito a servire i propri cittadini del servizio idrico, con acqua a regime continuo, anche quando manca la corrente elettrica (vedi per esempio il blackout del 2001). La nostra TARIFFA attuale è a CONSUMO (€/mc 0.37) ed il controllo dei volumi consumati viene effettuato mediante fotolettura…tutti servizi atti ad un controllo minuzioso per evitare sprechi. In poche parole il cittadino paga realmente ciò che consuma. Con il trasferimento del servizio, gli utenti, noi cittadini, saremo costretti ad una spesa che già sappiamo essere maggiore (si parla di circa 1,20 €/mc) con un servizio a SORPRESA (simile a quello relativo la spazzatura?siamo nei guai!).
Mi chiedo: la nostra acqua dove andrà a finire? come farà il Comune a pagare i 600.000 mc di acqua destinati al verde dei nostri parchi (circa 300.000 mila euro l’anno)? Come farà una famiglia a far fronte a tale spesa?
La battaglia è iniziata….. e domani se ne discuterà anche in Consiglio Comunale.
di Saro Cerra
Pubblico questo video, il cui link mi è stato suggerito dal mio amico Giovanni Cavallaro, poichè ritengo che il filmato sia stato montanto bene, che sia davvero divertente e soprattutto reputo che racchiuda tante verità che non dobbiamo mai dimenticare. Nel video sono presenti diversi Vaff…. ed altre parolacce, pertanto chiedo scusa ai visitatori del Blog per il linguaggio usato, ma credo che a volte qualche termine più forte scuota meglio le coscienze.